Il lago di Como ha un solo emissario, l'Adda, che esce a Lecco. Quando i fiumi delle valli portano più acqua di quanta l'Adda riesca a smaltire, il livello sale, e a Como la prima a finire sott'acqua è piazza Cavour.
Dal 1946 il Consorzio dell'Adda regola il lago con la diga di Olginate.
Piazza Cavour, la piazza di Como aperta sul lago, fino al 1871 era il porto, e fu ricavata interrando lo specchio d'acqua. Una pianta della città del 1818-1823 mostra ancora il porto; nel giugno del 1957 e nel novembre del 1963 la piazza era di nuovo sott'acqua. È lì che il lago torna. Per convenzione, a Como l'esondazione comincia quando il lago supera i 120 centimetri sopra lo zero dell'idrometro di Malgrate, che sta a 197,37 metri sul livello del mare. È un valore approssimativo: la piazza non è perfettamente in piano, la città intorno ancora meno, il vento spinge l'acqua e la stessa livellazione ha le sue incertezze. Anche il Tempio Voltiano, inaugurato nel 1928 sul lungolago, poggia su uno zoccolo alto più di due metri, pensato per proteggerlo dalle piene.
La piazza che scende
La soglia, inoltre, si è spostata nel tempo. Dal 1955 la piazza si è abbassata per subsidenza, un fenomeno dalle cause varie, prima sempre più veloce e poi sempre più lento: l'acqua entrava in piazza a 186 centimetri nel 1955, a 125 nel 1978, a 120 nel 2003. Fra il 1955 e il 2000 la piazza è scesa di circa 65 centimetri, soprattutto fra il 1965 e il 1975, e nei primi anni Novanta l'abbassamento si è sostanzialmente fermato. C'è poi una seconda soglia: sopra i 140 centimetri si supera il livello d'allarme, l'acqua si allarga nelle zone vicine alla riva e i danni diventano rilevanti, per i negozi, il traffico, gli acquedotti e le fogne.
Il ponte di Lecco
Il problema è antico. La prima esondazione documentata è del 1431, in una lettera ducale del 20 settembre. Il ponte visconteo di Lecco, voluto da Azzone Visconti e costruito fra il 1336 e il 1338, aveva in origine otto arcate. I Comaschi erano convinti che la sua strozzatura allagasse la loro città, e per accontentarli si aggiunsero la nona arcata nel 1354 e, dopo la piena del 1431, la decima nel 1434; nel 1440 Francesco Sforza le portò a undici. Il ponte segna il punto in cui, nelle prime righe dei Promessi sposi, il lago finisce e l'Adda ricomincia: è lì che si decide quanta acqua esce dal lago.
E il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che […] segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.
Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo I
Le piene che la città ricorda
Nei secoli le esondazioni si contano a centinaia. Quella del 29 giugno 1673 è ricordata da lapidi in via Volta e in via Diaz, all'altezza del Teatro Cressoni; quel giorno l'acqua arrivò in Duomo ai gradini dell'altare maggiore. Il 17 giugno 1703 raggiunse i pilastri dell'organo, e nel novembre del 1801, nel giugno del 1804 e nel novembre del 1807 il lago arrivò di nuovo al Duomo. Ma la piena che resta il riferimento è quella del 1868: il 6 ottobre il lago raggiunse 3,97 metri sopra lo zero di Malgrate, il massimo storico, e circa un terzo di Como finì sott'acqua, con tutta la zona intorno alle mura. Nello stesso secolo ci furono la piena del settembre 1829, a 3,93 metri, e quelle del giugno 1855 e del settembre 1888, entrambe oltre i tre metri e mezzo.
La diga di Olginate
La risposta moderna cominciò alla vigilia della guerra. Il regio decreto legge del 21 novembre 1938, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 gennaio 1939, istituì a Milano il Consorzio dell'Adda, con il compito di costruire, mantenere e far funzionare l'opera regolatrice del lago di Como. Un regio decreto del 19 aprile 1942 fissò i limiti della regolazione, fra 1,20 metri sopra e 0,50 sotto lo zero dell'idrometro del Fortilizio. L'opera è una diga poco a monte del ponte fra Olginate e Calolziocorte, fra il lago di Garlate e quello di Olginate, proprio nel tratto in cui, con le parole di Manzoni, l'Adda riprende nome di lago. È lunga circa 150 metri, poggia su fondazioni ad aria compressa ed è divisa in otto luci di 14 metri, chiuse da paratoie piane a rulli alte quattro metri che si manovrano sia elettricamente sia a mano. A sinistra c'è una conca di navigazione, oggi usata ogni tanto per aiutare i pesci a risalire verso il lago. Costruita fra il 1940 e il 1946, la diga è in funzione dal 1946.

La diga da sola non bastava: per far uscire più acqua bisognava allargare l'uscita del lago. L'opera fu completata sistemando il corso dell'Adda fra il lago e la diga di Robbiate, per ventidue chilometri; poiché lungo il percorso ci sono bacini lacustri, i lavori riguardarono solo le rapide di Lecco, Olginate, Lavello e Brivio, cinque chilometri e mezzo in tutto. L'alveo fu abbassato e in qualche punto allargato, scavando cinquecentomila metri cubi di materiale, e bisognò rinforzare le pile del ponte visconteo di Lecco e allungare il ponte fra Olginate e Calolziocorte. La diga serve più interessi. Il Consorzio riunisce chi usa l'acqua del lago e dell'Adda a valle, centrali idroelettriche e consorzi irrigui della pianura, e la regolazione trattiene acqua durante le piene per restituirla nei periodi di magra; ma tenendo più bassi i livelli massimi del lago riduce anche le volte in cui piazza Cavour finisce sott'acqua.
Quanto conta la diga
Senza alcuna regolazione, fra il 1959 e il 2000 piazza Cavour sarebbe rimasta allagata in media 37 giorni l'anno, e 27,1 con i soli serbatoi alpini; con i serbatoi e la diga insieme i giorni sono stati 7,6. Nel 1987, l'anno dell'alluvione in Valtellina, senza regolazione l'acqua avrebbe coperto la piazza per 85 giorni, fino a 2,2 metri sopra la soglia; con la diga i giorni furono 30 e l'altezza massima 1,43 metri. C'è anche un rovescio: allargando l'uscita del lago, la regolazione aumenta in genere le portate di piena dell'Adda a valle, ma nelle piene più grandi l'aumento diventa sempre meno sensibile, fino quasi ad annullarsi.
Le piene del lago regolato
La regolazione riduce le esondazioni, ma non le cancella. Il livello più alto dall'inizio della regolazione è di 2,64 metri sopra lo zero di Malgrate, raggiunto due volte: il 21 luglio 1987 e il 15 ottobre 1993. In quell'autunno il lago restò sopra il livello di esondazione per trentatré giorni di fila. Il 18 luglio 1987 entrarono nel lago in media 1.836 metri cubi d'acqua al secondo, e il 20 luglio dalla diga ne uscirono 917,7, la portata giornaliera in uscita più alta mai registrata. Il 26 novembre 2002 l'afflusso arrivò a 1.849,7 metri cubi al secondo, ancora di più, e due giorni dopo il lago toccò 2,615 metri. Il 7 gennaio 2008 sul lungolago di Como cominciò il cantiere delle paratie, le barriere contro le esondazioni.
Gli eventi storici collegati al racconto sono raccolti nella Cronologia del lago.





