Vai al contenuto

Cronologia del lago

Duemila anni del lago in ordine di data: dalla strada romana lungo la sponda occidentale al primo battello a vapore, dalla caduta dell'Isola Comacina alla diga di Olginate. Ogni data porta alla storia che la racconta e al luogo dove è accaduta.

Date
82
Storie
27
Epoche
6
Il porto di Como con il molo e le barche ormeggiate, la cupola del Duomo a destra e la collina di Brunate dietro la città.
Photochrom Print Collection · Public domain

82date

Antichità

Fino al V secolo · 5 date

  1. I secolo

    La strada romana lungo la sponda occidentale

    Una via romana collega il porto fluviale di Cremona a Chiavenna passando per Milano e Como, e risale la sponda occidentale del lago verso la Rezia, la provincia oltre le Alpi. È il tracciato della statale Regina, che per quindici secoli resta una mulattiera lastricata.

    Luogo: ComoStoria: La Regina, la strada della sponda occidentale

    Colonno dal drone, con l'Isola Comacina e la riva della Tremezzina più in là, e la Regina che corre fra le case e l'acqua.
  2. 61 o 62

    Nasce Plinio il Giovane

    A Novum Comum, l'antica Como, nasce il nipote di Plinio il Vecchio, che lo adotterà. Nelle sue lettere descrive la fonte che cresce e cala più volte al giorno, quella della Pliniana, e due sue ville sulla riva del Lario, che chiama Tragedia e Commedia.

    Luogo: ComoStoria: I due Plinii sul Lario

  3. II o III secolo

    I Romani usano il marmo di Musso

    Sono di marmo bianco di Musso le sedici colonne di San Lorenzo a Milano, alte circa sette metri e mezzo, che vengono da edifici romani di quei secoli. Le cave principali erano sullo sperone dove più tardi sorse il castello del Medeghino.

    Luogo: MussoStoria: La pietra del lago

  4. V secolo

    Un battistero sull'Isola Comacina

    Sull'isola sorge un'aula per il battesimo, decorata con mosaici e affreschi. I suoi resti sono tornati alla luce con gli scavi del Novecento, intorno alla chiesetta di San Giovanni.

    Luogo: Isola ComacinaStoria: I Maestri Comacini

  5. V o VI secolo

    Il battistero di Gravedona

    A Gravedona si costruisce un battistero con un pavimento a mosaico e una vasca ottagonale per il battesimo a immersione. Sopra i suoi resti sorge più tardi la chiesa romanica di Santa Maria del Tiglio, a fasce di pietra chiara e scura; il battistero è tornato alla luce negli scavi del 1953.

    Luogo: Santa Maria del TiglioStoria: I Maestri Comacini

    Il campanile a fasce di Santa Maria del Tiglio a Gravedona, illuminato di notte.

Medioevo

Dal VI secolo al 1449 · 14 date

  1. 607–617

    Agrippino fonda un oratorio a Piona

    Agrippino, vescovo di Como, erige sulla penisola di Olgiasca un oratorio dedicato a santa Giustina martire e vi prepara il proprio sepolcro. Lo ricorda un cippo di pietra conservato a Piona; già allora vi viveva probabilmente una piccola comunità di eremiti.

    Luogo: Abbazia di PionaStoria: Il lago dei monaci

    Il laghetto di Piona, la baia chiusa dalla penisola, con le Alpi dietro.
  2. 643

    L'editto di Rotari nomina i maestri comacini

    Due capitoli della legge del re longobardo Rotari parlano del magister commacinus e stabiliscono chi debba risarcire il danno se crolla una casa costruita da un maestro. Il nome indica con ogni probabilità costruttori e scalpellini della zona di Como, ma il suo significato non è chiarito.

    Luogo: ComoStoria: I Maestri Comacini

    L'Isola Comacina vista dall'alto: una lingua di terra coperta di bosco nel lago azzurro, con prati e un edificio bianco verso la punta e una striscia di ghiaia sulla riva; dietro, la sponda opposta con le case lungo l'acqua, e in basso tetti e rami verdi.
  3. Seconda metà dell'VIII secolo

    Un monastero sulla montagna di Civate

    Alla fine del regno longobardo sorge sopra Civate un piccolo monastero dedicato ai santi Pietro e Paolo; la leggenda lo attribuisce al re Desiderio. Fra il X e l'XI secolo diventa l'edificio romanico di San Pietro al Monte, a cui si sale solo a piedi.

    Luogo: Basilica di San Pietro al MonteStoria: Il lago dei monaci

    L'oratorio di San Benedetto a San Pietro al Monte, sopra Civate: una piccola chiesa di pietra con i tetti di lastre e un'abside rotonda con una finestrella, dietro un muro di pietra che chiude il terrazzo; più in basso, oltre il bosco spoglio, il lago di Annone con i paesi intorno, un viadotto stradale che corre lungo la sua punta, e in fondo montagne con la neve sulle cime sotto un cielo azzurro.
  4. 24 gennaio 835

    Limonta passa al monastero di Sant'Ambrogio

    Con un diploma dell'imperatore Lotario, Limonta diventa un feudo del monastero milanese di Sant'Ambrogio, che la terrà fino al 1797. Per secoli l'olio di questa costa del ramo di Lecco arde nelle lampade sulla tomba del patrono di Milano.

    Luogo: Oliveto LarioStoria: La Costiera degli Ulivi

    Limonta dal lago: sul muro di riva una villa gialla e di mattoni con una torre dal tetto a pagoda, cedri e un faggio rosso; sopra, le case salgono il pendio fra gli ulivi argentati, e più in alto il bosco copre la montagna.
  5. Sant'Eufemia sull'Isola Comacina

    Il vescovo Litigerio fonda sull'isola la canonica di Sant'Eufemia, una basilica a tre navate lunga più di quaranta metri. L'isola, cinta da mura, è il centro della pieve che riunisce le chiese della sponda occidentale fra la valle del Camoggia e il torrente Perlana.

