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Alto Lago

Sorico

L'ultimo paese del lago, dove la Mera entra nel Lario: il borgo delle Tre Pievi sotto San Miro, con Dascio sull'acqua e la riserva del Pian di Spagna.

Ideale per
Mulattiere e belvedere dell'alto lago, la riserva naturale, partenze a piedi
Tempo necessario
Mezza giornata per il paese e San Miro; una giornata con il Pian di Spagna o il Berlinghera
Stagione migliore
Primavera e autunno per camminare, l'estate per l'acqua
Da vedere
La salita a San Miro, sopra il paese
Come arrivare
Autobus C110 da Colico o da Menaggio; in bici o a piedi da Domaso sulla ciclopedonale
Sorico visto da San Miro: le case del paese sulla riva, il lungolago e, verso sud, l'alto lago fra le montagne.Superpainik StudioThe original uploader was Ominotondo at Italian Wikipedia · CC BY 3.0
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  • Ottantafame · CC BY-SA 4.0

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Sorico visto da San Miro: le case del paese sulla riva, il lungolago e, verso sud, l'alto lago fra le montagne.

Superpainik StudioThe original uploader was Ominotondo at Italian Wikipedia · CC BY 3.0

Il posto

Sorico è il comune all'estremità settentrionale del lago: va dalla foce della Mera fino al lago di Mezzola, con le frazioni di Albonico, Bugiallo e Dascio, l'antico borgo di pescatori.

Il paese fu fondato nel 1432, dopo che la Mera aveva distrutto per l'ennesima volta Olonio, il borgo di origine romana del Pian di Spagna; con Gravedona e Dongo formò le Tre Pievi, che dal XII al XVI secolo controllarono il primo tratto del lago, e dal Cinquecento alla fine del Settecento fu il confine fra i Grigioni e il Ducato di Milano, un avamposto militare e un passaggio dei commerci verso il nord Europa. Fra le sue chiese ci sono la parrocchiale di Santo Stefano, del Quattrocento, con il suo campanile, e la chiesetta di San Miro, che guarda il borgo dall'alto; da Dascio si va a piedi al tempietto di San Fedelino. Sopra il paese c'è il Monte Berlinghera, 1930 metri, al confine con la provincia di Sondrio, e la Riserva naturale del Pian di Spagna e Lago di Mezzola sta in gran parte nel comune di Sorico.

Sorico è il comune all'estremità settentrionale del lago: va dalla foce della Mera fino al lago di Mezzola, con le frazioni di Albonico, Bugiallo e Dascio, l'antico borgo di pescatori.

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Il paese fu fondato nel 1432, dopo che la Mera aveva distrutto per l'ennesima volta Olonio, il borgo di origine romana del Pian di Spagna; con Gravedona e Dongo formò le Tre Pievi, che dal XII al XVI secolo controllarono il primo tratto del lago, e dal Cinquecento alla fine del Settecento fu il confine fra i Grigioni e il Ducato di Milano, un avamposto militare e un passaggio dei commerci verso il nord Europa. Fra le sue chiese ci sono la parrocchiale di Santo Stefano, del Quattrocento, con il suo campanile, e la chiesetta di San Miro, che guarda il borgo dall'alto; da Dascio si va a piedi al tempietto di San Fedelino. Sopra il paese c'è il Monte Berlinghera, 1930 metri, al confine con la provincia di Sondrio, e la Riserva naturale del Pian di Spagna e Lago di Mezzola sta in gran parte nel comune di Sorico.

Il paese del confine

Sorico non è antico come i paesi vicini: fu fondato nel 1432, dopo che la Mera aveva distrutto per l'ennesima volta Olonio, nel Pian di Spagna. La parrocchiale di Santo Stefano fu costruita nel 1443 al posto della parrocchia di Olonio e rifatta all'inizio del Settecento dalla famiglia Giulini; sta davanti a piazza Cesare Battisti, dove c'è il municipio e da dove parte il sentiero per San Miro.

Per quasi tre secoli, dal Cinquecento alla fine del Settecento, qui passava il confine fra i Grigioni e il Ducato di Milano. Ne resta, lungo il torrente San Miro, una torretta diroccata delle antiche vedette. La strada lastricata che dal paese va verso la foce della Mera, oltre il vecchio lavatoio, è anche pista ciclabile: porta dove il fiume entra nel lago, con il Legnone di fronte e un viale di faggi che in autunno si fa rosso aranciato.

La storia

Nel 1455 una bolla di papa Callisto III confermò il passaggio da Olonio a Santo Stefano dei titoli di parrocchia, di arcipretura e di pieve. Nel 1701 i conti Giulini ottennero il patronato sulla parrocchiale, e nei primi decenni del Settecento costruirono a Sorico il loro palazzo. La notte del 1° settembre 1755 una piena del torrente Sorico lo seppellì in parte sotto i detriti. Nel 1783 il torrente fu deviato nel letto attuale; del palazzo restano i ruderi.

