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Ramo di Lecco

Valmadrera

La baia di Parè, il Centro Culturale Fatebenefratelli e i sentieri per San Tomaso e il Moregallo.

Ideale per
La riva di Parè, camminate a ogni livello, una base in treno vicino a Lecco
Tempo necessario
Mezza giornata fra Parè e il centro; una giornata con San Tomaso o il Moregallo
Stagione migliore
Primavera e autunno per i sentieri, l'estate per il lago
Da vedere
La Piana di San Tomaso, sopra il paese
Come arrivare
Treno fino alla stazione di Valmadrera; autobus C140 da Lecco o da Como; battello Lecco–Bellagio a Parè
Il porticciolo di Parè a Valmadrera: le barche al pontile galleggiante, le case sulla riva e il monte boscoso, con le nuvole basse sulle montagne di fronte.Ysogo · CC BY-SA 4.0
  • Kaitu · CC BY 4.0
  • Mario Falcetti · CC BY 4.0

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Il porticciolo di Parè a Valmadrera: le barche al pontile galleggiante, le case sulla riva e il monte boscoso, con le nuvole basse sulle montagne di fronte.

Ysogo · CC BY-SA 4.0

Il posto

Valmadrera è una cittadina stretta fra il lago e le montagne. Dal Settecento vi si lavorarono il ferro e la seta, con le fornaci e i pascoli intorno, e di quelle attività restano ancora oggi le tracce.

A nord del centro, ai piedi del monte Moregallo, c'è la Baia di Parè con il suo porticciolo, attraversata dall'ultimo tratto del Rio Torto prima che entri nel lago; da lì parte il battello di linea Lecco–Bellagio. In paese stanno il santuario di San Martino con gli affreschi del Rinascimento e una Madonna del Latte tardogotica, la parrocchiale di Sant'Antonio Abate con un campanile di 87,5 metri, e il Centro Culturale Fatebenefratelli, con l'Orto Botanico «Riccardo Villa». Sopra, i sentieri vanno dalla Piana di San Tomaso, una terrazza naturale sui laghi e sulla Brianza, fino alla vetta del Moregallo.

Valmadrera è una cittadina stretta fra il lago e le montagne. Dal Settecento vi si lavorarono il ferro e la seta, con le fornaci e i pascoli intorno, e di quelle attività restano ancora oggi le tracce.

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A nord del centro, ai piedi del monte Moregallo, c'è la Baia di Parè con il suo porticciolo, attraversata dall'ultimo tratto del Rio Torto prima che entri nel lago; da lì parte il battello di linea Lecco–Bellagio. In paese stanno il santuario di San Martino con gli affreschi del Rinascimento e una Madonna del Latte tardogotica, la parrocchiale di Sant'Antonio Abate con un campanile di 87,5 metri, e il Centro Culturale Fatebenefratelli, con l'Orto Botanico «Riccardo Villa». Sopra, i sentieri vanno dalla Piana di San Tomaso, una terrazza naturale sui laghi e sulla Brianza, fino alla vetta del Moregallo.

La baia di Parè

Parè è la parte di Valmadrera sul lago, a nord del centro, ai piedi del Moregallo. Ci sono le passeggiate lungo la riva, il Parco della Rocca con il suo promontorio panoramico e i circoli nautici del porticciolo, con i corsi di vela, windsurf e kayak. Vicino al molo e alla cappelletta della Madonna, poco lontano dalla chiesa di Parè, restano gli antichi lavatoi, con una fonte a cui la tradizione del posto attribuisce poteri di guarigione. Davanti alla baia c'è un grande prato ad accesso libero.

Dal pontile di Parè passa il battello di linea fra Lecco e Bellagio, che collega i paesi affacciati sul ramo di Lecco. Gli orari sono quelli di Navigazione Laghi e cambiano con la stagione.

La storia

Valmadrera era abitata già in epoca romana, ma le notizie certe sui suoi abitanti cominciano dopo il Mille. Nel Medioevo la Vallis Magrera faceva parte della pieve di Garlate, e la difendeva il castello di San Dionigi. Alla fine del Duecento le case formavano piccoli nuclei a San Dionigi, a Caserta, al Ceppo e a San Tomaso. Nel 1296, quando i Milanesi di Matteo Visconti distrussero Lecco, Valmadrera accolse i profughi.