    Luogo: Isola ComacinaStoria: La caduta dell'Isola Comacina

  6. Le prime terre dell'abbazia di San Benedetto

    Il vescovo di Como Rainaldo sale in Val Perlana per risolvere una lite fra gli uomini di Isola e quelli di Lenno, che si contendono la chiesa di San Benedetto. Ne ottiene una donazione di terre e di diritti di pascolo: è il documento più antico dell'abbazia.

    Luogo: San Benedetto in Val PerlanaStoria: Il lago dei monaci

    La facciata di San Benedetto e il campanile, fra i prati e i boschi della Val Perlana.
  7. Urbano II consacra Sant'Abbondio

    Fuori dalle mura di Como, lungo l'antica via Regina, i benedettini hanno ricostruito dal 1010 la chiesa di Sant'Abbondio, con cinque navate e due campanili gemelli accanto all'abside. La consacra papa Urbano II, di passaggio da Como.

    Luogo: Basilica di Sant'AbbondioStoria: I Maestri Comacini

    Una finestra ad arco nel muro di pietra chiara dell'abside: la cornice è scolpita con un fitto intreccio di nastri, due colonnine reggono l'arco interno, gli stipiti alternano conci bianchi e grigi e il vetro è a cerchi; sopra corre una fascia a dente di sega sotto un fregio a intreccio.
  8. 1118–1127

    La guerra decennale fra Como e Milano

    L'Isola Comacina e le pievi del lago si schierano con Milano contro Como, e il lago diventa un campo di battaglia. Nel 1124 i comaschi occupano e incendiano l'isola, ma la guerra la vince Milano: nell'agosto del 1127 Como è presa e deve accettare la demolizione della città, chiese escluse.

    Luogo: Isola ComacinaStoria: La caduta dell'Isola Comacina

  9. I cistercensi all'Acquafredda

    Azzo detto Pellegrino dona ai cistercensi di Morimondo dei terreni sopra Lenno per un monastero che custodisca le reliquie dei santi Agrippino e Domenica, portate dall'Isola Comacina. Il nome viene da una sorgente vicina; la chiesa di Santa Maria dell'Uliveto è consacrata nel 1193.

    Luogo: Abbazia dell'Acquafredda, LennoStoria: Il lago dei monaci

    Il campanile bianco e la chiesa gialla dell'abbazia sulla collina, fra i cipressi, con il lago e le montagne dietro.
  10. I comaschi radono al suolo l'Isola Comacina

    Tornata forte con Federico Barbarossa, Como distrugge l'isola dalle fondamenta e ne disperde le pietre nel lago, perché non possa essere ricostruita. Gli abitanti fuggono a Varenna, dove il quartiere che li accoglie prende il nome di Insula nova; nel 1175 un decreto del Barbarossa conferma il divieto di ricostruire.

    Luogo: Isola ComacinaStoria: La caduta dell'Isola Comacina

    Rovine sull'Isola Comacina in una giornata velata d'estate: in primo piano muretti bassi di pietre piatte sovrapposte, lastre e sassi sparsi a terra fra l'erba; a destra un albero dal tronco inclinato e un pendio d'erba secca, a sinistra alberi e cespugli; oltre, il lago azzurro chiaro e la montagna boscosa e ripida della sponda di fronte, con un paese allungato sulla riva ai suoi piedi, e in lontananza un'altra cima nella foschia.
  11. Il comballo, la barca da carico del lago

    Il comballo compare già in un documento che vieta ai barcaioli del lago di Como di mettersi in società fra loro. Lungo fra venti e trenta metri, con il fondo piatto e una sola vela quadra, porta i sassi di Moltrasio, la sabbia, la calce e la legna per le fornaci.

    Luogo: ComoStoria: La pietra del lago

  12. 1252–1257

    Il chiostro di Piona

    Il priore Bonaccorso de Canova, di Gravedona, fa costruire a sue spese il chiostro dell'abbazia, come ricordano due lapidi. I capitelli, uno diverso dall'altro, hanno foglie a uncino, aquile ad ali spiegate e piccole teste; dei costruttori non si conosce il nome.

    Luogo: Abbazia di PionaStoria: I Maestri Comacini

    Il chiostro romanico dell'abbazia di Piona, con le colonnine binate e il prato interno.
  13. 1336–1338

    Il ponte di Azzone Visconti a Lecco

    Azzone Visconti, signore di Milano, fa costruire il ponte sull'Adda dove il fiume esce dal lago. Ha otto arcate; i comaschi, convinti che la sua strozzatura allaghi la loro città, ne ottengono altre tre fra il 1354 e il 1440.

    Luogo: Ponte Azzone ViscontiStoria: Quando il lago entra in città

    Il ponte con le sue arcate sull'acqua, e dietro le montagne innevate sopra Lecco.
  14. La prima piena documentata a Como

    Il lago entra in città: è la prima esondazione documentata, in una lettera ducale del 20 settembre. Dopo questa piena il ponte di Lecco riceve una decima arcata, nel 1434, per lasciare uscire più acqua dal lago.

    Luogo: ComoStoria: Quando il lago entra in città

Rinascimento e dominazioni

1450–1699 · 12 date

  1. 1457–1486

    La facciata del Duomo di Como

    Dal 1452 il cantiere del Duomo usa il marmo bianco di Musso, che diventa il suo materiale principale. La facciata, cominciata nel 1457, è completata nel 1486 con il rosone.

    Luogo: Cattedrale di Santa Maria AssuntaStoria: La pietra del lago

    Le absidi e la cupola del Duomo, in marmo, sotto un cielo di settembre.
  2. 1490 circa

    Leonardo annota il lago

    Su un foglio del Codice Atlantico Leonardo da Vinci elenca valli, fiumi, cascate e miniere del lago, e consiglia di fare queste gite nel mese di maggio. Del Fiumelatte, che chiama Fiumelaccio, scrive che cade a piombo sul lago «con inistimabile strepitio e romore».

