
Orrido di Nesso
Una cascata che entra nel lago sotto un ponte in pietra, in fondo a trecento gradini.
45 min – 1 h 30
Triangolo
Un paese tagliato in due da una cascata, con un ponte di pietra dove l'acqua entra nel lago.
Nesso è costruito sui due lati di una forra: i torrenti Tuf e Nosè si uniscono e precipitano verso il lago, dove passano sotto il ponte di pietra della Civera.
L'orrido si osserva dall'alto da piazza Castello; una scalinata di circa trecento gradini scende fra le case fino al ponte.
Nesso è costruito sui due lati di una forra: i torrenti Tuf e Nosè si uniscono e precipitano verso il lago, dove passano sotto il ponte di pietra della Civera.
L'orrido si osserva dall'alto da piazza Castello; una scalinata di circa trecento gradini scende fra le case fino al ponte.
L'orrido è la gola stretta e profonda che taglia in due il paese. Qui i torrenti Tuf e Nosée, scesi dalle valli omonime, si uniscono e precipitano verso il lago: dall'inizio della cascata alla riva il dislivello è di circa 200 metri. In fondo alla gola l'acqua passa sotto il ponte della Civera, un ponte di pietra a un solo arco, ed entra nel lago accanto a un piccolo porto. In primavera la cascata porta più acqua.
Al ponte si scende dal centro del paese per una scalinata ripida di circa trecento gradini, fra le case. Il corrimano non c'è su tutto il percorso e dopo la pioggia i gradini sono scivolosi: servono scarpe chiuse. La scalinata non è adatta ai passeggini. La strada Lariana, stretta e piena di curve, passa sopra il paese. Da piazza Castello, lungo la strada, l'orrido si vede anche dall'alto. Il battello attracca a pochi passi dal ponte.
«Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte.» — Leonardo da Vinci, Codice Atlantico
Nesso è nominato per la prima volta nel 951, quando il re d'Italia Berengario II concesse al monastero di Santa Maria del Senatore, a Pavia, i beni della corte di Nesso. Nel Medioevo il paese era a capo di una pieve, una circoscrizione di chiese e villaggi sulle due rive del ramo di Como. Nel 1184 la sua chiesa era già guidata da un arciprete.
Nella guerra decennale fra Como e Milano (1118-1127) Nesso si schierò con Milano, e i Comaschi ne distrussero la fortificazione. Nel 1449 i Comaschi vi costruirono un nuovo castello, in appoggio alla Repubblica Ambrosiana; fu distrutto nel 1532, durante la guerra contro il Medeghino. In questi luoghi Giambattista Bazzoni ambientò il romanzo storico Falco della Rupe o la guerra di Musso, pubblicato nel 1829.
Nel 1497 Ludovico il Moro donò Nesso, con tutta la sua pieve, a Lucrezia Crivelli. Dal 1647 al 1787 il feudo appartenne alla famiglia Casnedi.
Per secoli la cascata diede energia al paese. Lungo l'orrido lavoravano mulini, cartiere, filatoi e frantoi per l'olio, tutti mossi dall'acqua, e Nesso diventò un paese di manifatture. Nel Medioevo i mulini sui torrenti servivano a produrre panni di lana, che venivano esportati. Un documento del 1468 registra la vendita di una casa con due mulini vicino al castello.
Nel Settecento e nell'Ottocento, quando il lago di Como attirava viaggiatori stranieri, molti artisti ritrassero l'orrido. Fra le loro vedute c'è un'acquatinta di Federico e Carolina Lose.
Vicino al lago, nella parte bassa del paese, sta la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, l'antica chiesa della pieve, che in paese chiamano il duomo. Per tradizione fu fondata nell'XI secolo dal vescovo di Como Rainaldo e consacrata nel 1095 da papa Urbano II. Il campanile è del 1538. Dal 1632 la chiesa fu ricostruita in forme barocche, e la cappella di San Giuseppe ha affreschi attribuiti a Carlo Innocenzo Carloni.
