
Museo della Fine della Guerra
Il museo di Dongo sugli ultimi giorni di aprile 1945, in Palazzo Manzi, dove Mussolini fu condotto dopo la cattura.
1 h – 1 h 30
Alto Lago
Un lungolago largo, le ferriere di un tempo e il Museo della Fine della Guerra.
Dongo ha una piazza aperta sull'acqua e alle spalle una storia di ferro e officine.
Il suo nome però è legato a un fatto preciso: il 27 aprile 1945 i partigiani della 52ª Brigata Garibaldi fermarono una colonna tedesca in fuga appena oltre Musso e la perquisirono sulla piazza del paese, dove fra i suoi occupanti riconobbero Benito Mussolini. Il Museo della Fine della Guerra, in Palazzo Manzi, ricostruisce quei giorni.
Dongo ha una piazza aperta sull'acqua e alle spalle una storia di ferro e officine.
Il suo nome però è legato a un fatto preciso: il 27 aprile 1945 i partigiani della 52ª Brigata Garibaldi fermarono una colonna tedesca in fuga appena oltre Musso e la perquisirono sulla piazza del paese, dove fra i suoi occupanti riconobbero Benito Mussolini. Il Museo della Fine della Guerra, in Palazzo Manzi, ricostruisce quei giorni.
Il 27 aprile 1945 una colonna tedesca in ritirata verso nord fu fermata da un posto di blocco della 52ª Brigata Garibaldi, appena oltre l'abitato di Musso. Dopo una lunga trattativa i tedeschi ottennero di proseguire, a condizione che i camion fossero ispezionati sulla piazza di Dongo. Qui, nel pomeriggio, il partigiano Giuseppe Negri riconobbe Benito Mussolini, nascosto su un camion con il cappotto e l'elmetto di un soldato tedesco. Mussolini fu portato in municipio, in Palazzo Manzi, e la sera nella caserma della Guardia di Finanza di Germasino. Il giorno dopo fu ucciso a Giulino di Mezzegra, e sul lungolago di Dongo furono fucilati quindici esponenti della Repubblica Sociale.
Il Museo della Fine della Guerra, al piano terra di Palazzo Manzi, racconta in sette sale i giorni fra il 25 e il 28 aprile 1945 e la Resistenza sul lago, con oggetti, documenti, testimonianze e filmati d'epoca.
Palazzo Manzi è l'edificio neoclassico affacciato sulla piazza del lungolago. Lo fecero costruire i fratelli Polti Petazzi fra il 1803 e il 1824, probabilmente su progetto di Carlo Polti. Al primo piano, il piano nobile, c'è la Sala d'Oro: un salone alto due piani, con stucchi, dorature e il Parnaso dipinto sulla volta da Giuseppe Lavelli. Allo stesso piano ci sono la biblioteca storica, che conserva gli arredi originali, e la cappella dell'Immacolata, con l'altare di marmi colorati di Carlo Vitali di Varenna.
Il palazzo passò per eredità a Giuseppina Manzi, che nel 1937 lo donò al Comune: da allora è il municipio. Nell'aprile 1945 la Sala d'Oro fu la camera ardente degli ultimi partigiani caduti a Dongo, e pochi giorni dopo vi furono rinchiusi i gerarchi arrestati. Il museo al piano terra aprì nel 1995 come Museo della Resistenza Comasca e nel 2014, rinnovato, prese il nome attuale.
Dongo sorge allo sbocco del torrente Albano, sulla sponda occidentale dell'alto lago. In età romana vi passava la strada che risaliva il lago verso Chiavenna, più tardi chiamata via Regina. Dal paese la valle dell'Albano sale al passo di San Jorio, un antico valico verso la Svizzera. Nel Medioevo il borgo, fortificato, crebbe attorno al nucleo di Martinico, e Santo Stefano era la chiesa principale della pieve.
Con Gravedona e Sorico, Dongo formava le Tre Pievi, che nel 1335 passarono con Como sotto i Visconti di Milano. Dal 1512 le Tre Pievi furono governate dai Grigioni, che vi rinunciarono nel 1526. Nel 1580 il re di Spagna Filippo II vendette il contado delle Tre Pievi al cardinale Tolomeo Gallio. Lo stemma del comune porta tre croci, in ricordo delle Tre Pievi.
Nelle valli sopra Dongo si estraeva il ferro almeno dal Quattrocento. Nella seconda metà del Settecento la famiglia Rubini rilevò le miniere e verso il 1790 costruì un altoforno a carbone di legna. Nel 1833 i Rubini presero come consulente l'alsaziano Georges Henri Falck, e nel 1863 suo figlio Enrico sposò Irene Rubini. Dopo il 1880 Giulio Rubini e il fratello Aristide lasciarono le miniere, smantellarono l'altoforno e si dedicarono alla laminazione.
Nel 1906 la ferriera entrò nelle Acciaierie e Ferriere Lombarde, la società fondata quell'anno a Milano. Ne fu amministratore delegato Giorgio Enrico Falck, figlio di Enrico e Irene, nato a Dongo nel 1866. Lo stabilimento di Dongo produceva getti di ghisa, profilati e pezzi forgiati. Una frazione si chiama Villaggio Falck. Giulio Rubini, nato a Dongo nel 1844, fu ministro del Tesoro e dei Lavori pubblici, e in paese ha un monumento.
Santo Stefano, la chiesa della pieve, sta sulla riva del lago in fondo a un viale di cipressi. Fu ricostruita fra il 1716 e il 1735 con il pavimento più alto, perché il lago allagava spesso la chiesa precedente. Le absidi della chiesa antica restano nella sacrestia e in una cappella. Le cappelle e il presbiterio furono affrescati nel Settecento da pittori come Giulio Quaglio e Carlo Scotti, e nelle nicchie della navata stanno le statue in stucco di Stefano Salterio.
A Martinico, il nucleo più antico del paese, la chiesa romanica di Santa Maria è dell'XI-XII secolo e conserva affreschi del Trecento e del Quattrocento. Il santuario della Madonna delle Lacrime nacque dalla devozione a un'immagine della Vergine, legata alla tradizione della lacrimazione del 6 settembre 1553. Dentro c'è l'Ultima Cena scolpita in legno da fra Diego Giurati. Sopra il paese, vicino all'Albano, sta la chiesa ottagonale di San Gottardo, del Seicento.

