Le prime immagini fotografiche del lago sono le litografie del 1840 tratte da dagherrotipi.
Nel secondo Ottocento seguirono le stampe all'albumina, poi le vedute di Carlo Bosetti a Bellagio e il suo album del 1898.
Il dagherrotipo fu presentato a Parigi nel 1839, e l'anno dopo il Lago di Como era già fra i soggetti dei primi fotografi. Due delle immagini più antiche sono litografie del 1840 tratte da dagherrotipi: Bellagio vista dal lago, firmata Falkeisen, e la Villa Pliniana di Torno, firmata Louis Cherbuin. Un dagherrotipo era una lastra unica e non si poteva riprodurre: per stamparlo, lo si ricopiava a mano su una pietra litografica.


Nella seconda metà dell'Ottocento la stampa all'albumina permetteva di ricavare molte copie dallo stesso negativo, e le vedute del lago si vendevano ai viaggiatori. Francis Frith, editore inglese di fotografie di viaggio, pubblicò una veduta del lungolago di Bellagio; a Giorgio Sommer, fotografo attivo a Napoli, è attribuita una veduta delle cascate di Ercole nel parco di Villa d'Este. Molte stampe di quegli anni sono anonime, come quella di Villa Melzi con una lucia, la barca con gli archi per la tenda, in primo piano.



A Bellagio lavorava Carlo Bosetti, che fotografava il lago e ne pubblicava le vedute in serie numerate. Negli anni Settanta fotografò il paese dal giardino di Villa Carlotta, sull'altra sponda, e il lago verso Varenna dall'interno di una grotta nel parco di Villa Serbelloni; un'altra sua stampa mostra il Monte Crocione dietro il lago, con una barca tirata sulla spiaggia.


Un album del 1898 con le vedute pubblicate da Bosetti mostra la salita Serbelloni con le tende delle botteghe, il golfo con l'Isola Comacina, Sala Comacina e Ossuccio, e Menaggio vista da Bellagio, sulla riva di fronte.



Confrontate vedute storiche e fotografie recenti in Allora e oggi.
Gli eventi storici collegati al racconto sono raccolti nella Cronologia del lago.






