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Ramo di Lecco

Acquate e Olate, il paese di Renzo e Lucia

I due rioni sulle prime alture di Lecco in cui la tradizione e gli studiosi riconoscono il paese dei Promessi sposi: il tabernacolo dei bravi, le due case di Lucia, la chiesa di don Abbondio e il poggio del palazzotto di don Rodrigo.

Durata
1 h 30 – 2 h 30
Impegno
Facile
Accesso
Libero
Senza auto
Sì
Con bambini
Poco adatto
Il vecchio portone di legno ad arco nel muro di pietra della presunta casa di Lucia, fra una casa rosa e una gialla.Pietroemarco · CC BY-SA 4.0
  • Kaitu · CC0
  • Kaitu · CC0
  • Francesco Gonin (1808-1889) · Public domain

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Il vecchio portone di legno ad arco nel muro di pietra della presunta casa di Lucia, fra una casa rosa e una gialla.

Pietroemarco · CC BY-SA 4.0

Come funziona

La tradizione riconosce il paese di Renzo e Lucia in due rioni di Lecco, Acquate e Olate, che si incontrano percorrendo l'itinerario manzoniano.

Per lungo tempo l'onore toccò ad Acquate, il rione agricolo fra i torrenti Caldone e Bione che domina il centro e il lago: qui, a un incrocio di viuzze, la tradizione mette l'incontro fra don Abbondio e i bravi di don Rodrigo che apre il romanzo, la sera del 7 novembre 1628, e in via Lucia la casa tradizionalmente detta di Lucia, dal cui cortile si vede la collina del palazzotto. Gli studiosi della topografia manzoniana, come già l'abate lecchese Antonio Stoppani, riconoscono invece in Olate, il piccolo rione vicino, il paese natale dei due promessi: lì ci sono la presunta casa di Lucia, «la casa sulla via principale che porta alla chiesa», e la chiesa dei Santi Vitale e Valeria, dove don Abbondio li sposa nel trentottesimo capitolo. Sopra, sul promontorio dello Zucco, sorgeva la villa identificata con il palazzotto di don Rodrigo: costruita alla fine del Cinquecento dagli Arrigoni, famiglia rivale dei Manzoni, passò ai conti Salazar e fu abbattuta nel 1937, quando al suo posto sorse Villa Guzzi, dell'architetto razionalista Mario Cereghini.

  1. Ad Acquate: la chiesa di San Giorgio in cima alla salita dei Bravi, il tabernacolo dei bravi ricostruito con la targa che cita il primo capitolo e la casa tradizionale di Lucia in via Lucia; poi si sale fino al sagrato del santuario della Madonna di Lourdes, con il panorama sulla città e sul lago.
  2. A Olate: la presunta casa di Lucia in via Caldone, privata e non visitabile, con sul portone i resti di un'Annunciazione del Cinquecento; e la chiesa dei Santi Vitale e Valeria, ricostruita nel 1767 e rimaneggiata nel 1934, che dell'epoca del romanzo conserva solo il campanile.
  3. Villa Guzzi, sul poggio dello Zucco al posto del palazzotto, si guarda da Acquate e da Olate; il resto dell'itinerario manzoniano, Pescarenico, il ponte e Villa Manzoni, è giù in città.

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