    Luogo: FiumelatteStoria: Leonardo sul Lario

    Il Fiumelatte fra le case della frazione di Varenna che porta il suo nome: l'acqua, bianca di schiuma, scende a salti fra massi coperti di muschio, passa sotto una passerella con la ringhiera e, più in alto, sotto un ponte di pietra ad arco; ai lati muri intonacati, una scala esterna con il corrimano, un glicine fiorito su una casa gialla dalle persiane verdi e, su una casa rosa, un cartello giallo con la scritta «Fiumelatte».
  3. Entro il 1498

    I due Plinii sulla facciata del Duomo

    I fratelli Giacomo e Tommaso Rodari completano le due edicole ai lati del portale maggiore: a sinistra siede Plinio il Vecchio, a destra Plinio il Giovane. Nel 1578, in piena Controriforma, le statue resistono a un tentativo di rimuoverle.

    Luogo: Cattedrale di Santa Maria AssuntaStoria: I due Plinii sul Lario

    L'edicola di Plinio il Vecchio sulla facciata del Duomo di Como, protetta da una teca di vetro: la statua di marmo seduta in una nicchia fra due colonne scolpite, con un libro sulle ginocchia; sotto, due rilievi fra piccole cariatidi, una ghirlanda retta da putti e una lapide con un'iscrizione latina; intorno, i blocchi di marmo grigio della facciata.
  4. Il Medeghino si insedia a Musso

    Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, si insedia come castellano nella rocca sul Sasso di Musso e la trasforma in una fortezza e in una reggia. Con una flottiglia armata assalta i commerci e i paesi della riva e domina l'alto lago.

    Luogo: Sant'Eufemia, MussoStoria: Il Medeghino, signore del lago

    La chiesetta di Sant'Eufemia sul Sasso di Musso in una giornata di fine inverno: a sinistra il muro intonacato e screpolato della chiesa e il portico ad archi su due colonne di pietra, con il tetto di lastre; un escursionista con lo zaino e i bastoncini cammina sul selciato; oltre un muretto a secco e un prato in discesa con un albero dalle foglie secche e due tavoli da picnic, il lago si allunga verso l'orizzonte velato, con le montagne della sponda di fronte, una cima innevata e, sulla riva a destra, le case di un paese.
  5. Carlo V fa del Medeghino il marchese di Musso

    Passato al servizio dell'imperatore, il Medeghino riceve il marchesato di Musso su molte terre intorno al lago, Como esclusa, con piena giurisdizione e la facoltà di battere moneta. Lo stemma del Comune di Musso porta la corona di quel marchesato.

    Luogo: MussoStoria: Il Medeghino, signore del lago

  6. Il castello di Nesso è distrutto

    Nella guerra contro il Medeghino viene distrutto il castello che i comaschi avevano costruito nel 1449 sopra l'orrido di Nesso. Ne resta un muraglione alto fino a quindici metri.

    Luogo: Castello di San Lorenzo, NessoStoria: Il Medeghino, signore del lago

    Le mura merlate del castello con una torretta coperta d'edera, sul prato in cima, sopra il lago blu e i monti della sponda opposta.
  7. Il castello di Musso è smantellato

    Dopo la guerra cominciata nel 1531 contro le Leghe grigie, i cantoni svizzeri e il duca di Milano, il Medeghino si accorda con il duca: cede Musso, Lecco e le altre terre occupate e riceve il marchesato di Marignano. Il castello sul Sasso viene smantellato, e gli Svizzeri ottengono la promessa che non sarà ricostruito.

    Luogo: Museo Civico Storico di MussoStoria: Il Medeghino, signore del lago

  8. 1565–1570

    La villa del cardinale Gallio a Cernobbio

    Il cardinale Tolomeo Gallio, nato a Cernobbio, si fa costruire una dimora estiva sul lago su progetto di Pellegrino Tibaldi. Nel 1815 la compra Carolina di Brunswick, che la chiama Villa d'Este.

    Luogo: Villa d'Este, CernobbioStoria: Il secolo dei grandi alberghi

    La lunga facciata chiara di Villa d'Este sulla riva, con le tende gialle al piano terra e le case di Cernobbio sulla collina dietro.
  9. Il monastero di Varenna diventa una casa

    L'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo sopprime il monastero cistercense femminile di Varenna, dove le monache sono ormai troppo poche. Nel 1569 lo compra Paolo Mornico, che ne fa una casa: è l'origine di Villa Monastero.

    Luogo: Villa MonasteroStoria: Il lago dei monaci

    Villa Monastero dalla balaustra sul lago, fra palme e cipressi, con la punta di Varenna in fondo.
  10. Una villa intorno alla fonte della Pliniana

    Il conte Giovanni Anguissola, governatore di Como, compra il terreno di Torno dove nasce la fonte descritta da Plinio il Giovane, e in tre anni vi costruisce la villa. Nella loggia due lapidi riportano la lettera di Plinio, in latino e in italiano.

    Luogo: Villa Pliniana, TornoStoria: I due Plinii sul Lario

    La villa gialla sulla riva sotto la parete di roccia, con la cascata bianca che scende fra la vegetazione alle sue spalle.
  11. 1606–1624

    Il santuario della Madonna del Moletto

    Il monaco cistercense Roberto Rusca, arrivato a Limonta nel 1605, costruisce sulla roccia a picco sul lago il santuario della Madonna del Moletto, perché lo vedano i barcaioli sull'acqua e i contadini sui sentieri.

    Luogo: Santuario della Madonna del Moletto, Oliveto LarioStoria: La Costiera degli Ulivi

  12. Il lago entra nel Duomo di Como

    Durante la piena l'acqua arriva in Duomo fino ai gradini dell'altare maggiore. La ricordano due lapidi, in via Volta e in via Diaz; nel 1703 il lago raggiunge di nuovo la cattedrale, fino ai pilastri dell'organo.

