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Centro Lago

Cremia

Sedici frazioni dal lago ai monti, sulla sponda occidentale dell'Alto Lario: sulla riva San Vito, con un campaniletto romanico leggermente inclinato accanto a quello alto con la cupola, sul pianoro di Vignola la parrocchiale e il municipio, e più su le baite di pietra.

Ideale per
Una chiesa romanica sulla riva, il bagno a San Vito, sentieri a mezza costa fra le frazioni
Tempo necessario
Un'ora fra San Vito e Vignola; mezza giornata a piedi fra le frazioni
Stagione migliore
Dalla primavera all'autunno; d'estate per il lago, in autunno per i sentieri
Da vedere
Il campaniletto romanico di San Vito, accanto a quello con la cupola
Come arrivare
Autobus C110 da Menaggio in una decina di minuti; nessun battello a Cremia
I due campanili di San Vito a Cremia, quello alto con la cupola e quello piccolo romanico, davanti al lago e ai monti dell'altra sponda.Uppa66 · CC BY-SA 4.0
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I due campanili di San Vito a Cremia, quello alto con la cupola e quello piccolo romanico, davanti al lago e ai monti dell'altra sponda.

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Il posto

Cremia è un comune dell'Alto Lario, sulla sponda occidentale, e il suo territorio comprende gran parte del versante orientale del monte Bregagno: sedici frazioni, dalla riva di Prato e di San Vito su fino ai monti.

È un paese di origini antiche, fatto di piccoli borghi legati da vecchie mulattiere. Il castello feudale dei De Castro Cremiae, oggi scomparso, sorgeva probabilmente sul pianoro di Vignola, in vista del castello di Dervio sull'altra sponda. Alla fine del Quattrocento Ludovico il Moro donò il paese a Lucrezia Crivelli, nel 1545 fu dato in feudo al Medeghino e nel 1580 entrò nel feudo delle Tre Pievi del cardinale Tolomeo Gallio. Il nome, attestato dal Duecento, ha un'origine incerta: forse un torrente che si chiamava così, forse il latino «cremium», la legna fine e secca per accendere il fuoco.

Cremia è un comune dell'Alto Lario, sulla sponda occidentale, e il suo territorio comprende gran parte del versante orientale del monte Bregagno: sedici frazioni, dalla riva di Prato e di San Vito su fino ai monti.

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È un paese di origini antiche, fatto di piccoli borghi legati da vecchie mulattiere. Il castello feudale dei De Castro Cremiae, oggi scomparso, sorgeva probabilmente sul pianoro di Vignola, in vista del castello di Dervio sull'altra sponda. Alla fine del Quattrocento Ludovico il Moro donò il paese a Lucrezia Crivelli, nel 1545 fu dato in feudo al Medeghino e nel 1580 entrò nel feudo delle Tre Pievi del cardinale Tolomeo Gallio. Il nome, attestato dal Duecento, ha un'origine incerta: forse un torrente che si chiamava così, forse il latino «cremium», la legna fine e secca per accendere il fuoco.

San Vito, sulla riva

In riva al lago c'è la frazione di San Vito, con la ciminiera di una filanda dell'Ottocento e la chiesa dei Santi Vito e Modesto, parrocchiale fino al 1551 e fra le più antiche della sponda occidentale: lungo il suo fianco sono venuti alla luce frammenti di vasi e di utensili di età romana, forse di una necropoli. Nata romanica e rimaneggiata nel Quattrocento, conserva di quel primo tempo un campaniletto leggermente inclinato, dell'XI secolo, con bifore e archetti, e una parete con archetti pensili e lesene; fra il Cinque e il Seicento le fu affiancato un secondo campanile, più alto, con la cupola.

Dentro, pilastri tozzi reggono gli archi acuti della navata centrale, e le volte a crociera hanno nervature quattrocentesche; delle navate laterali, più basse, quella di sinistra è murata per quasi tutta la lunghezza. Nel presbiterio, chiuso da una cancellata di ferro battuto, una Madonna in trono fra i santi Sebastiano e Rocco è affrescata e firmata nel 1499 da Battista da Musso. All'altare a sinistra del presbiterio c'è un'ancona del 1540 di Pietro Martire della Torre: un Crocifisso di legno su un fondo dipinto con la Madonna, San Giovanni e la Maddalena. All'altare della navata destra c'è una Madonna col Bambino su tavola, della fine del Quattrocento o dei primi del Cinquecento, che la tradizione attribuisce al Bergognone. I due altari erano legati alle società degli emigrati di Cremia: l'ancona del 1540 fu fatta fare dalla società di Genova, e una lapide del 1568 ricorda che l'altare della Madonna era della società di Firenze.

