Vai al contenuto

Primo Bacino

Como

Città della seta e del razionalismo, con il lago che arriva fino in centro.

Ideale per
Arrivi, architettura, giorni di pioggia
Tempo necessario
Mezza giornata per il centro, una giornata piena con Brunate
Stagione migliore
Tutto l'anno, anche d'inverno
Da vedere
La funicolare per Brunate al tramonto
Come arrivare
Treno da Milano (40 min), autostrada A9, battello
Il centro storico di Como dall'alto al tramonto, con i tetti rossi, la cupola del Duomo e il lago che riflette la luce.Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0
  • Andrzej Otrębski · CC BY-SA 4.0
  • Andrzej Otrębski · CC BY-SA 4.0
  • Marimari52 · CC BY-SA 4.0

1 / 4

Il centro storico di Como dall'alto al tramonto, con i tetti rossi, la cupola del Duomo e il lago che riflette la luce.

Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0

Il posto

Como è una città murata di origine romana, dove dalla fine del Settecento si tesse e si stampa la seta.

Il centro storico conserva la pianta a scacchiera della città romana. Da Milano ci si arriva in treno in una quarantina di minuti, e dai pontili davanti alla città partono i battelli per il resto del lago.

Como è una città murata di origine romana, dove dalla fine del Settecento si tesse e si stampa la seta.

Continua a leggere

Il centro storico conserva la pianta a scacchiera della città romana. Da Milano ci si arriva in treno in una quarantina di minuti, e dai pontili davanti alla città partono i battelli per il resto del lago.

La città murata

Il centro storico di Como è chiuso su tre lati dalle mura medievali, ancora in gran parte conservate, e sul quarto lato si apre sul lago. Dentro le mura le vie sono dritte e si incrociano ad angolo retto, seguendo la pianta della città romana. Da sud si entra per Porta Torre, la porta alta quaranta metri costruita nel 1192 sulla strada per Milano.

In piazza Duomo la cattedrale e il Broletto, il palazzo del Comune medievale, stanno uno accanto all'altro. La cattedrale fu cominciata in forme gotiche nel 1396 e conclusa nel 1740 con la cupola di Filippo Juvarra. Ai lati del portale siedono le statue di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, due scrittori pagani nati a Como. Il Broletto, del 1215, è a fasce di marmo bianco, grigio e rosso; alle sue spalle c'è la chiesa romanica di San Giacomo. A pochi passi, San Fedele ha tre absidi disposte a trifoglio e il portale del Drago.

Dalle origini al Medioevo

Nell'età del ferro sulle colline a sud-ovest della città sorgeva un grande abitato della cultura di Golasecca. Roma conquistò la zona nel 196 a.C. Nel 59 a.C. Giulio Cesare rifondò la città in riva al lago con il nome di Novum Comum e vi stabilì cinquemila coloni. Nel I secolo d.C. qui nacquero Plinio il Vecchio e suo nipote Plinio il Giovane. Nel 386 sant'Ambrogio consacrò Felice primo vescovo di Como.

Fuori dalle mura i benedettini ricostruirono in forme romaniche la basilica di Sant'Abbondio, che papa Urbano II consacrò nel 1095: ha cinque navate, due campanili gemelli e l'abside affrescata nel Trecento. Il Comune, nato verso la fine dell'XI secolo, combatté dieci anni contro Milano, e nel 1127 i milanesi distrussero la città. Como si schierò poi con l'imperatore Federico Barbarossa e, con il suo aiuto, ricostruì la città e le mura. Nel 1335 passò ai Visconti, signori di Milano.

Dai Visconti al Risorgimento

All'inizio del Quattrocento la città fu per alcuni anni dei Rusca, una famiglia comasca; nel 1416 tornò ai Visconti e nel 1450 passò agli Sforza. Nel Cinquecento lo storico Paolo Giovio costruì a Borgo Vico, sul lago, un museo per i suoi ritratti di uomini illustri. Con il Ducato di Milano, Como fu spagnola dal Cinquecento e austriaca dal primo Settecento. Nel 1676 il comasco Benedetto Odescalchi fu eletto papa con il nome di Innocenzo XI.