    Luogo: Cattedrale di Santa Maria AssuntaStoria: Quando il lago entra in città

Settecento

1700–1799 · 5 date

  1. 1711–1753

    I Carloni rifanno la chiesa di Scaria

    I fratelli Diego e Carlo Innocenzo Carloni rifanno la chiesa di Santa Maria per Scaria, il loro paese, con stucchi e affreschi. Sono fra gli artisti della Val d'Intelvi che lavorano in tutta Europa: Carlo Innocenzo dipinge anche nella cattedrale di Lubiana e nei palazzi di Vienna.

    Luogo: Santa Maria e Museo d'Arte Sacra, ScariaStoria: I Maestri Comacini

    La navata con le pareti e la volta coperte di stucchi e affreschi, fino all'altare maggiore in fondo.
  2. Nasce Alessandro Volta

    Volta nasce a Como, nella casa di via Volta dove morirà nel 1827. Da ragazzo fa i primi esperimenti nel laboratorio del canonico Gattoni, in una torre delle mura; nel 1778 passa alla cattedra di fisica sperimentale dell'Università di Pavia.

    Luogo: ComoStoria: La pila, il fuoco e il Tempio

  3. Giuseppe II si ripara a Blevio

    Sorpreso da una tempesta sul lago, l'imperatore Giuseppe II trova riparo in una casa sulla riva di Blevio. Nella seconda metà dell'Ottocento vi si ritira la ballerina Maria Taglioni, e la villa prende il suo nome.

    Luogo: Villa Taglioni, BlevioStoria: Il lago dei musicisti

  4. Villa del Balbianello sulla punta di Lavedo

    Sui resti di un convento francescano, sulla punta del dosso di Lavedo, si costruisce Villa del Balbianello. Con la villeggiatura dell'aristocrazia milanese la riva si riempie di residenze costruite con la facciata verso l'acqua, perché si arriva dal lago.

    Luogo: Villa del BalbianelloStoria: Le ville e il microclima

    Il prato che scende verso il lago sotto la loggia, con i platani potati, il vialetto di ghiaia e alcuni visitatori.
  5. Fine del Settecento

    La seta esce dalle case

    Dopo tre secoli di lavoro domestico, con i bachi allevati in casa e il filo filato d'inverno, la lavorazione della seta si sposta negli opifici lungo i torrenti, che danno la forza motrice. Nell'Ottocento Como diventa uno dei maggiori centri serici d'Europa.

    Luogo: Museo Didattico della SetaStoria: La seta di Como

    Matasse di filato di seta tinte in gradazioni di blu, appese a un'asta di legno; dietro, rocchetti di altri colori.

Ottocento

1800–1899 · 22 date

  1. Volta annuncia la pila

    Con una lettera a Joseph Banks, presidente della Royal Society di Londra, Volta annuncia un nuovo apparecchio: una colonna di dischi di metalli diversi, separati da cartoni imbevuti d'acqua salata. L'aveva costruito a Como alla fine del 1799; dalla forma lo chiamano pila.

    Luogo: Tempio VoltianoStoria: La pila, il fuoco e il Tempio

    Il Tempio Voltiano a Como in una giornata limpida: quattro colonne corinzie reggono la trabeazione con la scritta «A·Volta» e un frontone con un medaglione, nelle nicchie due statue bianche, agli angoli del tetto figure alate e dietro la cupola; alla base un arco con una vasca, davanti un'aiuola rotonda cinta da paracarri e catene, ai lati alberi potati a cupola e due lampioni, e a destra, oltre gli alberi, il lago e i monti con un paese.
  2. 1808–1810

    Villa Melzi a Bellagio

    Francesco Melzi d'Eril, vicepresidente della Repubblica Italiana napoleonica, si fa costruire a Bellagio una villa neoclassica, con un parco all'inglese che corre in piano lungo l'acqua per centinaia di metri.

    Luogo: Giardini di Villa MelziStoria: Le ville e il microclima

    Il parco di Villa Melzi a Bellagio visto dall'acqua, sotto la montagna.
  3. Shelley cerca casa alla Pliniana

    Da Milano Percy Bysshe Shelley scrive all'amico Thomas Love Peacock di essere stato a Como a cercare casa. Il paesaggio che preferisce è quello di Villa Pliniana, mezza in rovina, che lui e Mary sperano di ottenere; la trattativa non va in porto.

    Luogo: Villa Pliniana, TornoStoria: Il lago degli scrittori

  4. Un albergo a Villa Cipressi

    La famiglia Venini apre un albergo a Villa Cipressi, a Varenna, e lo tiene fino al 1864. Negli stessi anni, intorno al 1825, l'osteria di Abbondio Genazzini sulla riva di Bellagio diventa un vero albergo.

    Luogo: Giardini di Villa CipressiStoria: Il secolo dei grandi alberghi

    Villa Cipressi a Varenna vista dall'acqua, con i cipressi che scendono al lago.
  5. Il primo battello a vapore

    Il Lario, un battello di legno a ruote varato il 29 luglio sulla spiaggia dell'Olmo, a Borgo Vico, comincia le corse quotidiane fra Como e Domaso. Un viaggio da Como a Colico, che a vela e a remi poteva durare un giorno o due, si fa in poche ore e a orari stabiliti.

    Luogo: Villa OlmoStoria: Duecento anni a vapore

    Il piroscafo Concordia in navigazione, con la ciminiera nera e le ville della riva alle spalle.
  6. «I promessi sposi» danno il nome alle Lucie

    Esce per la prima volta il romanzo di Alessandro Manzoni. Lucia vi attraversa il lago di notte su una barca da lavoro con gli archi per il telo, e da allora quella barca prende il nome di Lucia.

    Luogo: LeccoStoria: Le Lucie, le barche con gli archi

    Lecco al tramonto rispecchiata nell'acqua ferma, con il campanile di San Nicolò e la parete del Monte San Martino.
  7. Bellini a Moltrasio

    I Cantù e i Turina prendono in affitto Villa Salterio, a Moltrasio, dove Giuditta Cantù vive la sua relazione con Vincenzo Bellini. Sono gli anni in cui il compositore scrive la Straniera e la Sonnambula; una lapide sulla facciata della villa lo ricorda.

