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Ramo di Lecco

Bellano

Una passerella sospesa dentro una gola scavata dal Pioverna.

Ideale per
L'Orrido a piedi, arrivi in treno
Tempo necessario
Due ore
Stagione migliore
Primavera e autunno, quando la portata è alta
Da vedere
L'Orrido dalle passerelle
Come arrivare
Treno Milano–Lecco–Sondrio–Tirano, fermata Bellano-Tartavalle
Bellano e il suo promontorio visti da lontano, con il lago che si apre verso nord.Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0
  • Francesco Zanardini · CC BY-SA 3.0
  • ACorana · CC BY-SA 4.0

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Bellano e il suo promontorio visti da lontano, con il lago che si apre verso nord.

Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0

Il posto

A Bellano c'è l'Orrido, una forra profonda in cui si cammina su passerelle metalliche fissate alla roccia, sopra il torrente.

Il paese ha anche una lunga tradizione manifatturiera, una piazza sul lago e una chiesa del Trecento a fasce bianche e nere.

A Bellano c'è l'Orrido, una forra profonda in cui si cammina su passerelle metalliche fissate alla roccia, sopra il torrente.

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Il paese ha anche una lunga tradizione manifatturiera, una piazza sul lago e una chiesa del Trecento a fasce bianche e nere.

Il borgo e l'Orrido

Bellano sorge sul conoide, il terreno a ventaglio che il torrente Pioverna ha formato alla foce nel lago. Il centro storico, di aspetto in gran parte medievale, sta sulla riva destra. Sulla riva sinistra c'è Coltogno, la parte più nuova, con la stazione della linea Lecco–Colico, a circa mezz'ora di treno da Lecco.

Alle spalle del centro si apre l'Orrido, la gola scavata dal Pioverna, che si percorre su passerelle fissate alla roccia: le prime furono costruite nel 1868. All'ingresso sta la Ca' del Diavol, una torretta pentagonale di tre piani, di origine incerta, che prende il nome dagli affreschi del diavolo all'ultimo piano. Dietro l'abside dei Santi Nazaro e Celso sta San Rocco, costruita alla fine del Quattrocento, accanto a un piccolo ponte di età romana sulla gola. Il Sentiero del Viandante passa sul ponte e sotto il portico della chiesa, diretto a Varenna e a Corenno Plinio.

La storia

Nel Medioevo Bellano era il centro di una pieve, la circoscrizione religiosa che faceva capo alla chiesa dei Santi Nazaro e Celso. All'inizio del XII secolo, nella guerra decennale fra Como e Milano, si schierò con Milano, e dalla fine del Duecento passò ai Visconti. Il 9 settembre 1341 una piena del Pioverna distrusse in parte la chiesa, che fu ricostruita a metà del Trecento per volere dell'arcivescovo Giovanni Visconti. Sulla facciata a fasce bianche e nere stanno gli stemmi dei Visconti e dei Torriani.

Nel 1480 il paese entrò con Varenna e Mandello nel Contado della Riviera, un feudo assegnato a Pietro Dal Verme. Nel 1531 il Medeghino, signore di Musso, fece abbattere le mura, e dal 1533 al 1788 il feudo appartenne agli Sfondrati. Dal 1° gennaio 2020 il comune comprende anche Vendrogno e la Muggiasca, fino alla cima del monte Muggio, a 1.799 metri.

Le fabbriche sul Pioverna

Per secoli la forza del Pioverna mosse le macchine di Bellano. Le fabbriche sorgevano allo sbocco dell'Orrido, dove l'acqua scende con un salto naturale, e la ricevevano da canali e gallerie. Nel Cinquecento e nel Seicento la usavano le ferriere, poi vennero le filande della seta: San Nicolao, l'antica chiesa degli Umiliati, diventò un magazzino del setificio Gavazzi.

Nel 1859 i Badoni di Lecco impiantarono un laminatoio ai piedi dell'Orrido. Poi Eugenio Cantoni prese in affitto gli opifici e vi avviò una filatura di cotone, che nel 1868 aveva già 8.600 fusi. Nel 1892 arrivò la ferrovia da Lecco. Nel 1898, dopo un incendio, il cotonificio fu ricostruito, con una casa per gli operai chiamata il Convitto. Per il numero delle sue fabbriche Bellano fu chiamata «la piccola Manchester del Lario». Più tardi le acque del Pioverna furono portate a una centrale idroelettrica.

Scrittori e pittori

Sigismondo Boldoni, nato a Bellano nel 1597, fu medico e professore all'Università di Pavia. Nel 1617 pubblicò «Larius», un poemetto latino sul lago. Le sue lettere sulla discesa dei lanzichenecchi e sulla peste servirono anche ad Alessandro Manzoni. Il poeta e romanziere Tommaso Grossi, anche lui di Bellano, visse quattordici anni in casa di Manzoni. Sul lungolago c'è la sua statua di marmo, opera di Antonio Tantardini, inaugurata nel 1876 con un'epigrafe firmata da Manzoni.

Bartolomeo Nogara, nato a Bellano nel 1868, fu direttore generale dei Musei Vaticani dal 1920. Durante la Seconda guerra mondiale vi mise al riparo opere d'arte di musei di tutta Italia. Il pittore Giancarlo Vitali (1929-2018), figlio di pescatori, dipinse spesso il suo paese, e molte sue opere sono nel museo di Palazzo Lorla. Lo scrittore Andrea Vitali, nato a Bellano nel 1956, vi ambienta molti dei suoi romanzi.

La Pesa Vegia e le altre feste

La Pesa Vegia si festeggia ogni 5 gennaio, vigilia dell'Epifania, da oltre quattro secoli. Ricorda l'editto con cui, all'inizio del Seicento, il governatore spagnolo di Milano, il conte di Fuentes, annullò le nuove unità di misura e ripristinò le vecchie, la «pesa vegia». La sera il Governatore arriva al porto, l'editto viene letto dal balcone del Municipio, il corteo dei Re Magi gira per le contrade e sul molo si accende il falò.

Intorno al 17 gennaio Vendrogno festeggia sant'Antonio abate, con la benedizione del sale e l'incanto dei canestri. A fine luglio Bellano celebra i patroni, i santi Nazaro e Celso, con le funzioni nella prepositurale e la festa in piazza Tommaso Grossi. Sempre a luglio, per una sera, in via Manzoni si mangiano in strada gli agoni, un pesce del lago.

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Prima di andare

Come si visita l'Orrido di Bellano?

Per il percorso nell'Orrido serve un biglietto d'ingresso. Scale e passaggi stretti impediscono l'accesso con passeggini e sedie a rotelle. Del circuito culturale BAC fanno parte anche la Ca' del Diavol, San Nicolao e il Museo Giancarlo Vitali, che espone circa cento opere del pittore a Palazzo Lorla, in via Manzoni.

Come si arriva a Bellano da Milano?

Treno Milano Centrale–Tirano, fermata Bellano-Tartavalle, poco più di un'ora; la stazione è a pochi minuti a piedi dal centro e dall'ingresso dell'Orrido. In alternativa il battello da Varenna, Menaggio o Bellagio. In auto, la statale 36 fino a Bellano e il parcheggio vicino al lungolago.

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