Che cos'è il Palazzo Terragni, perché fu costruito, com'è fatto e quali altri edifici razionalisti si vedono a Como.
A cinquanta metri dall'abside rinascimentale del Duomo di Como c'è un edificio bianco e quadrato, fatto di pieni e di vuoti: il Palazzo Terragni, che Giuseppe Terragni progettò nel 1932 e costruì fra il 1933 e il 1936.
Terragni, nato a Meda nel 1904, lavorava a Como, e fra le due guerre la città fu uno dei centri del razionalismo italiano.
Com'è fatto
La pianta è un quadrato di circa trentatré metri di lato e l'altezza è la metà. All'interno una corte coperta da un lucernario organizza tutto l'edificio. Le quattro facciate seguono la stessa griglia, scavata in modo diverso su ogni lato, così che l'edificio cambia aspetto girandogli intorno.
Il rivestimento è di marmo botticino, bianco. Non ci sono cornici, ordini classici né decorazioni: la composizione si basa solo sulla proporzione fra pieni e vuoti. Per questo l'edificio è studiato nelle scuole di architettura come esempio di monumentalità ottenuta senza gli strumenti tradizionali.

La Casa del Fascio
Fu costruito come Casa del Fascio, la sede del Partito nazionale fascista a Como. Terragni aderì al regime e lo servì; l'edificio fu progettato per rappresentarlo, e la sua trasparenza, con la corte visibile dalla strada e le porte a vetri che si aprivano tutte insieme, era pensata come immagine del rapporto fra partito e popolo.
Ha preso il nome di Palazzo Terragni, ospita la Guardia di Finanza e l'interno si visita solo in occasioni particolari.
Gli altri edifici razionalisti
Il razionalismo comasco comprende diversi edifici nel centro della città. Il Novocomum, del 1929, è il primo: un condominio con il volume curvo all'angolo, che suscitò polemiche in città e fu soprannominato «il Transatlantico». L'asilo Sant'Elia è del 1937: aule che si aprono sul giardino, luce da due lati, altezze a misura di bambino.
La pianta del Palazzo Terragni è un quadrato di circa trentatré metri di lato.
Poi la Casa Giuliani-Frigerio, il Monumento ai caduti sul lungolago e la sede della Canottieri Lario, tutti a meno di venti minuti a piedi l'uno dall'altro.
Il percorso richiede circa tre ore, si svolge tutto in centro ed è adatto anche a una mattina di pioggia.
Gli eventi storici collegati al racconto sono raccolti nella Cronologia del lago.





