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Primo Bacino

Torno

Due porticcioli, la chiesa di San Giovanni con il campanile romanico e Villa Pliniana poco fuori dal paese.

Ideale per
Mezza giornata, pranzo sull'acqua, un bagno
Tempo necessario
Due o tre ore
Stagione migliore
Giugno–settembre
Da vedere
Il portale della chiesa di San Giovanni
Come arrivare
Battello da Como (circa 30 min), autobus C130
La chiesa e il campanile dietro gli alberi della riva, visti dal lago, con le case di Torno intorno.Ysogo · CC BY-SA 4.0
  • Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0
  • Ktulu · CC BY 3.0

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La chiesa e il campanile dietro gli alberi della riva, visti dal lago, con le case di Torno intorno.

Ysogo · CC BY-SA 4.0

Il posto

A mezz'ora di battello da Como, Torno è un paese di scalinate e archi, con due porti minuscoli e la chiesa di San Giovanni dal portale rinascimentale.

Ci si fa il bagno dagli scogli e dalle piattaforme sulla riva.

A mezz'ora di battello da Como, Torno è un paese di scalinate e archi, con due porti minuscoli e la chiesa di San Giovanni dal portale rinascimentale.

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Ci si fa il bagno dagli scogli e dalle piattaforme sulla riva.

Il paese e i due porti

Torno sta sulla sponda orientale del primo bacino, fra Blevio e Faggeto Lario. Il battello attracca nella piazza del porto, accanto a Santa Tecla, la chiesa parrocchiale. Il paese è ripido: si sale e si scende per scalinate e vicoli fra le case, e i due porticcioli sono a pochi minuti di cammino l'uno dall'altro.

Torno si gira a piedi in mezz'ora. Nella parte alta sta la chiesa di San Giovanni, con il suo portale di marmo. Dal paese salgono le mulattiere per Montepiatto e per Piazzaga. Verso nord, lungo la riva, ci sono Villa Plinianina e, poco oltre, Villa Pliniana.

La storia

La zona era abitata già prima dei Romani. Fra il Duecento e il Cinquecento Torno fu un centro della lavorazione e del commercio dei panni di lana, anche grazie agli Umiliati, e arrivò a circa cinquemila abitanti. La crescita del borgo alimentò la rivalità con Como.

Nelle guerre d'Italia Torno si schierò con i francesi, mentre Como stava con gli Sforza e con la Spagna. Il 7 settembre 1515 truppe sforzesche e svizzere saccheggiarono il borgo, e l'11 giugno 1522 soldati comaschi e spagnoli lo distrussero quasi del tutto. La lavorazione della lana finì e molti abitanti emigrarono, prima nell'alto lago, nel Luganese e nella Bergamasca, poi, nel Seicento, soprattutto in Francia e in Germania. Fra Settecento e Ottocento sulla riva sorsero nuove ville.

Le due chiese

Santa Tecla, la parrocchiale, è documentata dal 1208 e fu rifatta nel Seicento; il campanile è del 1893. Il portale, datato 1480, ha due colonne tortili. All'interno ci sono i resti di una Passione affrescata nel 1502 dal pittore di Torno Bartolomeo de Benzi e un gruppo di statue di legno del primo Cinquecento intorno al Cristo morto.

San Giovanni sta nella parte alta del paese, accanto a un grande ippocastano. Anche questa chiesa è documentata dal 1208; l'edificio attuale nasce da un rifacimento della fine del Quattrocento, e della chiesa romanica resta il campanile. Il portale di marmo, attribuito alla bottega dei Rodari, è fitto di figure: santi, profeti, sibille e il Battesimo di Gesù. Per tradizione la chiesa custodisce dal 1099 un chiodo della croce di Cristo, lasciato da un arcivescovo tedesco di ritorno dalla prima crociata.

Le ville sulla riva

Villa Pliniana sta poco a nord del paese, sotto una parete di roccia, accanto a una fonte intermittente che cresce e cala più volte al giorno. Plinio il Giovane descrisse la fonte nel I secolo, e Leonardo da Vinci la studiò nei suoi codici. La villa fu costruita dal 1573 per il conte Giovanni Anguissola. Shelley cercò di prenderla in affitto nel 1818, e fra gli ospiti la tradizione ricorda Napoleone, Byron, Stendhal e Rossini. È privata e non si visita: si vede dal lago.

Fra la Pliniana e il paese c'è Villa Plinianina, costruita dal 1855 per l'ingegnere ferroviario Canzio Canzi sul modello dei palazzi gotici di Venezia, con fasce rosa e grigie. Villa Taverna, in via Roma, fu costruita nel 1787 dai conti Tanzi di Milano; nel 1835 passò ai conti Taverna e poi ai principi Borromeo. Ha un parco all'inglese di circa quattro ettari a picco sul lago. Anche queste due ville sono private.

I sentieri sopra il paese

Da Torno passa la Strada Regia, la mulattiera con cui si andava da Como a Bellagio prima che esistesse una strada lungo la riva. La tappa da Brunate arriva a Torno e quella successiva riparte verso Nesso: chi cammina può scendere al battello invece di tornare indietro.

Dal paese una mulattiera a gradini sale a Montepiatto, dove a circa 600 metri sta la chiesa di Santa Elisabetta: nel Cinquecento accanto alla chiesa c'era un convento di monache. Nel bosco vicino c'è la Pietra Pendula, un masso erratico di granito in bilico su uno stretto piedistallo di calcare, monumento naturale dal 1984. Da Montepiatto si prosegue per Piazzaga e si scende a Torno per un'altra mulattiera, che passa sotto la Porta di Travaina, un arco di pietra tutelato dal 1912. Poco lontano ci sono i massi avelli, tombe scavate in grandi massi erratici.

Da vedere

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Esperienze

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Prima di andare

Come si arriva a Torno da Como?

Con il battello, una mezz'ora o poco più secondo le fermate, e dal battello si vede Villa Pliniana lungo la riva. Oppure con l'autobus C130 in venti minuti. In auto si arriva per la Lariana, che è stretta.

Dove si fa il bagno a Torno?

Non c'è una spiaggia vera: ci si tuffa dagli scogli e dalle piattaforme lungo la passeggiata a lago, oppure si va al piccolo lido a pagamento aperto in stagione.

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