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Val d'Intelvi

Lanzo d'Intelvi

Un belvedere a 1.300 metri che guarda il Ceresio e, dietro, il Monte Rosa.

Ideale per
Panorami, camminate facili, una valle in quota
Tempo necessario
Mezza giornata; 1–2 notti per la valle
Stagione migliore
Maggio–ottobre; d'inverno la strada al Sighignola può chiudere
Da vedere
Il belvedere del Sighignola al tramonto
Come arrivare
Auto da Argegno (30 min); autobus di valle poco frequenti
Il panorama dal Sighignola sopra Lanzo d'Intelvi, che guarda verso il lago di Lugano.Uwelino · CC BY-SA 4.0
  • Carlosilva1951 · CC BY-SA 4.0
  • Aniello Bizzoco · CC BY-SA 4.0

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Il panorama dal Sighignola sopra Lanzo d'Intelvi, che guarda verso il lago di Lugano.

Uwelino · CC BY-SA 4.0

Il posto

Lanzo è il paese principale della Val d'Intelvi, a 900 metri, con boschi di faggio, un vecchio golf e la strada che sale al Sighignola — il «balcone d'Italia», una terrazza a 1.302 metri da cui si vede Lugano distesa sotto e, nelle giornate limpide, tutta la catena dal Rosa al Bernina. Fu una stazione di villeggiatura della borghesia milanese.

Lanzo è il paese principale della Val d'Intelvi, a 900 metri, con boschi di faggio, un vecchio golf e la strada che sale al Sighignola — il «balcone d'Italia», una terrazza a 1.302 metri da cui si vede Lugano distesa sotto e, nelle giornate limpide, tutta la catena dal Rosa al Bernina. Fu una stazione di villeggiatura della borghesia milanese.

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Il paese della villeggiatura

Lanzo sta a 907 metri, sull'altopiano dell'alta Val d'Intelvi, fra boschi di faggio e pascoli, a pochi chilometri dal confine svizzero. Dall'inizio del Novecento le famiglie benestanti di Milano ne fecero un luogo di villeggiatura. Nel 1907 aprì una funicolare che saliva fin qui da Santa Margherita di Valsolda, sul lago di Lugano. Lunga circa un chilometro e mezzo, superava circa seicento metri di dislivello e con il battello collegava il paese a Lugano. Funzionò fino al 1977.

Di quegli anni restano le ville. Giuseppe Sommaruga progettò Villa Poletti, costruita fra il 1913 e il 1915 con i ferri battuti di Alessandro Mazzucotelli, e Villa Cirla, del 1915-1917: sono tutte e due private. Villa Turconi, costruita fra il 1918 e il 1923, ha l'aspetto di un maniero di pietra; è del Comune e ospita mostre. Antonio Fogazzaro ambientò in parte a Lanzo il romanzo «Il mistero del poeta», del 1888.

San Siro e la Madonna di Loreto

San Siro, la chiesa del patrono, ha un campanile romanico dell'inizio dell'XI secolo, con quattro bifore, finestre divise in due da una colonnina. Nel 1474 il vescovo di Como Branda Castiglioni la fece parrocchia, e dal 1476 la chiesa fu ricostruita; i lavori finirono nel Cinquecento. Dentro ci sono affreschi lombardi del primo Cinquecento, vicini allo stile di Sigismondo De Magistris, con i quattro Dottori della Chiesa, l'Ultima Cena e gli Evangelisti.

A poche centinaia di metri, il santuario della Madonna di Loreto nacque nella seconda metà del Cinquecento come copia della Santa Casa di Loreto. Pietro Spazzi di Laino lo ampliò nel 1673, e il portico fu affrescato dalla scuola di Carlo Innocenzo Carloni. Ogni anno, l'ultimo sabato di gennaio, la statua della Madonna nera viene esposta, e la domenica gli alpini la portano in processione per le vie del paese.

I maestri della valle

Per secoli la Val d'Intelvi mandò i suoi uomini a lavorare lontano. Dal 1157 i maestri antelami, costruttori originari della valle, sono documentati a Genova. Fra il Cinquecento e il Settecento i maestri intelvesi, architetti, scultori, stuccatori e pittori, lavorarono in tutta Europa. Partivano anche gli artigiani, calzolai, sarti e falegnami, e molti andavano nella vicina Svizzera italiana.

Scaria, poco sotto Lanzo, è il paese dei Carloni, o Carlone. Carlo Antonio Carlone, nato qui verso il 1635 e morto a Passau nel 1708, diresse dal 1686 la ricostruzione barocca dell'abbazia di Sankt Florian, in Austria. Diego Francesco Carloni (1674-1750) lavorò agli stucchi del castello di Ludwigsburg, in Germania. Suo fratello Carlo Innocenzo (1686-1775) dipinse a Ludwigsburg, Passau, Linz, Breslavia, Praga e Vienna, dove affrescò i soffitti del Belvedere superiore.

Scaria e le sue chiese

Scaria fu comune autonomo fino al 1928, quando fu unita a Lanzo. Fra il 1711 e il 1753 i fratelli Diego Francesco e Carlo Innocenzo Carloni rifecero la chiesa di Santa Maria del loro paese: Diego eseguì gli stucchi e le statue, Carlo Innocenzo gli affreschi e le pale d'altare. Sul pulpito del 1781 c'è una pannocchia di granturco, lo stemma dei Carloni: in dialetto la pannocchia si chiama carlòn.

Accanto alla chiesa, il Museo d'Arte Sacra della Valle Intelvi, fondato nel 1966, ha una sezione dedicata a Ercole Ferrata, lo scultore di Pellio che a Roma fu tra i principali collaboratori di Bernini. Conserva anche il Paradisin, l'apparato del 1752 per la devozione delle Quarantore. La chiesa dei Santi Nazaro e Celso, di probabile origine romanica nell'XI secolo, conserva affreschi del 1516 nel presbiterio e del 1588 nella navata; nel cimitero accanto furono sepolti i fratelli Carloni.

Il Sighignola e i dintorni

Da Lanzo una strada di sei chilometri sale al Sighignola, a 1.302 metri. La strada e il belvedere furono aperti nel 1913 per iniziativa del Touring Club Italiano. La terrazza sta sul confine con la Svizzera e guarda a picco sul lago di Lugano. Alla fine degli anni Sessanta si cominciò a costruire una funivia da Campione d'Italia, che non fu mai finita. Al posto della sua stazione d'arrivo, nel 2012 è stata aperta una seconda terrazza.

Intorno al paese si cammina su sentieri facili, nei boschi e sui pascoli. D'inverno la strada del Sighignola può essere ghiacciata o chiusa per neve: chi sale in quei mesi si informa prima. A Ramponio, a pochi chilometri, il santuario di San Pancrazio conserva il campanile e l'abside di un oratorio romanico dell'XI secolo.

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Prima di andare

Come si arriva al belvedere del Sighignola?

In auto: da Argegno si sale in Val d'Intelvi fino a Lanzo, poi la strada del Sighignola continua per sei chilometri fino al piazzale a 1.302 metri. Senza auto è difficile: gli autobus di valle arrivano a Lanzo, e da lì al belvedere sono due ore a piedi in salita. D'inverno la strada può essere chiusa per neve.

Cosa si fa a Lanzo oltre al belvedere?

Passeggiate facili nei boschi di faggio, il campo da golf del 1962 fra i boschi, le chiese affrescate della valle a Scaria e Castiglione. In mezz'ora d'auto, o in poco più con l'autobus C120, si torna ad Argegno per il battello. La giornata intera, dal lago alla Sighignola, è nell'itinerario «La Val d'Intelvi in un giorno».

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