
Villa Bertarelli, Galbiate
La villa storica di Galbiate, con le decorazioni di Portaluppi del 1911–1913 e giardini a terrazze sui laghi della Brianza, sede del Parco Monte Barro.
45 min – 1 h 30
Ramo di Lecco
La sponda di fronte a Lecco: da qui si vede la città con il Resegone dietro.
Malgrate sorge sulla riva opposta a Lecco e offre una vista sulla città con il Resegone alle spalle.
Dal centro di Lecco si raggiunge a piedi in circa mezz'ora, attraversando il ponte Kennedy o passando dal ponte Azzone Visconti del Trecento. Il lungolago permette una passeggiata con vista sulle montagne descritte da Manzoni nei Promessi sposi.
Malgrate sorge sulla riva opposta a Lecco e offre una vista sulla città con il Resegone alle spalle.
Dal centro di Lecco si raggiunge a piedi in circa mezz'ora, attraversando il ponte Kennedy o passando dal ponte Azzone Visconti del Trecento. Il lungolago permette una passeggiata con vista sulle montagne descritte da Manzoni nei Promessi sposi.
Malgrate si trova sulla riva di fronte a Lecco, vicino al punto in cui l'Adda esce dal lago. Dal lungolago si vedono la città, il campanile di San Nicolò e, alle spalle, il Resegone e il San Martino.
Il lungolago è piano, continuo e senza traffico, e si percorre in venti minuti. È un parco lineare progettato dall'architetto paesaggista Stefano Santambrogio e aperto nel 2013. Sulla riva c'è il piccolo porto, che un tempo era il centro della vita del paese: qui si ritrovavano pescatori, barcaioli e lavandaie. Alle spalle del paese sale il Monte Barro.
Prima che fosse costruito il ponte Azzone Visconti, fra il 1336 e il 1338, il porto di Malgrate collegava le due sponde. Nel 1456 il paese compare fra i comuni del Monte di Brianza, nella pieve di Garlate. Nel 1538 fu dato in feudo, insieme alle pievi di Garlate e di Oggiono, a Giovanni Agostino d'Adda. Nel 1751 si era già riscattato e non aveva più un feudatario.
Nel Settecento furono costruite le prime ville padronali. Gli Agudio avevano un palazzo sul lungolago, dove il poeta milanese Domenico Balestrieri fu ospite più volte; una veduta del palazzo fu stampata nel 1744 in un suo libro di rime in milanese. Nell'Ottocento l'antica residenza dei Bovara diventò la filanda di seta Bovara Reina.
Il ponte Kennedy, progettato da Arturo Danusso e costruito fra il 1952 e il 1955, collega Malgrate a Lecco. A piedi il centro è a venticinque minuti, la stazione a mezz'ora.
Nel centro sta la parrocchiale di San Leonardo. Fu ricostruita nel Cinquecento, e fra il 1812 e il 1815 l'architetto Giuseppe Bovara la rinnovò e le diede la facciata neoclassica con quattro mezze colonne. Nel 1607 l'arcivescovo Federico Borromeo fece di Malgrate una parrocchia autonoma, staccandola da San Nicolò di Lecco. Il patrono è san Leonardo, che si festeggia il 6 novembre. Bovara progettò anche Palazzo Agudio, costruito fra il 1816 e il 1820, che è la sede del municipio.
La chiesa di San Carlo fu costruita nella seconda metà del Seicento dai Recalcati, accanto al loro palazzo. Nel 1977 fu istituita la parrocchia di San Carlo, che ricavò una nuova chiesa dalle vecchie stalle del palazzo, con le vetrate di Trento Longaretti, del 1978. La chiesa di Sant'Antonio Abate risale al Quattrocento e conserva un frammento di affresco di quel secolo con la Crocifissione.
A Malgrate nacquero due inventori. L'ingegnere Tommaso Agudio, nato nel 1827 e morto a Torino nel 1893, ideò un sistema di trazione per le ferrovie con forti pendenze, il locomotore-funicolare. Nel 1883 ottenne la concessione della linea fra Sassi e Superga, sulla collina di Torino. La linea fu inaugurata il 27 aprile 1884 e funzionava con il suo sistema.
Pietro Vassena, nato nel 1897 e morto a Lecco nel 1967, progettò motori fuoribordo e motociclette, e costruì il batiscafo C3. Il 12 marzo 1948, al largo di Argegno, scese con il C3 a 412 metri di profondità nel lago di Como.
Il Monte Barro, alto 922 metri, è un parco regionale dal 1983. Dal crinale si vedono insieme il ramo di Lecco, il lago di Garlate e quello di Annone. Il sentiero 306 parte da Malgrate, passa da Pian Sciresa, un pianoro sul versante orientale, e in circa un'ora arriva al parco archeologico dei Piani di Barra. Il sentiero 304 parte dal ponte Azzone Visconti, passa anch'esso da Pian Sciresa e arriva in cima in meno di due ore. Il tratto fra il Sasso della Vecchia e i Pràa della Corna è sconsigliato in discesa.
