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Triangolo

Magreglio

Il paese del Ghisallo: la cappella e il museo delle biciclette stanno qui.

Ideale per
Ciclismo, storia dello sport, panorami sul Triangolo
Tempo necessario
Due ore, museo compreso; mezza giornata se salite in bici
Stagione migliore
Aprile–ottobre; in ottobre passa il Giro di Lombardia
Da vedere
Le biciclette appese dentro la cappella
Come arrivare
In bici da Bellagio; autobus C136 Bellagio–Civenna–Asso; auto
Il santuario della Madonna del Ghisallo sotto il grande albero, al tramonto.Deensel · CC BY 2.0
  • Zairon · CC BY-SA 4.0
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Il santuario della Madonna del Ghisallo sotto il grande albero, al tramonto.

Deensel · CC BY 2.0

Il posto

Il valico del Ghisallo, a 754 metri, è in comune di Magreglio. Dalla piazza di Bellagio la salita è di circa dieci chilometri e cinquecentocinquanta metri di dislivello, con rampe attorno al 14%.

In cima c'è il santuario della Madonna del Ghisallo, che Pio XII proclamò patrona dei ciclisti nel 1949: dentro sono appese biciclette e maglie lasciate dai campioni, e accanto sta il Museo del Ciclismo.

Il valico del Ghisallo, a 754 metri, è in comune di Magreglio. Dalla piazza di Bellagio la salita è di circa dieci chilometri e cinquecentocinquanta metri di dislivello, con rampe attorno al 14%.

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In cima c'è il santuario della Madonna del Ghisallo, che Pio XII proclamò patrona dei ciclisti nel 1949: dentro sono appese biciclette e maglie lasciate dai campioni, e accanto sta il Museo del Ciclismo.

Il santuario dei ciclisti

Il santuario della Madonna del Ghisallo sta sul valico, a 754 metri, a meno di un chilometro dal paese. La chiesa fu costruita nel 1623 al posto di una più antica, di cui resta il campanile; il portico a tre arcate fu aggiunto nel 1681.

Nel 1947 il parroco di Magreglio, don Ermelindo Viganò, chiese che la Madonna del Ghisallo diventasse patrona dei ciclisti, e nel 1949 Pio XII la proclamò tale. Una fiaccola di bronzo benedetta dal papa arrivò al santuario con una staffetta di ciclisti; gli ultimi a portarla furono Fausto Coppi e Gino Bartali.

La cappella è piccola e a ingresso libero. Dalla metà del Novecento i ciclisti vi lasciano come ex voto biciclette, maglie, fotografie e targhe: le biciclette sono appese al soffitto e alle pareti. Fra queste c'è l'ultima bicicletta usata da Fabio Casartelli, morto in una caduta al Tour de France del 1995.

Il museo e la salita

Quando i cimeli non trovarono più posto nella cappella, a una ventina di metri fu costruito il Museo del Ciclismo, inaugurato nel 2006. È un museo con biglietto d'ingresso, che ordina la collezione e racconta la storia del ciclismo; cappella e museo si visitano di seguito in un'ora e mezza. Sul piazzale ci sono i busti di Gino Bartali e Fausto Coppi e il monumento al ciclista dello scultore Elio Ponti, del 1973: due corridori, uno che esulta per la vittoria e uno sconfitto.

Dalla piazza di Bellagio, sul lago, la salita è lunga circa dieci chilometri, con 550 metri di dislivello e rampe attorno al 14% nel primo tratto, nel bosco. Il Giro di Lombardia la percorre per tradizione, e quando i primi corridori arrivano al valico suonano le campane del santuario, un'usanza nata con don Viganò. Il giorno della corsa la strada è chiusa: se salite in quel periodo, informatevi prima sugli orari.

La storia del paese

Il nome viene probabilmente dal latino «ager magris», pascoli aridi. Lungo l'antica strada dei Vitt, al Bus de la Stria, sono stati trovati resti del Neolitico e dell'età del ferro. Il primo documento su Magreglio è del 1135: è una causa fra gli abitanti e l'abate del monastero di Sant'Ambrogio di Milano per il passaggio verso Bellagio.

Il paese era legato a Barni, di cui fu forse in origine l'alpeggio, e ne dipese come parrocchia fino al 1613, quando l'arcivescovo Federico Borromeo ne fece una parrocchia a sé, nella pieve di Asso. Per secoli Magreglio visse di agricoltura e di allevamento, e vi si fabbricavano ombrelli e setacci. Nel 1927 diventò una frazione di Civenna, e tornò comune autonomo nel 1950. I primi villeggianti milanesi arrivarono all'inizio del Novecento, e dagli anni Cinquanta il turismo divenne una parte importante dell'economia del paese.

Il borgo e Santa Marta

Sulla piazza del paese, la parrocchiale di Santa Marta fu costruita fra il 1570 e il 1613 al posto dell'oratorio del Santissimo Salvatore. Il coro fu aggiunto nel 1891 e il campanile fu alzato nel 1958. Sull'altare maggiore ci sono un paliotto d'argento e un tabernacolo di bronzo cesellati da Eugenio Bellosio. Santa Marta, patrona del paese, si festeggia il 29 luglio; l'ultima domenica di luglio c'è una fiera sul piazzale della chiesa.

Sulla stessa piazza sta Casa Begni, del Cinquecento. Nel vecchio nucleo si vedono diversi portali antichi, Ca' Mojana, un monastero del Cinquecento, e Ca' del Tay, con le sue lobbie, cioè le logge. Salendo verso i castagneti, al margine del giardino di una villa, c'è un masso avello, una tomba scavata in un masso, usato come vasca.

La sorgente del Lambro e i monti

Dal paese, in mezz'ora a piedi fra i castagneti e risalendo il Lambro, si arriva alla Menaresta, a 942 metri, nella zona di Piano Rancio. È la sorgente del fiume: un sifone naturale nella roccia da cui l'acqua sgorga in un ciclo di circa otto minuti. Salendo il ripido pendio di fronte alla sorgente, dietro una roccia, si entra nel Bocc de Pegur, una serie di grotte comunicanti con stalagmiti. Il Lambro corre poi per 130 chilometri attraverso la Brianza, Monza e Milano, fino al Po.

Dal Belvedere Romeo, sul piazzale del santuario, si vedono la Grigna, il ramo di Lecco e l'alto lago. Dal Ghisallo una strada sale a Piano Rancio, da cui parte la via più breve per il Monte San Primo: circa cinque chilometri con 700 metri di dislivello fino ai 1.682 metri della cima più alta del Triangolo Lariano.

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Prima di andare

Quanto è dura la salita al Ghisallo in bici?

Da Bellagio sono circa dieci chilometri e cinquecentocinquanta metri di dislivello: i primi tre e gli ultimi due sono i più duri, con rampe attorno al 14%, e il tratto in mezzo è più facile. Un'ora per un ciclista allenato, il doppio per chi va con calma.

Che cosa ospitano il museo e la cappella del Ghisallo?

La cappella della Madonna del Ghisallo conserva biciclette e maglie dei campioni. Accanto, il Museo del Ciclismo racconta la storia delle corse con biciclette, maglie, medaglie e cimeli.

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