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Cronologia del lago

Duemila anni del lago in ordine di data: dalla strada romana lungo la sponda occidentale al primo battello a vapore, dalla caduta dell'Isola Comacina alla diga di Olginate. Ogni data porta alla storia che la racconta e al luogo dove è accaduta.

Date
82
Storie
27
Epoche
6
Il porto di Como con il molo e le barche ormeggiate, la cupola del Duomo a destra e la collina di Brunate dietro la città.
Photochrom Print Collection · Public domain

12date

Medioevo

Dal VI secolo al 1449 · 2 date

  1. 1118–1127

    La guerra decennale fra Como e Milano

    L'Isola Comacina e le pievi del lago si schierano con Milano contro Como, e il lago diventa un campo di battaglia. Nel 1124 i comaschi occupano e incendiano l'isola, ma la guerra la vince Milano: nell'agosto del 1127 Como è presa e deve accettare la demolizione della città, chiese escluse.

    Luogo: Isola ComacinaStoria: La caduta dell'Isola Comacina

  2. I comaschi radono al suolo l'Isola Comacina

    Tornata forte con Federico Barbarossa, Como distrugge l'isola dalle fondamenta e ne disperde le pietre nel lago, perché non possa essere ricostruita. Gli abitanti fuggono a Varenna, dove il quartiere che li accoglie prende il nome di Insula nova; nel 1175 un decreto del Barbarossa conferma il divieto di ricostruire.

    Luogo: Isola ComacinaStoria: La caduta dell'Isola Comacina

    Rovine sull'Isola Comacina in una giornata velata d'estate: in primo piano muretti bassi di pietre piatte sovrapposte, lastre e sassi sparsi a terra fra l'erba; a destra un albero dal tronco inclinato e un pendio d'erba secca, a sinistra alberi e cespugli; oltre, il lago azzurro chiaro e la montagna boscosa e ripida della sponda di fronte, con un paese allungato sulla riva ai suoi piedi, e in lontananza un'altra cima nella foschia.

Rinascimento e dominazioni

1450–1699 · 4 date

  1. Il Medeghino si insedia a Musso

    Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, si insedia come castellano nella rocca sul Sasso di Musso e la trasforma in una fortezza e in una reggia. Con una flottiglia armata assalta i commerci e i paesi della riva e domina l'alto lago.

    Luogo: Sant'Eufemia, MussoStoria: Il Medeghino, signore del lago

    La chiesetta di Sant'Eufemia sul Sasso di Musso in una giornata di fine inverno: a sinistra il muro intonacato e screpolato della chiesa e il portico ad archi su due colonne di pietra, con il tetto di lastre; un escursionista con lo zaino e i bastoncini cammina sul selciato; oltre un muretto a secco e un prato in discesa con un albero dalle foglie secche e due tavoli da picnic, il lago si allunga verso l'orizzonte velato, con le montagne della sponda di fronte, una cima innevata e, sulla riva a destra, le case di un paese.
  2. Carlo V fa del Medeghino il marchese di Musso

    Passato al servizio dell'imperatore, il Medeghino riceve il marchesato di Musso su molte terre intorno al lago, Como esclusa, con piena giurisdizione e la facoltà di battere moneta. Lo stemma del Comune di Musso porta la corona di quel marchesato.

    Luogo: MussoStoria: Il Medeghino, signore del lago

  3. Il castello di Nesso è distrutto

    Nella guerra contro il Medeghino viene distrutto il castello che i comaschi avevano costruito nel 1449 sopra l'orrido di Nesso. Ne resta un muraglione alto fino a quindici metri.

    Luogo: Castello di San Lorenzo, NessoStoria: Il Medeghino, signore del lago

    Le mura merlate del castello con una torretta coperta d'edera, sul prato in cima, sopra il lago blu e i monti della sponda opposta.
  4. Il castello di Musso è smantellato

    Dopo la guerra cominciata nel 1531 contro le Leghe grigie, i cantoni svizzeri e il duca di Milano, il Medeghino si accorda con il duca: cede Musso, Lecco e le altre terre occupate e riceve il marchesato di Marignano. Il castello sul Sasso viene smantellato, e gli Svizzeri ottengono la promessa che non sarà ricostruito.