Ai Piani di Barra gli scavi hanno riportato alla luce i resti di un insediamento dei Goti del V e VI secolo. Poco più in alto, all'Eremo, il museo archeologico espone gli oggetti trovati negli scavi.

Ramo di Lecco
A piedi per Lecco nei luoghi dei Promessi sposi, da Villa Manzoni al ponte Azzone Visconti e a Pescarenico.
2 h – 3 h

Ramo di Lecco
La cima sopra i laghi della Brianza, fra Como e Lecco: per la mulattiera della Valle dell'Oro a San Pietro al Monte, poi per il sentiero 10 al Rifugio Marisa Consigliere e alla croce di vetta, e giù per il sentiero 11.
5 h 30 – 6 h 30Accesso libero
Quanto ci vuole
Tempi tipici porta a porta con i mezzi pubblici, cambi compresi. Da Milano si conta dalla stazione Centrale.
Parcheggiare e servizi
1 bagno pubblico11 fontanelle4 farmacie2 bancomat1 colonnina di ricarica1 defibrillatore
Parcheggi e servizi sulla mappa
Entro due chilometri e mezzo dal centro; posti e tariffe dei parcheggi vanno verificati all'arrivo.
Webcam
A piedi: dal centro di Lecco si attraversa l'Adda sul ponte Kennedy e in venticinque minuti si è sul lungolago di Malgrate; passando dal ponte Azzone Visconti, il ponte trecentesco poco più a valle, ci vuole una mezz'ora abbondante. Anche gli autobus urbani di Lecco ci arrivano.
Nel tardo pomeriggio la luce può illuminare le montagne sopra Lecco. I colori e la durata dell'effetto dipendono dalla stagione, dalle nuvole e dalle ombre dei rilievi. Per osservare il Resegone e le Grigne scegliete una giornata con buona visibilità.
Aggiornato 27 ottobre 2026
Le montagne intorno al paese nascondono il sole prima del tramonto astronomico: alba e tramonto sono calcolati sull'orizzonte del paese.
Stima per oggi, 1 novembre, al punto di riferimento: primo sole alle 07:57 e ultimo alle 16:11, per un totale di 8 h 15 di sole diretto, su 10 h 06 di giorno.
Oggi il sole se ne va fra le 15:30 e le 16:30, a seconda della via.
Guardare l'ombra arrivare su Malgrate, oggi
Vedere da Malgrate dove se ne va il sole, in 3D
Il sole in un punto preciso di Malgrate: il vostro albergo, una spiaggia, una via
Locali vicino alla riva con posti all'aperto e primo e ultimo orario di sole stimato per oggi, nel punto indicato. In cima quelli con l'ultimo sole più tardi. Nuvole e ombre di edifici, alberi o tende possono cambiare la luce sui tavoli; verificate gli orari di apertura con il locale.
La cima più alta che si vede da qui è la Punta Cermenati (Monte Resegone), 1875 m, a 7 chilometri.
La linea ocra segue il percorso del sole di oggi e segna gli orari stimati di prima e ultima comparsa sopra le montagne. Trascinate il panorama per vederlo tutto.
I punti ufficiali di balneazione nei dintorni, con la classificazione della qualità dell'acqua.
Il livello del lago misurato qui, e gli ultimi trenta giorni
Il centro di Lecco è a un ponte di distanza. La stazione di Lecco, con i treni per Milano, Varenna e Colico, è a mezz'ora a piedi.
Malgrate è legata all'acqua da sempre: già nel Trecento, prima del ponte Azzone Visconti, aveva un porto che collegava le due sponde, e negli anni Venti del Novecento c'era ancora un traghetto di barche, finché negli anni Cinquanta arrivò il ponte Kennedy. Il lungolago di oggi nasce da un progetto avviato nel 2009: una riva ridisegnata come parco lineare, con piani che scendono a gradini dalla strada all'acqua, un percorso pedonale continuo e le fontane, aperto dal 2013 come un grande giardino. Da lì si vede Lecco con il campanile di San Nicolò, il Matitone, fra il Resegone e il San Martino che si specchiano nel lago.
Dopo la peste del 1630, quella a cui Manzoni dedica due capitoli dei Promessi Sposi, nel territorio di Lecco si alzarono molte cappelle in memoria dei morti. Quella di via Agudio a Malgrate, del Seicento, è una delle pochissime ancora in piedi ed è l'ultima tappa dell'Itinerario manzoniano. È una piccola cappella di pietra sulla strada, detta anche dei morti alla Crocetta: dietro la grata si vedono ancora le ossa e i teschi raccolti all'interno.
Cosa c'è attorno, e a che distanza.
© OpenStreetMap contributors · ODbL
Tempi tipici porta a porta.