    Luogo: Villa Salterio Erker, MoltrasioStoria: Il lago dei musicisti

    La villa lilla a tre piani sulla strada, con le persiane grigie, il frontone decorato in cima e una lapide sulla facciata; a sinistra una terrazza con la balaustra, a destra l'arco che scavalca la strada.
  8. Liszt a Bellagio

    Franz Liszt arriva con Marie d'Agoult e alloggia all'albergo Genazzini. Sul lago scrive i dodici Grandi studi per pianoforte; la vigilia di Natale, a Como, all'Albergo dell'Angelo, nasce sua figlia Cosima, che sposerà Wagner.

    Luogo: Palazzo GenazziniStoria: Il lago dei musicisti

    Il gruppo di marmo bianco di Dante e Beatrice: Dante, con la corona d'alloro, le tiene la mano; Beatrice, in piedi su un globo fra le nuvole, alza il braccio verso l'alto. Sotto, il piedistallo ad archetti con i versi incisi, davanti a una siepe scura con fiori di rododendro.
  9. Il lago nella «Certosa di Parma»

    Esce il romanzo di Stendhal. Fabrizio del Dongo cresce nel castello di famiglia a Grianta, sulla sponda occidentale, davanti a Bellagio; nel secondo capitolo compaiono Villa Melzi e il promontorio che divide i due rami, quello di Como «così voluttuoso» e quello di Lecco «pieno di severità».

    Luogo: GrianteStoria: Il lago degli scrittori

  10. Il lago in due litografie da dagherrotipi

    Un anno dopo la presentazione del dagherrotipo a Parigi, il lago è già fra i soggetti dei primi fotografi. Due litografie ricopiate da dagherrotipi mostrano Bellagio vista dal lago, firmata Falkeisen, e la Villa Pliniana, firmata Louis Cherbuin.

    Luogo: BellagioStoria: I primi fotografi del lago

    Litografia del 1840 tratta da un dagherrotipo: Bellagio vista dal lago, con le case sulla riva, il campanile e una barca a remi in primo piano.
  11. Flaubert a Villa Sommariva

    Gustave Flaubert visita la villa di Tremezzo che più tardi si chiamerà Carlotta. Torna più volte a guardare l'Amore e Psiche, che crede di Canova, e all'ultima visita bacia la statua; il gruppo è attribuito ad Adamo Tadolini, allievo di Canova.

    Luogo: Villa CarlottaStoria: Il lago degli scrittori

    Il gruppo di marmo bianco di Amore e Psiche visto da vicino, in una sala in penombra: Amore, con un'ala sollevata in alto e l'altra più bassa, si china su Psiche e le sostiene la testa e il petto con le mani; lei, distesa all'indietro, alza le braccia e gli cinge il capo dai riccioli fitti; la luce dall'alto fa risaltare le braccia e le spalle; dietro, alte finestre con le imposte, una vetrata a disegni e un busto su un piedistallo.
  12. Villa Carlotta prende il nome

    Marianna, che nel 1843 aveva comprato la villa di Tremezzo, la dona alla figlia Carlotta per le nozze con Giorgio II di Sassonia-Meiningen: da lei la villa prende il nome. Il suo pendio ha un suolo acido, ed è per questo che il giardino può ospitare azalee, rododendri e camelie.

    Luogo: Villa CarlottaStoria: Le ville e il microclima

    Il giardino botanico di Villa Carlotta, con le palme, i glicini e le aiuole fiorite.
  13. La villa dell'editore Ricordi a Cadenabbia

    A Cadenabbia si costruisce Villa Margherita per l'editore Ricordi, pare con i proventi del Trovatore. Giuseppe Verdi vi è spesso ospite, e Amilcare Ponchielli vi comincia il lavoro sui Lituani, che saranno accolti alla Scala nel 1874.

    Luogo: Villa Margherita Ricordi, CadenabbiaStoria: Il lago dei musicisti

    La villa gialla vista dalla strada: le persiane verdi, la sala a emiciclo con il balcone, la scritta Margherita e l'orologio fra due statue in cima, sopra il prato e la balaustra.
  14. Il massimo storico del lago

    Il lago arriva a 3,97 metri sopra lo zero dell'idrometro di Malgrate, il livello più alto mai registrato, e circa un terzo di Como finisce sott'acqua, con tutta la zona intorno alle mura.

    Luogo: ComoStoria: Quando il lago entra in città

    Piazza Cavour a Como vista dall'acqua in una giornata d'estate: il lago arriva a pochi gradini dal selciato della piazza, con i pontili, motoscafi bianchi e un battello rosso e bianco ormeggiati; a sinistra palazzi dell'Ottocento color rosa e ocra con le tende abbassate, dietro i tetti la cupola verde del Duomo, una torre di pietra e una guglia; al centro la piazza aperta con alberi, cespugli fioriti, lampioni e gente a passeggio, e intorno edifici moderni a più piani.
  15. L'anno dei grandi alberghi

    Villa d'Este, a Cernobbio, diventa un albergo. Nello stesso anno a Bellagio la villa neoclassica dei Frizzoni apre come Grand Hotel Bellagio, e sul lungolago Antonio Mella apre l'Hotel Grande Bretagne.

    Luogo: Villa d'Este, CernobbioStoria: Il secolo dei grandi alberghi

    La villa vista dall'alto fra i cipressi e gli alberi del parco, con il lago blu e l'altra sponda dietro.
  16. Anni Ottanta dell'Ottocento

    La rete contro il contrabbando

    La Guardia di Finanza costruisce lungo il confine con la Svizzera una grande rete metallica, la ramina, con un allarme di campanelli fissati su molle. Gli spalloni passano il confine di nascosto con la bricolla, un sacco di juta che porta fino a trentacinque o quaranta chili di sigarette, sale o caffè.