All'inizio del Cinquecento la famiglia Mandelli possedeva una decina di case a Caserta. Verso la metà del secolo crebbe la fortuna dei Bonacina, ricchi mercanti di cuoio, e il centro del paese si spostò intorno all'oratorio di Sant'Antonio: nel 1566 san Carlo Borromeo vi trasferì la parrocchia da San Martino. Per tutto il Seicento le famiglie più importanti furono i Bonacina e i Mandelli. Sant'Antonio abate è il patrono del paese, e la sua festa è il 17 gennaio.

Il paese e i Fatebenefratelli

Nel centro c'è la parrocchiale di Sant'Antonio Abate, con un campanile alto 87,5 metri, croce compresa, fra i più alti d'Italia. Accanto c'è il complesso che alla fine del Seicento i Mandelli lasciarono in eredità ai frati dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, i Fatebenefratelli. I frati vi fondarono un ospizio per i malati e un piccolo laboratorio farmaceutico con il suo Giardino dei Semplici, dove coltivavano le piante medicinali per i pazienti; da lì è nato l'Orto Botanico «Riccardo Villa», con erbe officinali, aromatiche e medicinali ed esemplari della flora locale protetta.

Il santuario di San Martino, la prima parrocchiale del paese, conserva affreschi del Rinascimento e una Madonna del Latte tardogotica. Villa Gavazzi ha un viale di tigli, una cappella privata, un parco con la serra e, sul retro, la vecchia filanda, costruita lì per tenere insieme la casa padronale e il lavoro della seta.

La seta e Villa Gavazzi

Nel Settecento l'allevamento dei bachi da seta si diffuse in tutte le famiglie contadine, e verso la metà del secolo sulle rogge del Rio Torto sorsero tre mulini da seta. Con i Gavazzi, dalla fine del secolo, Valmadrera passò dall'artigianato all'industria. Alcuni anni dopo la Seconda guerra mondiale chiusero le ultime filande e poi i filatoi: la seta si era lavorata in paese per più di due secoli.

Nel 1817 i fratelli Gavazzi comprarono il palazzo che era stato dei Bonacina e poi degli Orrigoni, che nel Settecento lo avevano ingrandito con un'ala a U. Fra il 1817 e il 1820 l'architetto lecchese Giuseppe Bovara lo ristrutturò e aprì il viale d'accesso; fra il 1820 e il 1840 i Gavazzi fecero realizzare il parco romantico. Nel 1834 la cappella di San Gaetano fu ricostruita come un tempietto rotondo neoclassico, con la cupola a lanterna. La villa e il parco sono privati.

A piedi dal paese

Una salita con le cappelle settecentesche della Via Crucis porta al santuario di San Martino, dove la seconda domenica di ottobre si festeggia la Madonna di San Martino. Dal santuario il sentiero 5 sale al Sass Negher, un masso erratico annerito dal tempo sulle pendici del Corno Birone. Alla Piana di San Tomaso, a 580 metri, si arriva per una mulattiera di circa tre chilometri, con 350 metri di dislivello.

Il Sentiero delle Vasche risale la forra del torrente Inferno e passa accanto ai resti delle dighe che portavano l'acqua a una filanda scomparsa. Dalla frazione Belvedere si sale alla fontana di Sambrosera, a 716 metri. Di lì i sentieri salgono al Rifugio SEV, a 1225 metri, che i volontari della Società Escursionisti Valmadreresi costruirono fra il 1960 e il 1964. Un percorso impegnativo porta invece alla vetta del Moregallo, a 1276 metri, con la croce e una piccola statua della Madonna.

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Prima di andare

Come si arriva a Valmadrera?

In treno: la stazione di Valmadrera, di RFI, sta sulla linea che da Lecco va verso Molteno e Como, a pochi minuti da Lecco. In autobus: la linea C140 di ASF Autolinee, Como–Erba–Lecco, ha diverse fermate in paese, compresa quella della stazione. In battello: il battello di linea Lecco–Bellagio di Navigazione Laghi ferma a Parè, e i suoi orari cambiano con la stagione. Da Malgrate e dal lungolago di Lecco si arriva anche a piedi.

Dove si cammina a Valmadrera?

Ci sono percorsi per ogni livello. La Piana di San Tomaso, una terrazza naturale sui laghi e sulla Brianza, si raggiunge con una passeggiata facile; lungo i sentieri si incontrano i massi erratici portati dai ghiacciai, come il Sasso di Preguda con la sua cappella dell'Ottocento. Più su gli escursionisti esperti proseguono per la ferrata del Corno Rat, il Rifugio SEV a Pianezzo o i Corni di Canzo; il Sentiero delle Vasche attraversa la forra del torrente Inferno fra pozze, cascate e guadi, e la vetta del Moregallo, la montagna simbolo del paese, si raggiunge con un itinerario impegnativo.

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