Gli alberghi del lago nacquero negli anni Venti dell'Ottocento, con le prime locande di Varenna e Bellagio.
Nel 1873 aprirono i grandi alberghi di Cernobbio e di Bellagio, e altri sorsero a Como per il centenario della pila. Durante le due guerre mondiali alcuni cambiarono uso, e nel XXI secolo altre ville sono diventate alberghi.
Nel 1824 la famiglia Venini aprì un albergo a Villa Cipressi, a Varenna, e lo tenne per quarant'anni, fino al 1864. Negli stessi anni, a Bellagio, l'osteria sulla riva che Abbondio Genazzini aveva comprato nel 1788 diventò un vero albergo, intorno al 1825. Nel 1837 vi alloggiò Franz Liszt con Marie d'Agoult.
Il 16 agosto 1826 un battello a ruote partì da Como per Domaso: era il primo servizio a vapore del lago, e da allora i paesi della riva sono collegati da corse regolari. Fra il 1884 e il 1902 arrivarono anche i treni, con la ferrovia lungo la sponda orientale e il trenino fra Menaggio e Porlezza.
Il 1873 fu l'anno dei grandi alberghi. A Cernobbio diventò albergo Villa d'Este, la villa costruita fra il 1565 e il 1570 per il cardinale Tolomeo Gallio e così chiamata da Carolina di Brunswick, che la comprò nel 1815. A Bellagio la villa neoclassica dei Frizzoni, progettata da Rodolfo Vantini, fu ingrandita e aprì come Grand Hotel Bellagio; dal 1905 al 1930 l'albergo possedette anche Villa Serbelloni, sul colle sopra il paese, e ne prese il nome. Sempre nel 1873, sul lungolago di Bellagio, Antonio Mella aprì l'Hotel Grande Bretagne.

A Como l'Hotel Metropole Suisse aprì in piazza Cavour nel 1892. Per l'Esposizione voltiana del 1899 fu costruito sul lungolago il Grand Hotel Plinius, il primo grande albergo della città, l'attuale Palace Hotel. Nel 1900 accanto sorse il suo stabilimento termale, che negli anni Trenta diventò un albergo autonomo, l'Albergo Terminus.
Nel 1910 Enea Gandola inaugurò il Grand Hotel Tremezzo, un lungo edificio liberty sulla riva che ebbe fin dall'inizio gli ascensori e le insegne elettriche.
Fra il 1926 e il 1927 il giovane Giuseppe Terragni ridisegnò i primi due piani della facciata del Metropole Suisse, e nel 1930 progettò l'Albergo Posta, fra piazza Volta e via Garibaldi. Durante le due guerre mondiali alcuni alberghi cambiarono uso: il Terminus fu un ospedale militare nella prima, e nella seconda fu requisito dall'esercito tedesco e poi dal comando alleato, che vi tenne il quartier generale fino al 1946.
Nel 1960 Villa Flori, la villa ottocentesca fra Como e Cernobbio che il marchese Giorgio Raimondi aveva destinato alla figlia Giuseppina, sposa di Giuseppe Garibaldi, diventò un albergo. Il Grande Bretagne invece chiuse nel 1972, quando lo comprò la Regione Lombardia; la scuola alberghiera che ospitava dal 1949 rimase fino al 1992, poi l'edificio fu abbandonato.
Nel XXI secolo altre ville sono diventate alberghi: a Blevio, nel 2010, Villa Roccabruna, sorta dopo il 1904 al posto della villa del soprano Giuditta Pasta; a Moltrasio, nel 2022, Villa Passalacqua, dove fra il 1829 e il 1833 soggiornò Vincenzo Bellini. L'Albergo Posta di Terragni è di nuovo un albergo dal 2014, e il Genazzini di Bellagio ha riaperto il 1° giugno 2026 dopo un restauro, con il nome di Palazzo Genazzini.
Confrontate vedute storiche e fotografie recenti in Allora e oggi.
Gli eventi storici collegati al racconto sono raccolti nella Cronologia del lago.