    Luogo: Lanzo d'IntelviStoria: Il lago dei contrabbandieri

    La chiesa di San Lucio sul passo, controluce con il sole basso: muri di pietra e d'intonaco scrostato, un portico e due nicchie ad arco, il tetto di lastre di pietra e il campanile con la cella aperta, con il sole che spunta accanto; intorno l'erba del pascolo e, lontano, le montagne nella foschia dorata.
  17. Il trenino fra Menaggio e Porlezza

    La ferrovia a scartamento ridotto che lega il lago di Como a quello di Lugano è inaugurata l'8 ottobre e aperta al pubblico il 17 novembre. Per salire sopra Menaggio il treno fa marcia indietro con una manovra detta regresso; il servizio cessa nel 1939.

    Luogo: MenaggioStoria: Quando il treno arrivò sul lago

    Menaggio vista dall'Hôtel Victoria, come dice la didascalia stampata: in primo piano i binari della ferrovia per Porlezza, poi il paese e il lago al tramonto.
  18. La ferrovia lungo la sponda orientale

    Con il tratto da Bellano a Colico, dopo quello da Lecco a Bellano del 1892, un servizio ferroviario completo unisce Lecco alla Valtellina. Fino a Colico la linea ha ottantanove curve, diciotto viadotti e diciannove gallerie.

    Luogo: BellanoStoria: Quando il treno arrivò sul lago

    La stazione di Varenna in una giornata di sole: due treni bianchi e verdi fermi al binario, con la scritta Trenord, e viaggiatori che scendono e camminano sul marciapiede con borse e cappelli; in fondo i binari entrano nella galleria, sotto una parete di roccia chiara e il bosco.
  19. La funicolare di Brunate

    Apre al pubblico la funicolare fra Como e Brunate, progettata dai fratelli ingegneri Villoresi. Pensata per funzionare ad acqua, per gravità, va invece con un argano a vapore, perché l'acqua non basta; nel 1911 passa ai motori elettrici.

    Luogo: Funicolare Como–BrunateStoria: Quando il treno arrivò sul lago

    La vettura rossa della funicolare Como–Brunate in salita, con la città in basso.
  20. 1895 circa

    Il lago stampato a colori

    Una ditta di Zurigo stampa vedute del lago con il fotocromo: Bellagio, la Tremezzina, Cadenabbia, Menaggio e Como. Ogni stampa parte da un negativo in bianco e nero, e i colori annotati dal fotografo sono riportati su una serie di pietre litografiche, una per tinta.

    Luogo: BellagioStoria: Il lago a colori, intorno al 1895

    Bellagio dall'alto in un fotocromo di fine Ottocento: il lungolago con i viali alberati, il campanile e le Alpi innevate sullo sfondo.
  21. 1896–1897

    Il cinema arriva sul lago

    I fratelli Lumière, in viaggio in Italia per far conoscere il cinematografo, filmano a Bellagio alcune scene di una gara di barche. Le riprese sono conservate alla Cineteca nazionale di Roma.

    Luogo: BellagioStoria: Il lago al cinema

  22. L'Esposizione voltiana brucia

    Una scintilla partita da due fili elettrici incendia i padiglioni di legno dell'esposizione allestita in riva al lago per il centenario della pila: bruciano in meno di un'ora, con molti cimeli di Volta. In un mese l'ingegnere Eugenio Linati li ricostruisce, e l'esposizione riapre il 20 agosto.

    Luogo: ComoStoria: La pila, il fuoco e il Tempio

Novecento

1900–1999 · 24 date

  1. La prima ferrovia trifase ad alta tensione

    Le linee da Lecco a Colico e Chiavenna e da Colico a Sondrio passano alla trazione elettrica, con linee aeree a tremila volt alimentate dalla centrale di Morbegno. Sono le prime al mondo a usare per i treni la corrente alternata trifase ad alta tensione.

    Luogo: ColicoStoria: Quando il treno arrivò sul lago

    La locomotiva elettrica E.430.001 esposta al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano: una macchina nera con i cofani inclinati e la cabina al centro con le sue finestre, i fanali, la trave dei respingenti e i fianchi dei carrelli rossi, e sopra due stanghe rosse per prendere la corrente; davanti, un pannello intitolato «Locomotiva elettrica»; accanto, una locomotiva a vapore nera, e intorno il padiglione coperto di vetro e acciaio.
  2. Il Grand Hotel Tremezzo

    Enea Gandola inaugura sulla riva di Tremezzo un lungo albergo liberty, che ha fin dall'inizio gli ascensori e le insegne elettriche.

    Luogo: Grand Hotel TremezzoStoria: Il secolo dei grandi alberghi

  3. Gli scavi ritrovano Sant'Eufemia

    Ugo Monneret de Villard comincia a scavare sull'Isola Comacina e trova, sotto cinque metri di detriti e di terra, la basilica di Sant'Eufemia, fino ad allora sconosciuta. La distruzione del 1169 l'aveva protetta dai rifacimenti dei secoli successivi.

    Luogo: Isola ComacinaStoria: La caduta dell'Isola Comacina

    L'abside della chiesa dei Santi Faustino e Giovita sull'Isola Comacina, in una giornata di primavera: un muro curvo di pietre chiare e irregolari, con qualche concio sporgente, riparato da una tettoia moderna di legno; a sinistra un muro con piccoli archi ciechi e, alla base dell'abside, una finestrella rettangolare. In primo piano una grande agave dalle foglie grigioverdi; intorno un prato in pendio con erba e rocce, e alberi dalle foglie nuove contro il cielo blu.
  4. Il forte di Colico è armato

    Sulla collina del Montecchio, dove convergono le strade che scendono dallo Spluga, dal Maloja, dal Bernina, dallo Stelvio e dal Tonale, il forte è pronto con quattro cannoni da 149 millimetri sotto cupole d'acciaio girevoli. I cannoni sono rimasti al loro posto.

