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Colico

Riserva del Pian di Spagna

Durata della visita
1 h 30 – 4 h
Prenotazione
Non necessaria
Area
Alto Lago
Il lago di Mezzola immobile d'inverno, con i canneti secchi sulla riva e le montagne innevate che si specchiano nell'acqua.Voxblack · CC BY-SA 4.0
  • Emibuzz · CC BY-SA 4.0
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Il lago di Mezzola immobile d'inverno, con i canneti secchi sulla riva e le montagne innevate che si specchiano nell'acqua.

Voxblack · CC BY-SA 4.0

Perché andarci

La Riserva naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola occupa la pianura alluvionale che separa il Lago di Como dal Lago di Mezzola, formata dai depositi dell'Adda e della Mera.

È una zona umida di canneti, stagni e canali, con ampi campi coltivati, fra le province di Como e di Sondrio. Dal 1976 è nella lista della Convenzione di Ramsar delle zone umide d'importanza internazionale, e nel 1985 è stata istituita riserva naturale regionale. Vi nidificano e vi passano l'inverno molte specie di uccelli acquatici, vi fanno il nido i rapaci e in primavera e in autunno vi sostano gli uccelli migratori. La piana prende il nome dal dominio spagnolo: nel Seicento qui passava il confine fra il Ducato di Milano e i Grigioni, sorvegliato dal Forte di Fuentes.

  • Percorsi in piano, anche in bicicletta.
  • Canneti e stagni alla foce dell'Adda, con i capanni per osservare gli uccelli.

Cosa vedere

  • Il Lago di Mezzola
  • La ciclabile che attraversa la piana

Come arrivare

  • Da Colico in bicicletta o in auto, pochi minuti.
  • Tre giri ad anello percorrono la piana. Il giro A, cinque chilometri e due ore, parte dal parcheggio del Ponte del Passo e segue la Mera fino al bosco del Boschetto, dove fino al Quattrocento sorgeva il borgo di Olonio, porto sul lago e capo di una pieve, oggi sepolto sotto i detriti dell'Adda e della Mera. Il giro B, 5,3 chilometri e due ore, parte dal passaggio a livello vicino al ponte sull'Adda e segue il canale scavato dagli austriaci nell'Ottocento fino all'osservatorio davanti a uno stagno con aironi, svassi e martin pescatori. Il giro C, sei chilometri e due ore e mezza, parte dall'area picnic sui resti del vecchio Ponte del Passo, del 1880, e attraversa i campi di via Baletrone fino alla Cascina della Poncetta, centro didattico e di inanellamento della riserva, e al canneto. La foce dell'Adda e il canneto si visitano solo con un accompagnatore.
La piana fra i due laghi, vista dalla montagna.Afrox · CC BY-SA 4.0

Accessibilità

  • Il percorso dal Trivio di Fuentes alla foce dell'Adda è una strada sterrata in piano, larga circa tre metri, con il fondo di terra battuta segnato da sconnessioni e avvallamenti. A metà c'è una passerella di legno in piano per osservare gli uccelli; lungo il percorso non ci sono bagni.
  • Verso il punto panoramico del Sasso di Dascio la strada è in piano solo nel primo tratto, poi ha varie pendenze. Il sentiero corre prima su asfalto e poi su un fondo di pietra a tratti sconnesso; al belvedere non ci sono bagni.
  • La sede della riserva, a Sorico, ha all'ingresso un gradino di sei centimetri, un ascensore fra il piano terra e il primo piano e un bagno per persone con disabilità a ogni piano.

Sulla mappa

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© OpenStreetMap contributors · ODbL

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