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Le Lucie, le barche con gli archi

Redazione LagodiComo.it2 minuti di lettura

Manzoni le descrisse senza nominarle, e da allora portano il nome della sua protagonista. Sono ancora in acqua, e ogni estate corrono.

Lecco al tramonto rispecchiata nell'acqua ferma, con il campanile di San Nicolò e la parete del Monte San Martino.Graziano Cannoletta · CC BY-SA 4.0

Come è fatta la barca tradizionale del Lario, da dove viene il suo nome e dove si vede in acqua.

Sono le barche con gli archi. Tre, di solito, in legno curvato, montati a scavalcare lo scafo: servivano a reggere un telo che riparava il carico e i passeggeri dalla pioggia e dal sole, e si smontavano quando non servivano. Sotto, lo scafo è piatto e largo, pensato per acque interne e per portare peso: pesce, legna, calce, sabbia, persone.

Erano barche da lavoro, per comunità che per secoli si spostarono soprattutto sull'acqua, perché lungo le rive a picco mancavano le strade. Fino all'Ottocento inoltrato, sul Lario, andare da un paese all'altro voleva dire remare.

Il nome viene da un romanzo

Nei Promessi Sposi Lucia attraversa il lago di notte su una barca di questo tipo, nella pagina dell'«Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo», che si studia nelle scuole italiane. Il nome della protagonista è passato all'imbarcazione.

La barca esisteva da secoli e aveva altri nomi locali. Dopo il romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1827, prese il nome di Lucia, anche fra chi il libro non l'aveva letto.

Come sono fatte

Fondo piatto, per pescare poca acqua e potersi tirare in secco su una riva di ciottoli senza scalo né gru. Fianchi bassi e larghi, per la stabilità con il carico. Poppa e prua leggermente rialzate. Si voga in piedi, rivolti verso prua, spingendo invece che tirando, con i remi appoggiati a scalmi di legno: è la voga alla lombarda, la stessa famiglia di gesti della voga veneta, ed è il motivo per cui un vogatore vede dove sta andando.

Sulle Lucie si voga in piedi, rivolti verso prua.

Gli archi servivano a proteggere il carico: la calce, per esempio, si rovina sotto la pioggia. Sono anche il segno da cui una Lucia si riconosce da lontano, nei porticcioli, fra le barche in vetroresina.

Barche da carico con il telo teso sugli archi, ormeggiate nel porto di Loppia, in una fotografia d'archivio.
Il porto di Loppia, a Bellagio, in una fotografia dell'archivio Pietro Pensa: lo stesso telo sugli archi, su scafi da carico più grandi.Archivio Pietro Pensa · CC BY-SA 3.0

Il Palio Remiero

La tradizione remiera non è finita con la motorizzazione. Ogni estate le Lucie corrono nel Palio Remiero del Lario, una serie di regate ospitate a turno dai paesi rivieraschi, con equipaggi che rappresentano il proprio comune.

Il Palio è una competizione sportiva, con classifiche e allenamenti, fra equipaggi che rappresentano i paesi.

Prima delle strade e della ferrovia, i materiali con cui furono costruiti le ville, i paesi, i porticcioli e le scalinate delle rive arrivavano per lo più su barche come queste.

Gli eventi storici collegati al racconto sono raccolti nella Cronologia del lago.

I luoghi del racconto

  • Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0
  • Giorgio Galeotti · CC BY 4.0

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Lecco all'imbrunire, vista dal lago: le luci della riva, il campanile di San Nicolò e le montagne alle spalle.

Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0