    Luogo: Forte Montecchio NordStoria: La Linea Cadorna sul Lario

    Le quattro cupole d'acciaio del forte viste dall'alto, in fila su un tetto di cemento diviso in riquadri: da ognuna sporge la canna di un cannone, e sopra corre una striscia di terra e d'erba secca chiusa da un muro.
  5. La linea fortificata alla frontiera nord

    Avvertito della possibilità di un'invasione tedesca della Svizzera, Luigi Cadorna ordina una linea fortificata dalle valli dell'Ossola ai passi delle Orobie. In provincia di Como corre dal Monte Bisbino alla Crocetta sopra Menaggio, con trincee, gallerie e postazioni che non vedranno mai una battaglia.

    Luogo: La CrocettaStoria: La Linea Cadorna sul Lario

    La cappella degli alpini alla Crocetta, con il lago e i monti dietro.
  6. Hitchcock gira sul lago il suo primo film

    Per «The Pleasure Garden», il suo esordio da regista, Alfred Hitchcock ambienta sul lago il viaggio di nozze della protagonista. Si riconoscono l'albergo Villa d'Este, l'Isola Comacina e il ponte della Civera, a Nesso.

    Luogo: NessoStoria: Il lago al cinema

    Il ponte della Civera a Nesso: un ponte di pietra a schiena d'asino con un solo arco sull'acqua verde, che porta a case di pietra con porte e persiane rosse; alcune persone lo attraversano; a sinistra un muro coperto d'edera.
  7. Il traghetto per le automobili

    Entra in servizio la prima autochiatta, il traghetto per le auto. Da allora Bellagio, Varenna, Menaggio e Cadenabbia sono collegate dalle traversate del centro lago, l'unico modo di portare un'auto sull'altra sponda senza fare il giro del ramo.

    Luogo: VarennaStoria: Duecento anni a vapore

    Il traghetto Lario in navigazione, con auto e moto sul ponte di carico e i passeggeri sulle scale.
  8. Il congresso dei fisici per il centenario di Volta

    Fra Como, Pavia e Roma si riuniscono sessantuno fisici, fra cui i giovani della meccanica quantistica: Pauli, Heisenberg, Fermi, Dirac. Al congresso Niels Bohr enuncia per la prima volta il principio di complementarità; le sessioni di Como si tengono nell'aula di scienze dell'Istituto Carducci, chiamata poi sala dei Nobel.

    Luogo: Istituto Carducci e Sala dei NobelStoria: La pila, il fuoco e il Tempio

    La facciata dell'Istituto Carducci sul viale, con le grandi finestre e le decorazioni del primo Novecento, dietro gli alberi.
  9. Si inaugura il Tempio Voltiano

    L'imprenditore Francesco Somaini dona alla città il museo di Volta sul lungolago, disegnato da Federico Frigerio con un richiamo al Pantheon. Lo zoccolo alto più di due metri lo protegge dalle piene; dentro sono conservati strumenti originali di Volta.

    Luogo: Tempio VoltianoStoria: La pila, il fuoco e il Tempio

    L'interno del Tempio Voltiano visto dalla galleria: un fregio di marmo verde gira intorno alla rotonda con una scritta in lettere dorate, «…Francesco Somaini offriva…»; sotto, colonne di marmo grigio con capitelli corinzi e la balconata con rilievi di figure e medaglioni con date dal 1790 al 1800; in basso il pavimento a mosaico di marmi colorati, vetrine verde scuro con strumenti, un busto bianco su un piedistallo di marmo giallo con una corona di foglie e finestre aperte sul verde.
  10. Il Novocomum, primo edificio razionalista di Como

    Giuseppe Terragni finisce il Novocomum, una casa d'appartamenti con il volume curvo all'angolo che i comaschi soprannominano «il Transatlantico». Fra le due guerre Como diventa uno dei centri del razionalismo italiano.

    Luogo: NovocomumStoria: Palazzo Terragni, il razionalismo davanti al Duomo

    Il Novocomum all'incrocio, con l'angolo arrotondato e i balconi sotto il cielo azzurro.
  11. Terragni completa la Casa del Fascio

    A cinquanta metri dall'abside del Duomo, Giuseppe Terragni completa la sede del Partito nazionale fascista di Como, progettata nel 1932: un quadrato di circa trentatré metri di lato, rivestito di marmo bianco, senza cornici né decorazioni. L'edificio ha preso il nome di Palazzo Terragni.

    Luogo: Palazzo Terragni (ex Casa del Fascio)Storia: Palazzo Terragni, il razionalismo davanti al Duomo

    La facciata della Casa del Fascio di Giuseppe Terragni a Como, vista di fronte dalla piazza, con una persona in impermeabile giallo.
  12. La strada arriva ai Piani Resinelli

    Sull'altopiano sotto la Grignetta, punto di partenza degli alpinisti lecchesi, arriva la strada carrozzabile; prima si saliva per una mulattiera. Sulle guglie sopra i Resinelli Riccardo Cassin e Mary Varale avevano aperto nel 1931 la via Mary, sulla Guglia Angelina.

    Luogo: Belvedere del Parco ValentinoStoria: I maglioni rossi della Grignetta

    Il Campaniletto del Rifugio, una guglia della Grignetta, all'ora blu: una lama di calcare grigio segnata da fessure si alza a sinistra contro il cielo, con un piccolo segno in cima; a destra, giù in fondo, le luci di una città accanto a uno specchio d'acqua, altre luci sparse nella pianura e le sagome scure dei monti.
  13. I monaci tornano a Piona

    Dopo secoli di commenda e di proprietari privati, un gruppo di monaci cistercensi arriva da Casamari e prende possesso del priorato, che l'imprenditore Pietro Rocca ha donato alla loro congregazione. Da allora a Piona vive una comunità di monaci.

    Luogo: Abbazia di PionaStoria: Il lago dei monaci

    Il chiostro romanico dell'abbazia, con le colonnine binate.
  14. Verso la Svizzera per i sentieri del contrabbando

    Dopo l'armistizio molti soldati sbandati attraversano il passo di San Jorio, sopra Gravedona, per cercare rifugio in Svizzera. Per i sentieri dei contrabbandieri passano anche i profughi: durante la guerra il Ticino e la Mesolcina accolgono circa ventiseimila militari e dodicimila civili, ma molti sono respinti.