Nella frazione Vico, sulla strada per Zelbio, la chiesa romanica di Santa Maria, già nominata nel 1184, conserva pitture eseguite fra il 1287 e il 1312 e il polittico dell'Assunta, dipinto da Bartolomeo de Benzi nel 1500. Sopra l'orrido, nella frazione Castello, resta il muraglione del castello del 1449, con i merli aggiunti nell'Ottocento. Il castello è privato e si vede solo da fuori. Accanto sorge la chiesa di San Lorenzo, che nella forma attuale è del Cinquecento.
Poco più a sud c'è Careno, comune autonomo fino al 1928, quando fu unito a Nesso. Nel nucleo antico non c'è una sola strada per le auto: si scende per scalinate fino alla chiesa romanica di San Martino, quasi a pelo d'acqua, già nominata nel 1184. Fu la parrocchiale fino alla metà del Seicento, quando il paese costruì la chiesa di Santa Maria Assunta, fondata nel 1665 e consacrata nel 1671. Nesso e Careno si visitano nella stessa giornata.
Da Nesso passa la Strada Regia, la mulattiera lastricata che risale la sponda orientale del ramo di Como da Brunate a Bellagio: verso sud porta a Pognana, verso nord a Lezzeno. Dal paese salgono anche i sentieri del Triangolo Lariano, che in un paio d'ore arrivano in quota. A Nosée, sulla strada per Tronno, il torrente dell'orrido si raccoglie in una vasca sotto un ponte di pietra a due arcate.
Quanto ci vuole
Tempi tipici porta a porta con i mezzi pubblici, cambi compresi. Da Milano si conta dalla stazione Centrale.
Parcheggiare e servizi
26 fontanelle1 farmacia3 bancomat1 defibrillatore
Parcheggi e servizi sulla mappa
Entro due chilometri e mezzo dal centro; posti e tariffe dei parcheggi vanno verificati all'arrivo.
Aggiornato 26 ottobre 2026
Dalla strada Lariana, in paese, una scalinata di circa trecento gradini scende fra le case fino al Ponte della Civera, dove la cascata entra nel lago. Il percorso è ripido e la risalita richiede tempo: indossate scarpe chiuse. Con la pioggia i gradini possono essere scivolosi.
Sì, sotto il ponte, dove il torrente entra nel lago, c'è una piccola spiaggia di sassi. L'acqua è fredda anche d'estate perché arriva dalla cascata, e non ci sono servizi.
Le montagne intorno al paese nascondono il sole prima del tramonto astronomico: alba e tramonto sono calcolati sull'orizzonte del paese.
Stima per oggi, 1 novembre, al punto di riferimento: primo sole alle 08:25 e ultimo alle 15:30, per un totale di 7 h 06 di sole diretto, su 10 h 06 di giorno.
Oggi il sole arriva fra le 08:25 e le 09:55 e se ne va fra le 15:16 e le 15:32, a seconda della via.
Guardare l'ombra arrivare su Nesso, oggi
Vedere da Nesso dove se ne va il sole, in 3D
Il sole in un punto preciso di Nesso: il vostro albergo, una spiaggia, una via
La cima più alta che si vede da qui è la Cima della Duaria, 1446 m, a 8 chilometri.
La linea ocra segue il percorso del sole di oggi e segna gli orari stimati di prima e ultima comparsa sopra le montagne. Trascinate il panorama per vederlo tutto.
I punti ufficiali di balneazione nei dintorni, con la classificazione della qualità dell'acqua.
Poche corse al giorno, e non in tutte le stagioni: controllate l'orario. Più semplice l'autobus C130 Como–Bellagio, che ferma sulla strada Lariana sopra il paese, in piazza Castello, a circa trentacinque minuti da Como. Il ponte si vede anche dal battello che passa.
Il mercato si tiene in via Pietro Binda.
Cosa c'è attorno, e a che distanza.
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Tempi tipici porta a porta.