La Foresta Regionale dei Corni di Canzo, gestita da ERSAF per la Regione Lombardia, si estende per 450 ettari nel comune di Canzo, con una piccola parte a Valbrona, dalla testata della Val Ravella fino in cima al Corno Occidentale; a nord la chiude il massiccio calcareo dei Corni, a sud la dorsale del Sasso Malascarpa e del Cornizzolo. Le tre cime sono allineate da est a ovest: il Corno Orientale, di 1232 metri, il Centrale, di 1368, e l'Occidentale, il più alto, di 1372. Sono le vette più alte della costiera fra il Lambro e il ramo di Lecco. Da Valmadrera si sale alla frazione Belvedere e alla cappelletta della VARS, poi lungo la Val Boa, nel bosco, fino alla fontana di Sambrosera, a 716 metri. Qui i sentieri si dividono. Il più classico, il numero 7, passa sotto lo strapiombo del Tecc di Port, dove una caverna naturale offre riparo dal maltempo, e risale una valletta sotto la parete del Corno Orientale fino alla bocchetta di Val Puma, in località Moregge, a 1110 metri. L'altro tocca il Corno Rat, a 906 metri, risale la Val Gatton fra faggi e castagni fino all'Acqua del Fò, una sorgente all'ombra di un grande faggio, e a tornanti raggiunge la Bocchetta di Luera, a 1221 metri, fra il Corno Centrale e l'Orientale. Entrambi arrivano all'Alpe di Pianezzo, al Rifugio SEV, a 1225 metri: lo costruirono a partire dal maggio 1960 i volontari della Società Escursionisti Valmadreresi, portando il materiale a dorso di mulo, e fu inaugurato il 13 settembre 1964. Dal rifugio si sale alle tre vette.