Durante la Prima guerra mondiale Sorico tornò a essere un punto militare: a Brentalone, sul Berlinghera, furono scavati nella roccia osservatori e polveriere, raggiunti dalla strada militare che sale da Albonico. Alla fine della Seconda guerra mondiale sulla stessa montagna aveva la sua base il distaccamento «Puecher» della 52ª Brigata Garibaldi, la brigata partigiana che il 27 aprile 1945 arrestò Mussolini a Dongo.

Il lavoro e le tradizioni

Nel 1520 una piena spostò la foce dell'Adda, che fino ad allora sfociava nel lago di Mezzola, e il Pian di Spagna diventò una palude malarica. Gli abitanti si trasferirono sui pendii e coltivarono i terrazzamenti sorretti da muri a secco. D'estate salivano con il bestiame agli alpeggi dell'alta Valchiavenna, un'usanza durata fino agli anni Cinquanta del Novecento. Nell'Ottocento, sotto il governo austriaco, il corso dell'Adda fu rettificato e la piana tornò poco alla volta coltivabile.

Sulla Mera e nei canali della piana si usava il quatrass, una barca a fondo piatto fatta con quattro assi di castagno, per pescare e per trasportare bestiame, fieno e blocchi di granito. Nel 1905, a Piazzo, sul torrente Sorico entrò in funzione una centrale idroelettrica. Ogni anno, il 1° e il 2 novembre, il centro del paese ospita la Fiera dei Morti, con le bancarelle e l'area del bestiame.

Le chiese delle frazioni

A Bugiallo, sulla strada per il Berlinghera, la chiesa di San Giovanni Battista sta poco fuori dal paese. Nel 1456 era già un oratorio; fu ingrandita a metà del Cinquecento e consacrata nel 1599 dal vescovo di Como Filippo Archinti. Il campanile, cominciato nel 1637, sta davanti alla facciata, e dietro il presbiterio c'è una piccola cappella ossario dipinta a metà del Settecento.

Ad Albonico, la frazione più a nord della provincia di Como, la chiesa di San Sebastiano fu costruita fra il 1767 e il 1779 e decorata nel 1893 dai fratelli Tagliaferri di Pagnona. A Dascio la prima chiesa di San Biagio esisteva già a metà del Quattrocento e fu distrutta nel 1636 per ordine del conte Giovanni Serbelloni. La chiesa attuale, con la facciata neoclassica, fu costruita fra il 1900 e il 1908.

La Mera, Dascio e i sentieri

A nord del paese la Mera esce dal lago di Mezzola, e fra i due laghi si allarga il Pian di Spagna. La riserva naturale che li protegge, per la ricchezza delle piante e degli animali, sta in gran parte nel comune di Sorico. Un anello di nove chilometri e mezzo, «Un balcone sul Pian di Spagna», sale sulle orme di San Miro fino al Sasso di Dascio, il belvedere sulla riserva e sul lago di Mezzola, e torna lungo la Mera.

Dascio è il vecchio borgo di pescatori sull'acqua. Da lì un sentiero di sei chilometri segue l'antica Via Regina intorno al monte Peschiera, fra vecchie cave di granito, fino al tempietto romanico di San Fedelino sulla Mera. Da Sorico partono anche le mulattiere dell'antica pieve verso Bugiallo e Montemezzo, e da San Bartolomeo si sale al Monte Berlinghera; la Via dei Monti Lariani, che da Cernobbio corre a mezza costa sopra la sponda occidentale, arriva qui dopo 125 chilometri.

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Prima di andare

Come si arriva a Sorico?

Con l'autobus C110 di ASF Autolinee, la linea della sponda occidentale fra Como, Menaggio e Colico: dalla stazione di Colico ci vogliono una decina di minuti, e in paese ferma in piazza Cesare Battisti e lungo la statale Regina. I battelli di linea non arrivano fin qui: i pontili più vicini sono quelli di Domaso e di Colico. Da Domaso si arriva anche in bicicletta o a piedi, sulla ciclopedonale lungo il lago e la Mera.

Come si sale a San Miro?

A piedi, da piazza Cesare Battisti, con un giro di tre chilometri e 160 metri di dislivello: oltre la statale e il ponte sul torrente San Miro si sale per l'acciottolato dell'Antica Regina e una mulattiera nel bosco, accanto alla grotta dove l'eremita Miro morì nel 1381 e alla cappelletta della fonte, fino alla chiesa romanica. La salita non è adatta a chi ha mobilità ridotta.

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