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La Regina, la strada della sponda occidentale

Redazione LagodiComo.it2 minuti di lettura

La statale Regina, da Como al confine svizzero: un tracciato di origine romana, un nome legato alla Rezia o alla regina Teodolinda, una corsia per senso di marcia e la variante in galleria della Tremezzina.

Colonno dal drone, con l'Isola Comacina e la riva della Tremezzina più in là, e la Regina che corre fra le case e l'acqua.Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0

È la strada che da Como risale la sponda occidentale del lago fino al confine svizzero.

La strada che corre lungo la sponda occidentale del Lario è la statale 340, detta Regina: da Como al confine svizzero di Valsolda misura poco più di cinquanta chilometri. Ha una corsia per senso di marcia, tratti in cui due pullman non si incrociano senza fermarsi, gallerie che aggirano Cernobbio e Brienno e paesi attraversati fra le case. La sua continuazione, la 340 dir, va da Menaggio a Gera Lario per altri ventinove chilometri con le stesse caratteristiche. Per questo sulla sponda occidentale conviene spostarsi in battello.

Una strada romana con un nome longobardo

La Regina è stretta perché il suo tracciato è antico. Risale all'epoca romana, al I secolo, quando una via collegava il porto fluviale di Cremona a Chiavenna passando per Milano e Como e risalendo la sponda del lago: era la strada verso la Rezia, la provincia oltre le Alpi, e il nome deriva probabilmente da via Raetia. La tradizione lo attribuisce invece alla regina Teodolinda, che intorno all'anno 600 regnava sui Longobardi. Nei documenti medievali la strada è chiamata via Regia dal 1256; gli statuti di Como del 1335 sono i primi a scrivere via Regina. Per quindici secoli fu una mulattiera lastricata, percorsa da muli, pellegrini e mercanti, non da carri.

Per questo le ville del Settecento e dell'Ottocento hanno il portico e la darsena verso il lago, non il cancello sulla strada: gli ospiti arrivavano in barca. Nel 1826, quando sul lago arrivò il battello a vapore, la Regina era ancora una mulattiera.

Le ville hanno il portico verso il lago e la darsena, non il cancello sulla strada: gli ospiti arrivavano in barca.

Il tunnel che la aggira

Fra le ville di Tremezzo e le case di Sala Comacina la strada non si può allargare. Nel dicembre 2019 Anas ha appaltato la Variante della Tremezzina, progettata per deviare il traffico di transito dai paesi. Il tracciato previsto è lungo circa 9,8 chilometri fra Colonno e Griante, quasi tutti in galleria. Comprende due gallerie principali, la Comacina e la Tremezzina, lunghe oltre due chilometri e mezzo ciascuna, altre minori e un viadotto sulla Val Perlana.

Come usarla

Si parcheggia una volta, a Como, a Cadenabbia o a Menaggio, e da lì ci si muove in battello: il traghetto per le auto parte da Cadenabbia, e i battelli di linea fermano in tutti i paesi che la strada attraversa. L'autobus C110 da Como a Colico la percorre tutta. In bicicletta la strada è stretta, non ha corsie ciclabili e attraversa le gallerie di Cernobbio e Brienno.

Gli eventi storici collegati al racconto sono raccolti nella Cronologia del lago.

I luoghi del racconto

  • Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0
  • Carlo Cattaneo fotografie · CC BY-SA 4.0
  • Yiyi · CC BY-SA 4.0
  • Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0
  • Mauro Cassina · CC BY-SA 3.0

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Il centro storico di Como dall'alto al tramonto, con i tetti rossi, la cupola del Duomo e il lago che riflette la luce.

Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0