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Il lago al cinema

Redazione LagodiComo.it7 minuti di lettura

Hitchcock ci girò la luna di miele del suo primo film, Soldati ci portò Fogazzaro, Visconti una coppia in gita a Bellagio, George Lucas il pianeta Naboo. Un secolo di riprese sul lago, luogo per luogo.

La loggia Durini di Villa del Balbianello vista dall'alto: un edificio giallo con il tetto di tegole, le arcate della loggia coperte d'edera e una scala con la balaustra; intorno vialetti di ghiaia, prati in pendio, alti cipressi, un cedro e platani potati, alcuni visitatori; dietro, il lago e i monti boscosi, con un paese sulla riva opposta.Phyrexian · CC BY-SA 4.0

Molti film girati sul lago non dicono dove sono stati girati.

Dalle prime riprese dei fratelli Lumière a «House of Gucci», i luoghi si possono ritrovare uno per uno: ville, piazze, pontili e borghi del Lario che sullo schermo sono diventati il lago di Ginevra, il pianeta Naboo o un albergo mai esistito.

Il cinema arrivò presto sul lago. Fra il 1896 e il 1897, quando i fratelli Lumière giravano l'Italia per far conoscere il cinematografo, filmarono anche alcune scene di una gara di barche a Bellagio, oggi conservate con altre riprese inedite alla Cineteca nazionale di Roma. Da allora il lago è comparso in molti film, spesso senza essere nominato: ville, piazze e pontili hanno fatto da sfondo a storie ambientate altrove o in luoghi immaginari.

La luna di miele di Hitchcock

Nel 1925 Alfred Hitchcock, al suo esordio da regista, girò in Italia una parte di «The Pleasure Garden», fra Alassio, Genova e il lago di Como. L'operatore non dichiarò la pellicola alla dogana, e la troupe dovette pagare multe e comprarne di nuova. Sul lago il film colloca il viaggio di nozze della protagonista, e i luoghi si riconoscono: l'albergo Villa d'Este a Cernobbio e il suo parco; l'Isola Comacina, dove i due sposi si sdraiano sull'erba con il dosso di Lavedo sullo sfondo; il borgo di Nesso e il ponte della Civera, accanto al quale la protagonista si intenerisce guardando un bambino del posto; e una veduta del lago attraversata da una lucia, la tipica barca a vela del Lario. Lo stesso Hitchcock, intervistato da François Truffaut, ricordava che quelle scene erano previste sul lago di Como, all'hotel Villa d'Este.

Il ponte della Civera a Nesso: un ponte di pietra a schiena d'asino con un solo arco sull'acqua verde, che porta a case di pietra con porte e persiane rosse; alcune persone lo attraversano; a sinistra un muro coperto d'edera.
Il ponte della Civera, a Nesso, compare in «The Pleasure Garden», il primo film di Hitchcock, del 1925.Civvì · CC BY-SA 4.0

Soldati, Fogazzaro e i promessi sposi

Fra il 1940 e il 1942 il lago fece da set a tre film tratti da romanzi. La sceneggiatura di «Piccolo mondo antico» (1941) di Mario Soldati, da Fogazzaro, fu scritta in parte a Volesio, sul lago di Como, e gli esterni furono girati a Oria e a San Mamete, in Valsolda, sulla sponda italiana del lago di Lugano. Nel film compare anche il Balbianello: la villa di Lenno fa da casa alla marchesa Maironi, la nonna, mentre quella di Oria, che fu di Fogazzaro, è la casa dei due sposi. Per «I promessi sposi» (1941) di Mario Camerini si pensò dapprima di girare gli esterni nel Lecchese, ma l'idea fu abbandonata perché i luoghi del romanzo erano diventati troppo moderni, e si scelse il Comasco: Limonta e Vassena, frazioni di Oliveto Lario, Rezzonico per la calata dei lanzichenecchi, Brienno, Laino e Sant'Anna, frazione di Argegno, dove fra gli abitanti furono trovate millecinquecento comparse per la folla che corre incontro al cardinale Borromeo. Molte scene ambientate all'aperto furono però girate a Cinecittà.

Il terzo è «Malombra» (1942), ancora di Soldati e ancora da Fogazzaro. Le riprese cominciarono il 7 aprile 1942 a Villa Pliniana, a Torno, e durarono tutta la primavera e l'estate. Gli esterni furono girati sul lago di Como, sulla sponda italiana del lago di Lugano e in Valsolda, e per le scene nello stretto orrido di Osteno si dovettero chiamare i Vigili del Fuoco di Como a costruire alcune strutture di sostegno. Gli interni si girarono alla Pliniana e poi a Roma, dove le stanze della villa furono ricostruite. Sul lago di Como la villa è quasi l'unico luogo del film: dal suo approdo privato la protagonista, nella scena finale, parte da sola in barca verso un orrido «dall'altra parte del lago», che in realtà è quello di Osteno.