Vignola e i monti

Sul pianoro di Vignola, dove forse stava il castello, la piazza della Gloria tiene insieme il municipio e la chiesa di San Michele, parrocchiale dal 1551, nata dal convento delle Umiliate, che non esiste più. Dentro ci sono la pala dell'altare maggiore, che la tradizione attribuisce al Veronese, il polittico quattrocentesco attribuito al Bergognone, venuto da San Vito, e una tela attribuita ai fratelli Campi. Le frazioni sono legate da mulattiere, e un sentiero a mezza costa, un tempo la via principale, attraversa tutto il comune da Vezzedo a Motto.

Più su, nei boschi del Bregagno, ci sono i monti di Cremia, gruppi di baite di pietra sui prati come i Monti di Bracco; a 1115 metri, su una dorsale del monte e a due passi dalla Via dei Monti Lariani, sta la chiesetta di San Domenico, affacciata sul lago. Nei boschi fra la frazione di Vezzedo e il comune vicino sono state trovate incisioni rupestri preistoriche, e le più antiche tracce di una comunità risalgono alla tarda età del bronzo.

La storia del comune

Nel Medioevo Cremia apparteneva alla pieve di Dongo, e vi rimase fino alla fine del Settecento. Negli statuti di Como del 1335 il comune doveva curare un tratto della strada per Mezzola, lungo centotrenta braccia.

Nel 1751 Cremia contava 450 abitanti in quattordici nuclei, da San Vito, sulla riva, fino a Cadreglio e Samaino, in alto. Il feudatario era ancora un Gallio, il duca Carlo Tolomeo Gallio d'Alvito. Ogni anno il consiglio eleggeva due sindaci, due deputati e un cancelliere; il console, eletto anch'egli ogni anno, giurava davanti al podestà del feudatario.

Nel 1807 un decreto del Regno d'Italia napoleonico unì Cremia a Pianello; con la Restaurazione, nel 1816, il comune fu ricostituito. Nel 1978 il polittico attribuito al Bergognone fu rubato dalla chiesa di San Michele: fu ritrovato poco dopo in un cascinale di Alzate Brianza, restaurato e riportato in chiesa nel 1979.

Le filande e gli emigrati

Fra l'Ottocento e il Novecento a Cremia si filavano la seta e la lana, nelle filande di San Vito, di Cantone e di Prato. Nel 1949 il consiglio comunale propose come stemma del paese un fuso d'argento su fondo rosso, per le molte filature di lana e di seta che davano lavoro agli abitanti. A Cantone, sul torrente Quaradella, funziona dal 1901 una piccola centrale idroelettrica.

Già nel Cinquecento molti cremiesi lavoravano lontano, soprattutto a Genova e a Firenze. Gli emigrati si riunivano in società, che pagavano altari e opere per le chiese del paese: nel 1533 quelli di Genova offrirono la vasca del fonte battesimale di San Michele. Battista Pizzetti, un mercante di Cremia che viveva a Vicenza, donò la pala dell'altare maggiore della stessa chiesa.

Le frazioni alte e le feste

Il Motto, all'estremità del comune verso Pianello, è un piccolo nucleo di case di pietra raccolto su un dosso. Ai margini dell'abitato, in posizione dominante, si alza una casaforte di pietra a pianta quadrangolare, forse del Quattrocento, che potrebbe essere quanto resta di un castello del XII secolo; è un'abitazione privata. Più in alto, a Samaino, l'oratorio di San Giovanni Battista fu costruito poco prima del 1637 per volere dell'abate Giovanni Pizzetta, per la gente della parte alta del paese; nel 1973 fu venduto a privati.

La festa patronale è San Michele, il 29 settembre, con la fiera in piazza della Gloria. Sui monti, la prima domenica di agosto, si celebra la festa di San Domenico nella chiesetta a lui dedicata.

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Prima di andare

Come si arriva a Cremia?

In autobus con la C110 di ASF Autolinee, la linea della sponda occidentale Como–Menaggio–Colico, che sulla statale ferma a Cremia Frazione Prato e a Cremia Bivio per il Paese, una decina di minuti dopo Menaggio. I battelli di linea non fermano a Cremia. Più a nord si trova il pontile di Pianello del Lario; verificate gli scali serviti e le corse negli orari di Navigazione Laghi. In auto si arriva per la statale 340 Regina, che corre lungo il lago per Prato e San Vito; dalla statale salgono le strade e le mulattiere per le frazioni più in alto.

Si può fare il bagno a Cremia?

Sulla riva della frazione di San Vito c'è una spiaggia con un punto di balneazione ufficiale, S. Vito: come ogni punto in cui si fa il bagno viene campionato per legge, e la classe della sua acqua è assegnata a fine stagione sui campionamenti ufficiali.

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