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Paolo Schiavocampo. Vedere lo spazio e misurare il vuoto
Più di settanta sculture, dipinti e disegni di Paolo Schiavocampo a Palazzo delle Paure, in autunno.
Ramo di Lecco
I due rioni sulle prime alture di Lecco in cui la tradizione e gli studiosi riconoscono il paese dei Promessi sposi: il tabernacolo dei bravi, le due case di Lucia, la chiesa di don Abbondio e il poggio del palazzotto di don Rodrigo.
La tradizione riconosce il paese di Renzo e Lucia in due rioni di Lecco, Acquate e Olate, che si incontrano percorrendo l'itinerario manzoniano.
Per lungo tempo l'onore toccò ad Acquate, il rione agricolo fra i torrenti Caldone e Bione che domina il centro e il lago: qui, a un incrocio di viuzze, la tradizione mette l'incontro fra don Abbondio e i bravi di don Rodrigo che apre il romanzo, la sera del 7 novembre 1628, e in via Lucia la casa tradizionalmente detta di Lucia, dal cui cortile si vede la collina del palazzotto. Gli studiosi della topografia manzoniana, come già l'abate lecchese Antonio Stoppani, riconoscono invece in Olate, il piccolo rione vicino, il paese natale dei due promessi: lì ci sono la presunta casa di Lucia, «la casa sulla via principale che porta alla chiesa», e la chiesa dei Santi Vitale e Valeria, dove don Abbondio li sposa nel trentottesimo capitolo. Sopra, sul promontorio dello Zucco, sorgeva la villa identificata con il palazzotto di don Rodrigo: costruita alla fine del Cinquecento dagli Arrigoni, famiglia rivale dei Manzoni, passò ai conti Salazar e fu abbattuta nel 1937, quando al suo posto sorse Villa Guzzi, dell'architetto razionalista Mario Cereghini.
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Più di settanta sculture, dipinti e disegni di Paolo Schiavocampo a Palazzo delle Paure, in autunno.
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Bancarelle di alimentari, abbigliamento e articoli vari nel centro di Lecco.
25nov
Casette di legno in piazza XX Settembre e Cermenati, fino all'Epifania.