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Centro Lago

Griante

Il borgo sopra Cadenabbia, di fronte a Bellagio: il pontile del traghetto, la chiesa anglicana del 1891, Villa La Collina e la chiesetta sulla roccia sopra il paese.

Ideale per
Il traghetto per Bellagio e Varenna, il borgo antico, la salita a San Martino
Tempo necessario
Un'ora fra Cadenabbia e il borgo; mezza giornata con San Martino
Stagione migliore
Tutto l'anno; il traghetto del centro lago corre anche d'inverno
Da vedere
La scalinata dei 113 gradini da Cadenabbia a Calvonno
Come arrivare
Traghetto da Bellagio, Varenna e Menaggio; autobus C110 da Como in una cinquantina di minuti
Cadenabbia dal lago: la chiesa anglicana con il suo campanile a punta accanto al pontile, i grandi edifici gialli del lungolago e, in alto sulla parete di roccia, una piccola chiesa bianca.Daderot · Public domain
  • Ottantafame · CC BY-SA 4.0
  • Pierre André · CC BY-SA 4.0

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Cadenabbia dal lago: la chiesa anglicana con il suo campanile a punta accanto al pontile, i grandi edifici gialli del lungolago e, in alto sulla parete di roccia, una piccola chiesa bianca.

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Il posto

Griante sta in posizione panoramica sulla sponda occidentale, di fronte alla penisola di Bellagio, ed è divisa in sette frazioni fra la riva e il monte.

Nel medioevo era un borgo fortificato, di vicoli stretti, archi e sottopassi che in parte si vedono ancora, attorno alla parrocchiale dei Santi Nabore e Felice. Dall'Ottocento, sulla riva, crebbe Cadenabbia, con le ville e i grandi alberghi dei villeggianti venuti da tutta Europa: la comunità inglese vi costruì la sua chiesa anglicana, Giuseppe Verdi scrisse a Villa Margherita alcune arie della Traviata, e il cancelliere tedesco Konrad Adenauer trascorreva le vacanze a Villa La Collina, che appartiene alla fondazione che porta il suo nome ed è un centro di incontri internazionali. Da Cadenabbia parte il traghetto per Bellagio e Varenna, e sopra il paese, sul Sasso San Martino, sta la chiesetta di San Martino.

Griante sta in posizione panoramica sulla sponda occidentale, di fronte alla penisola di Bellagio, ed è divisa in sette frazioni fra la riva e il monte.

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Nel medioevo era un borgo fortificato, di vicoli stretti, archi e sottopassi che in parte si vedono ancora, attorno alla parrocchiale dei Santi Nabore e Felice. Dall'Ottocento, sulla riva, crebbe Cadenabbia, con le ville e i grandi alberghi dei villeggianti venuti da tutta Europa: la comunità inglese vi costruì la sua chiesa anglicana, Giuseppe Verdi scrisse a Villa Margherita alcune arie della Traviata, e il cancelliere tedesco Konrad Adenauer trascorreva le vacanze a Villa La Collina, che appartiene alla fondazione che porta il suo nome ed è un centro di incontri internazionali. Da Cadenabbia parte il traghetto per Bellagio e Varenna, e sopra il paese, sul Sasso San Martino, sta la chiesetta di San Martino.

Cadenabbia, sulla riva

Cadenabbia è la frazione a lago di Griante, di fronte a Bellagio, ed è un punto di attracco per battelli e traghetti: da qui il traghetto attraversa verso Bellagio e Varenna. Sul lungolago stanno le ville e i grandi alberghi dell'Ottocento, e subito a sud cominciano i giardini di Villa Carlotta.

Accanto al pontile c'è la chiesa anglicana dell'Ascensione, costruita per la comunità inglese che alla fine dell'Ottocento passava qui i suoi soggiorni: la progettò il giovane architetto Giuseppe Brentano, che morì nel 1889 prima di vederla finita, e fu consacrata nel 1891. Ha una sola navata con grandi archi traversi, il rosone in facciata, affreschi monocromi con angeli e un pulpito di marmo.

Il borgo e le frazioni

Il centro storico conserva le stradine strette e le case di pietra, tracce delle fortificazioni medievali, un antico lavatoio e la chiesetta di San Rocco; dal belvedere della parrocchiale dei Santi Nabore e Felice si guarda il lago. Al borgo è legata anche la storia di Giovanni del Matto, un pirata del Lario che, tradito dai lanzichenecchi, si rifugiò nel castello di Griante e lì fu trovato e decapitato.

