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Missoltini, il pesce che si conserva al sole

Redazione LagodiComo.it2 minuti di lettura

Gli agoni si pescano d'estate, si essiccano al sole e al vento e si pressano in latta con l'alloro, per mangiarli nei mesi successivi.

Il porto di Gravedona con l'acqua verde, le case colorate sulla riva e le montagne sopra.René810 · CC BY-SA 4.0

Il nome viene dalla missolta, come in dialetto si chiama il recipiente di latta in cui si pressano.

Un agone disegnato di profilo, argenteo con il dorso azzurro e una fila di macchie scure sul fianco; sotto, la scritta «Alosa finta var. lacustris — Agone».
L'agone in una tavola di Felice Supino, «I pesci d'acqua dolce d'Italia» (Hoepli, Milano 1916).Felice Supino · Public domain

Prima dei frigoriferi, il lago doveva dare da mangiare anche d'inverno. I missoltini nacquero per questo.

Che pesce è

L'agone è un pesce d'acqua dolce della famiglia dei clupeidi, parente della sardina. È grasso e saporito e si guasta in fretta: per questo le comunità del lago impararono a conservarlo.

Da maggio l'agone si avvicina alla riva per la frega. La pesca è chiusa da metà maggio a metà giugno; poi, fino ai primi di agosto, le reti da posta ne prendono grandi quantità, più di quante se ne possano mangiare fresche.

Come si fanno

Il pesce si eviscera, si sala e si appende ad asciugare all'aperto su fili tesi, esposto al sole e alla Breva, il vento che di solito risale il lago nel pomeriggio. Servono giorni di tempo asciutto e ventoso, e per questo la lavorazione si fa fra la tarda primavera e l'estate.

Poi il pesce essiccato si dispone a strati in contenitori di latta, alternato a foglie di alloro, e si pressa con un peso. La pressatura espelle l'aria e il grasso in eccesso; l'alloro profuma e aiuta la conservazione.

Così preparati, si conservano per mesi senza freddo: una latta di missoltini in cantina dava proteine anche a febbraio.

Come si mangiano

Si scaldano sulla brace o in padella, senza aggiungere grasso, perché ne hanno già abbastanza, e si servono con la polenta e un filo d'aceto.

Il sapore è forte e salato, quello di un pesce essiccato e pressato. È un piatto della cucina del lago di prima del turismo.

Dove cercarli

Si trovano nelle trattorie dell'alto lago e del ramo di Lecco, nei paesi dove la pesca professionale esiste ancora: Gravedona, Domaso, Dervio, Bellano; e alle sagre estive dedicate al pesce di lago.

Si vendono anche in latta. Sull'etichetta conviene guardare la provenienza del pesce e la data di preparazione.