    Luogo: Museo Civico Storico di MussoStoria: Il Medeghino, signore del lago

Ottocento

1800–1899 · 1 data

  1. Anni Ottanta dell'Ottocento

    La rete contro il contrabbando

    La Guardia di Finanza costruisce lungo il confine con la Svizzera una grande rete metallica, la ramina, con un allarme di campanelli fissati su molle. Gli spalloni passano il confine di nascosto con la bricolla, un sacco di juta che porta fino a trentacinque o quaranta chili di sigarette, sale o caffè.

    Luogo: Lanzo d'IntelviStoria: Il lago dei contrabbandieri

    La chiesa di San Lucio sul passo, controluce con il sole basso: muri di pietra e d'intonaco scrostato, un portico e due nicchie ad arco, il tetto di lastre di pietra e il campanile con la cella aperta, con il sole che spunta accanto; intorno l'erba del pascolo e, lontano, le montagne nella foschia dorata.

Novecento

1900–1999 · 5 date

  1. Il forte di Colico è armato

    Sulla collina del Montecchio, dove convergono le strade che scendono dallo Spluga, dal Maloja, dal Bernina, dallo Stelvio e dal Tonale, il forte è pronto con quattro cannoni da 149 millimetri sotto cupole d'acciaio girevoli. I cannoni sono rimasti al loro posto.

    Luogo: Forte Montecchio NordStoria: La Linea Cadorna sul Lario

    Le quattro cupole d'acciaio del forte viste dall'alto, in fila su un tetto di cemento diviso in riquadri: da ognuna sporge la canna di un cannone, e sopra corre una striscia di terra e d'erba secca chiusa da un muro.
  2. La linea fortificata alla frontiera nord

    Avvertito della possibilità di un'invasione tedesca della Svizzera, Luigi Cadorna ordina una linea fortificata dalle valli dell'Ossola ai passi delle Orobie. In provincia di Como corre dal Monte Bisbino alla Crocetta sopra Menaggio, con trincee, gallerie e postazioni che non vedranno mai una battaglia.

    Luogo: La CrocettaStoria: La Linea Cadorna sul Lario

    La cappella degli alpini alla Crocetta, con il lago e i monti dietro.
  3. Verso la Svizzera per i sentieri del contrabbando

    Dopo l'armistizio molti soldati sbandati attraversano il passo di San Jorio, sopra Gravedona, per cercare rifugio in Svizzera. Per i sentieri dei contrabbandieri passano anche i profughi: durante la guerra il Ticino e la Mesolcina accolgono circa ventiseimila militari e dodicimila civili, ma molti sono respinti.

    Luogo: Gravedona ed UnitiStoria: Il lago dei contrabbandieri

  4. A Dongo i partigiani fermano Mussolini

    Sull'alto lago i partigiani della 52ª Brigata Garibaldi fermano una colonna tedesca diretta in Svizzera e fra i suoi occupanti riconoscono Benito Mussolini. Dopo la cattura lo conducono a Palazzo Manzi a Dongo, dove ha sede il Museo della Fine della Guerra.

    Luogo: Museo della Fine della GuerraStoria: La Linea Cadorna sul Lario

    La facciata neoclassica di Palazzo Manzi, municipio di Dongo, con l'ingresso del museo.
  5. Il forte di Colico spara per l'unica volta in guerra

    La colonna tedesca che a Dongo aveva consegnato Mussolini ai partigiani è fermata a Colico sotto la minaccia dei cannoni del Montecchio, che sparano cinque colpi, nessuno a segno. Il giorno dopo, all'albergo Isolabella, i tedeschi firmano la resa.

    Luogo: Forte Montecchio NordStoria: La Linea Cadorna sul Lario