Da Cadenabbia una vecchia scalinata di acciottolato di 113 gradini sale a Calvonno, lungo il parco del Grand Hotel Cadenabbia e la parte più a nord dei giardini di Villa Carlotta; in cima, un sentiero all'ombra di alberi secolari porta verso Villa La Collina. Più su, da Carsolina, in una quarantina di minuti a piedi si arriva alla chiesetta di San Martino, su un balcone di roccia a 475 metri.

La storia

Gli Statuti di Como del 1335 pongono Griante nella pieve di Menaggio e gli affidano la manutenzione della via Regina fra la valle «de Carono» e il campo di «Pozollo». Nel Cinquecento il borgo era un gruppo di edifici che, in caso di bisogno, potevano formare una cittadella fortificata. Queste difese andarono in gran parte perdute nelle guerre fra francesi e spagnoli per il controllo del lago.

Il 30 agosto 1647 la comunità si riscattò dal feudo, e da allora pagò una somma ogni quindici anni. Nel 1751 Griante aveva 245 abitanti. Il consiglio generale eleggeva ogni anno gli ufficiali della comunità: il sindaco, due deputati, il console e il cancelliere. Le cause civili andavano al podestà di Menaggio, quelle penali al podestà di Como. Nel 1807 un decreto napoleonico unì Griante a Menaggio; dopo la caduta di Napoleone il comune fu ricostituito.

Gli ospiti e le ville

Stendhal, nella «Certosa di Parma» del 1839, mise a «Grianta» il castello della famiglia del Dongo, dove cresce il protagonista Fabrizio. Henry Wadsworth Longfellow scrisse una poesia intitolata «Cadenabbia». Dal 1889 al 1915 Achille Ratti, il futuro papa Pio XI, passò le vacanze estive in una casa del borgo, che una lapide ricorda.

Diverse ville lungo la statale Regina sono opera dell'architetto Giacomo Mantegazza. Villa Maria, costruita fra il 1889 e il 1892, ha logge a tre archi su due piani, decorazioni di Lodovico Pogliaghi e, nel parco, una serra di ferro e vetro. Villa Bonaventura, del 1891, ha davanti all'ingresso un portico a tre archi che regge il balcone del piano nobile. Villa Maresi, nata fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento dalla trasformazione di un castello del Cinquecento, ha il muro di cinta merlato, le torrette e un mastio. Le ville sono private.

San Martino e il Sasso San Martino

La salita a San Martino passa davanti a edicole decorate con i mosaici dei misteri del Rosario e, a metà strada, alla cappella di San Carlo, restaurata nel 1977 in memoria dei soldati caduti. La chiesa ha un campanile del Settecento e un portico dell'Ottocento. Dentro, oltre alla Madonna di legno, ci sono un altare intarsiato del 1718 e un dipinto con la scala di Giacobbe.

Poco prima della chiesa un sentiero segnato sale a sinistra verso i Monti di Pilone, a circa 800 metri, e di lì alla punta del Sasso San Martino. Dalla punta si vedono il centro lago con le Grigne e tutto l'alto lago, con Menaggio in primo piano. Qui passava la Linea Cadorna, la linea di difesa costruita lungo il confine svizzero durante la prima guerra mondiale: restano trincee e postazioni, e sopra la chiesa c'è una postazione per obici.

Da vedere

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Prima di andare

Come si arriva a Griante e a Cadenabbia?

In traghetto: Cadenabbia è uno degli scali del traghetto del centro lago, che la collega a Bellagio, Varenna e Menaggio. Chi arriva in treno da Milano scende a Varenna–Esino–Perledo e in dieci minuti a piedi è al lungolago da cui parte il traghetto. In autobus, la C110 di ASF Autolinee arriva da Como a Cadenabbia in una cinquantina di minuti e prosegue per Menaggio; in paese ferma a Cadenabbia, alla Fornace e al Ponte dei Ronconi. In auto si arriva per la statale 340 Regina.

Cadenabbia e Griante sono lo stesso posto?

Cadenabbia è la frazione a lago del comune di Griante, quella del pontile, degli alberghi e della chiesa anglicana, mentre il borgo antico di Griante sta più in alto, con la parrocchiale dei Santi Nabore e Felice. Il comune ha sette frazioni; fra la riva e il borgo si sale a piedi, anche per la scalinata dei 113 gradini fino a Calvonno. Villa Carlotta, subito a sud di Cadenabbia, è invece nel comune di Tremezzina.

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