    Luogo: Gravedona ed UnitiStoria: Il lago dei contrabbandieri

  15. A Dongo i partigiani fermano Mussolini

    Sull'alto lago i partigiani della 52ª Brigata Garibaldi fermano una colonna tedesca diretta in Svizzera e fra i suoi occupanti riconoscono Benito Mussolini. Dopo la cattura lo conducono a Palazzo Manzi a Dongo, dove ha sede il Museo della Fine della Guerra.

    Luogo: Museo della Fine della GuerraStoria: La Linea Cadorna sul Lario

    La facciata neoclassica di Palazzo Manzi, municipio di Dongo, con l'ingresso del museo.
  16. Il forte di Colico spara per l'unica volta in guerra

    La colonna tedesca che a Dongo aveva consegnato Mussolini ai partigiani è fermata a Colico sotto la minaccia dei cannoni del Montecchio, che sparano cinque colpi, nessuno a segno. Il giorno dopo, all'albergo Isolabella, i tedeschi firmano la resa.

    Luogo: Forte Montecchio NordStoria: La Linea Cadorna sul Lario

  17. La diga di Olginate regola il lago

    A valle di Lecco, fra il lago di Garlate e quello di Olginate, entra in funzione la diga del Consorzio dell'Adda, divisa in otto luci di quattordici metri. Trattiene acqua durante le piene e la restituisce nei periodi di magra, e riduce le volte in cui piazza Cavour, a Como, finisce sott'acqua.

    Luogo: LeccoStoria: Quando il lago entra in città

    La diga di Olginate in una giornata di sole: una fila di piloni di cemento collegati da una passerella bianca attraversa il fiume, e fra un pilone e l'altro l'acqua scavalca le paratoie in una striscia di schiuma bianca; dietro, il lago calmo, le case di una città e montagne rocciose, a destra un pendio boscoso e una casa dal tetto rosso, in primo piano l'acqua verde azzurra sopra un greto di ciottoli e una riva erbosa.
  18. Nascono i Ragni della Grignetta

    Un gruppo di giovani alpinisti di Lecco fonda i Ragni, riconoscibili dal maglione rosso con il ragno a sette zampe sulla manica sinistra. Dalle guglie della Grignetta arriveranno in Patagonia: nel 1974 una spedizione guidata da Casimiro Ferrari sale il Cerro Torre.

    Luogo: Palazzo delle PaureStoria: I maglioni rossi della Grignetta

    La Grignetta nella luce calda della sera: una cresta di torri e guglie di calcare chiaro, fitte come canne d'organo, sale da sinistra fino alla vetta, con qualche bava di nuvola fra le rocce; sotto, pendii d'erba e boschi, e in primo piano le chiome scure degli alberi e il tetto di una casa, sotto un cielo azzurro.
  19. Enrico Fermi a Villa Monastero

    A Varenna, a Villa Monastero, Enrico Fermi tiene il suo ultimo corso. La villa, nata da un monastero cistercense, ospita scuole di fisica, e la sala dei convegni porta il suo nome.

    Luogo: Villa MonasteroStoria: Le ville e il microclima

    La loggia sul lago, con i fiori sul davanzale e la sponda di fronte.
  20. Adenauer arriva a Cadenabbia

    Su consiglio del suo ministro degli Esteri, Heinrich von Brentano di Tremezzo, il cancelliere tedesco Konrad Adenauer passa una vacanza a Cadenabbia, e Griante lo fa cittadino onorario. Fino al 1966 vi passerà diciotto vacanze, dal 1959 a Villa La Collina.

    Luogo: GrianteStoria: Il cancelliere sul lago

    Konrad Adenauer legge il giornale su una poltrona di vimini, sulla terrazza di Villa La Collina a Cadenabbia, nell'agosto 1961.
  21. A Cadenabbia si salva il trattato dell'Eliseo

    A Cadenabbia, dove Adenauer passa le vacanze a Villa La Collina, si riuniscono i capi della coalizione di governo tedesca, perché la ratifica del trattato con la Francia rischia di fallire al Bundestag. Il cancelliere accetta di premettergli un preambolo sull'alleanza atlantica, e il trattato è salvato.

    Luogo: Villa La Collina, CadenabbiaStoria: Il cancelliere sul lago

    La villa gialla fra gli alberi del parco: due piani di arcate, la loggia in alto con la ringhiera di ferro, il vialetto di ghiaia e una siepe potata davanti.
  22. La piena dell'anno dell'alluvione in Valtellina

    Il lago tocca 2,64 metri sopra lo zero di Malgrate, il livello più alto da quando è regolato, raggiunto di nuovo il 15 ottobre 1993. Con la diga piazza Cavour resta allagata per 30 giorni; senza, lo sarebbe stata per 85.

    Luogo: ComoStoria: Quando il lago entra in città

  23. Villa del Balbianello passa al FAI

    L'esploratore Guido Monzino lascia al FAI la villa sulla punta di Lavedo, con le sue collezioni e i cimeli delle spedizioni all'Everest e al Polo Nord. Il Balbianello è anche un set: vi sono stati girati, fra gli altri, «Un mese al lago», «Star Wars: Episodio II» e «Casino Royale».

    Luogo: Villa del BalbianelloStoria: Il lago al cinema

    Il dosso di Lavedo visto dall'alto: la villa e la loggia sulla punta, i giardini a terrazze e l'acqua blu intorno, con due motoscafi che passano.
  24. Si scopre da dove viene il Fiumelatte

    Un colorante versato nelle grotte del Moncodeno, sul versante nord del Grignone, dimostra che il Fiumelatte è lo sbocco di un sistema carsico dentro la montagna. Scorre di solito da marzo a ottobre; Leonardo aveva scritto che versava solo in agosto e settembre.

    Luogo: FiumelatteStoria: Leonardo sul Lario

    Una via stretta di Fiumelatte, la frazione di Varenna che dà il nome al torrente.