Nel 1797 Napoleone soggiornò a Villa Saporiti, e la città diventò capoluogo del Dipartimento del Lario. Due anni dopo Alessandro Volta, nato a Como nel 1745, inventò la pila, la prima batteria elettrica; morì in città nel 1827. Nel marzo del 1848, nelle Cinque Giornate, i comaschi costrinsero alla resa la guarnigione austriaca. Il 27 maggio 1859, dopo la battaglia di San Fermo, gli austriaci lasciarono la città ai Cacciatori delle Alpi di Garibaldi.

Il lungolago e le ville

Piazza Cavour, aperta sul lago, occupa il posto del vecchio porto, interrato nell'Ottocento; davanti ci sono i pontili dei battelli. Verso ovest i giardini a lago portano al Tempio Voltiano, il museo di Volta costruito nel 1927, e al Monumento ai Caduti. Dalla riva una diga arriva fino a Life Electric, la scultura d'acciaio di Daniel Libeskind inaugurata nel 2015. Poco più in là, davanti all'hangar dell'Aero Club, fondato nel 1930, gli idrovolanti decollano dall'acqua.

La passeggiata prosegue lungo la riva, davanti a Villa Saporiti, fino a Villa Olmo, la villa neoclassica degli Odescalchi cominciata nel 1782 e del Comune dal 1925. Da qui il Chilometro della Conoscenza continua nei parchi di Villa del Grumello e di Villa Sucota. Sulla sponda opposta, da piazza De Gasperi parte la funicolare per Brunate, e viale Geno arriva alla punta di Villa Geno, con la fontana nel lago.

L'architettura razionalista

Fra il 1927 e il 1940 Como fu uno dei centri dell'architettura razionalista italiana, e il suo protagonista fu Giuseppe Terragni. Il Novocomum, la casa d'appartamenti finita nel 1929, fece discutere la città per la sua forma, e i comaschi lo chiamarono il Transatlantico. Fra il 1933 e il 1936 Terragni costruì la Casa del Fascio, poi Palazzo Terragni: un mezzo cubo di marmo bianco e vetro di fronte all'abside del Duomo.

Sul lungolago, il Monumento ai Caduti del 1933 nacque da un disegno di Antonio Sant'Elia, l'architetto futurista comasco morto al fronte nel 1916; Terragni ne semplificò il progetto. Poco più in là c'è la sede della Canottieri Lario, costruita da Gianni Mantero nel 1931. Nel quartiere di San Rocco Terragni costruì fra il 1935 e il 1937 l'Asilo Sant'Elia, con le grandi vetrate sul giardino. Il Novocomum e la Casa del Fascio sono edifici in uso: si guardano da fuori.

La seta

Nel Medioevo Como lavorava soprattutto la lana. La seta arrivò nel Cinquecento: nel 1510 Pietro Boldoni, di Bellano, aprì in città il primo filatoio. Dalla fine del Settecento Como tesse e stampa la seta. Nelle campagne intorno si coltivavano i gelsi e si allevavano i bachi, nelle filande si traeva il filo dai bozzoli, e in città si tesseva a mano, spesso in casa.

Fra Ottocento e Novecento arrivarono i telai meccanici e il lavoro passò nelle fabbriche. Nel 1868 il Comune aprì la Scuola di setificio, che diventò l'Istituto Paolo Carcano; nel suo piano interrato il Museo Didattico della Seta conserva telai, macchine per la tintura e stampe originali. Nel 2021 l'UNESCO ha nominato Como città creativa per l'artigianato e l'arte popolare.

Da vedere

Vedi tutto

Esperienze

Vedi tutto

Eventi

Vedi tutto

Prima di andare

Quale stazione uso per Como?

Per il centro, le stazioni di riferimento sono Como San Giovanni e Como Nord Lago. Como San Giovanni è collegata a Milano Centrale, con un viaggio di circa quaranta minuti, e si trova a circa un chilometro dal lago. Como Nord Lago è collegata a Milano Cadorna, con un viaggio di circa un'ora, e si trova a duecento metri dal lungolago e dai pontili.

Quanto dista Bellagio da Como?

Il battello rapido impiega una cinquantina di minuti in stagione, quello ordinario più di due ore, l'autobus C130 poco più di un'ora, l'auto poco meno di un'ora sulla Lariana, la strada della sponda orientale.

Sulla mappa

Cosa c'è attorno, e a che distanza.

Esplora il lago
Como

© OpenStreetMap contributors · ODbL

Nei dintorni

Tempi tipici porta a porta.

Fonti e crediti

Fonti e crediti