Visconti e Risi

Nel 1960, in «Rocco e i suoi fratelli», Luchino Visconti manda Simone e Nadia qualche giorno in vacanza da Milano. Alcune scene furono girate sul lago fra Lierna e Bellagio: a Bellagio sul lungolago, oggi Lungolago Europa, fra l'imbarcadero e l'Hotel Grande Bretagne, allora in attività. Per Visconti il lago era di famiglia: Villa Erba, a Cernobbio, apparteneva ai suoi, lui vi passò tutte le estati fino al 1929, e negli ultimi anni ne trasformò l'ex scuderia in sala di montaggio per finire «Ludwig» (1973). Nel 1961 Dino Risi girò «Una vita difficile» con Alberto Sordi, fra Lenno, Lierna e Varenna. Il film si apre sulla spiaggia del golfo di Venere, a Lenno: Sordi attraversa piazza XI Febbraio, passa davanti al battistero romanico di San Giovanni ed entra in un albergo che non esisteva, perché sulla piazza fu montata soltanto una facciata. Più avanti, diventato giornalista, è mandato a Dongo, in piazza Paracchini.

Già nel 1948, quando Christian-Jaque girò «La certosa di Parma» con esterni a Milano e a Como, il castello di Grianta del romanzo di Stendhal non c'era più: le sue torri erano state inglobate nel 1858 in Casa Riva, e la casa di Fabrizio del Dongo diventò il Balbianello. Poi arrivarono le produzioni straniere. In «Un attimo, una vita» (1977) di Sydney Pollack, Al Pacino e Marthe Keller scendono dalla Valsolda verso il lago con la punta di Bellagio sullo sfondo, prendono il traghetto a Tremezzo e si fermano al Grand Hotel Villa Serbelloni; altre scene furono girate fra Lierna e Varenna. Roger Corman, per «Frankenstein oltre le frontiere del tempo» (1990), cercava un lago che potesse fare da lago di Ginevra nell'Ottocento: a Villa Melzi, a Bellagio, girò la casa di Percy e Mary Shelley, al piano nobile e in giardino.

«Un mese al lago» (1995) di John Irvin, con Vanessa Redgrave, si svolge tutto sul lago di Como: soprattutto nei giardini del Balbianello, dove il regista sistemò l'albergo della storia, e poi al lido di Bellagio, a Villa Olmo, a Rezzonico, sulla passeggiata di Varenna, sui pontili di Tremezzo e di Cernobbio e a Villa Sola Cabiati, detta La Quiete, a Bolvedro. In «La partita - La difesa di Luzhin» (2000) di Marleen Gorris, con John Turturro ed Emily Watson, l'albergo in cui si svolge la storia è Villa Erba, anche se la sala del torneo di scacchi fu girata a Budapest; il treno della prima scena arriva alla stazione di Brenna, in Brianza.

Naboo e 007

Per «Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni» (2002) George Lucas girò in Italia in due luoghi soltanto: la Reggia di Caserta e il Balbianello. Nel film la villa è Varykino, il rifugio di Padmé Amidala nella regione dei laghi del pianeta Naboo. La loggia fa da cornice al bacio finale dei due sposi; il picnic fu girato sul pianoro di Rogaro, fra Tremezzo e Griante, e una scena poi tagliata all'imbarcadero del parco Teresio Olivelli, a Tremezzo. Al computer il paesaggio fu ritoccato: due isole in mezzo al lago, le cupole sui tetti della villa, delle cascate. Nel 2006, in «Casino Royale», la villa diventò la clinica dove James Bond si riprende dalle torture; le riprese si fecero fra la fine di maggio e l'inizio di giugno, e altri esterni furono girati a Villa La Gaeta, vicino a Menaggio. Il FAI, che ha ricevuto il Balbianello in lascito da Guido Monzino nel 1988, nel febbraio 2007 annunciò a Milano una proiezione del film a favore dei restauri dei suoi beni. Per «Ocean's Twelve» (2004) di Steven Soderbergh, infine, la villa del ladro rivale sul lago di Como è Villa Erba, dove si incontrano i personaggi di George Clooney e di Vincent Cassel.

Nel 2013 e nel 2021 il lago è tornato in ruoli diversi. «Il capitale umano» (2013) di Paolo Virzì, girato fra Varese, Lecco e Pavia, dà una parte anche al Politeama di Como, un teatro dismesso: il regista lo scelse apposta, come simbolo, disse, di un declino. Villa del Balbiano, sul lago di Como, è fra i luoghi di «House of Gucci» (2021) di Ridley Scott.

Il Politeama di Como visto dall'incrocio: un grande edificio d'angolo con l'intonaco giallo scrostato, file di finestre, oblò sotto il cornicione, un'insegna verticale con la scritta POLITEAMA e pensiline sopra gli ingressi; davanti, una strada con le strisce pedonali, un'auto bianca e due passanti sul marciapiede, sotto il cielo azzurro.
Il Politeama di Como, un teatro dismesso. Paolo Virzì lo scelse per «Il capitale umano» (2013) come simbolo di un declino.Phyrexian · CC BY-SA 4.0

Gli eventi storici collegati al racconto sono raccolti nella Cronologia del lago.

I luoghi del racconto

  • Ray in Manila · CC BY 2.0
  • Daniel Case · CC BY-SA 3.0
  • Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0

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Il parco di Villa Melzi a Bellagio visto dall'acqua, sotto la montagna.

Ray in Manila · CC BY 2.0