Fino al15nov

Ferro e acqua. La valle del Gerenzone tra memoria e trasformazione
Fotografie di archeologia industriale della valle del Gerenzone, nella Torre Viscontea di Lecco.
Malgrate
Un tempietto di granito in via Agudio, a Malgrate, per i morti della peste del 1630, con le ossa dietro la grata: una delle pochissime cappelle di questo tipo ancora in piedi nel Lecchese.
Dopo la peste del 1630, a cui Alessandro Manzoni dedica il trentunesimo e il trentaduesimo capitolo dei Promessi sposi, in tutto il territorio di Lecco si costruirono cappelle in memoria dei morti.
Quella di via Agudio, a Malgrate, risale al Seicento ed è una delle pochissime ancora in piedi; è l'ultima tappa dell'Itinerario manzoniano. È detta anche cappella dei morti alla Crocetta. È un piccolo tempietto sulla strada: un frontone triangolare sotto il tetto di coppi, colonne di granito ai lati, sulla facciata i resti sbiaditi di una decorazione dipinta e al centro una porta a grata di ferro battuto. Dietro la grata ci sono un piccolo altare con la tovaglia bianca e una stampa del Crocifisso, e sugli scaffali ai lati e lungo la cornice le ossa e i teschi raccolti.
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