Alto Lago
Piste ciclopedonali quasi in piano fra il Pian di Spagna, il Lago di Mezzola e la Valtellina, con il treno per tornare.
3 h – 7 h27,5 km · +71 m

Alto Lago
Quattro chiese dell'XI e XII secolo in venti chilometri di riva.
3 h – 5 hServe l'autoAccesso libero

Centro Lago
Il mercato settimanale di Como, di Lecco e dei paesi del lago: giorni e piazze.
1 h – 2 h 30Accesso libero

Alto Lago
Dieci chilometri a mezza costa sul fianco del Bregagno, sul Sentiero del Giubileo: da Sant'Eufemia sul Sasso di Musso, per le frazioni di Musso, Pianello e Cremia, fino al borgo di Rezzonico e al suo castello.
3 h 30 – 4 h 30Accesso libero
Quanto ci vuole
Tempi tipici porta a porta con i mezzi pubblici, cambi compresi. Da Milano si conta dalla stazione Centrale.
Ufficio turistico
Infopoint Dongo — Museo della Fine della Guerra
Piazza Paracchini, 22014 Dongo
Dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, nel Museo della Fine della Guerra
Aggiornato: 8 ott 2026 · North Lake Como — Associazione Turismo e Commercio Alto Lago.
Parcheggiare e servizi
2 bagni pubblici15 fontanelle2 farmacie2 bancomat2 colonnine di ricarica1 defibrillatore
Parcheggi e servizi sulla mappa
Entro due chilometri e mezzo dal centro; posti e tariffe dei parcheggi vanno verificati all'arrivo.
È in Palazzo Manzi, sulla piazza. Prima di venire da lontano conviene verificare gli orari con il museo. La visita dura un'ora abbondante ed è pensata anche per chi non conosce quei giorni dell'aprile 1945.
Con l'autobus C110, che da Como impiega circa un'ora e mezza e da Menaggio poco più di venti minuti, o con il battello del servizio ordinario da Menaggio, Bellagio e Varenna. In treno si arriva fino a Colico e poi C110 per mezz'ora.
Aggiornato 26 ottobre 2026
Le montagne intorno al paese nascondono il sole prima del tramonto astronomico: alba e tramonto sono calcolati sull'orizzonte del paese.
Stima per oggi, 1 novembre, al punto di riferimento: primo sole alle 08:15 e ultimo alle 13:28, per un totale di 5 h 14 di sole diretto, su 10 h 06 di giorno.
Oggi il sole se ne va fra le 12:39 e le 14:27, a seconda della via.
Guardare l'ombra arrivare su Dongo, oggi
Vedere da Dongo dove se ne va il sole, in 3D
Il sole in un punto preciso di Dongo: il vostro albergo, una spiaggia, una via
Locali vicino alla riva con posti all'aperto e primo e ultimo orario di sole stimato per oggi, nel punto indicato. In cima quelli con l'ultimo sole più tardi. Nuvole e ombre di edifici, alberi o tende possono cambiare la luce sui tavoli; verificate gli orari di apertura con il locale.
La cima più alta che si vede da qui è il Pizzo Cengalo, 3369 m, a 31 chilometri.
La linea ocra segue il percorso del sole di oggi e segna gli orari stimati di prima e ultima comparsa sopra le montagne. Trascinate il panorama per vederlo tutto.
I punti ufficiali di balneazione nei dintorni, con la classificazione della qualità dell'acqua.
Il santuario della Madonna delle Lacrime, legato alla tradizione della lacrimazione di un'immagine della Vergine nel 1553, con l'Ultima Cena scolpita in legno; e nella frazione di Martinico, il nucleo più antico del paese, la chiesa romanica di Santa Maria, con la Madonna della Misericordia dipinta verso il 1310. Gravedona, con Santa Maria del Tiglio e San Vincenzo, è il paese accanto lungo la riva.
Verso nord, dalla spiaggia delle Gere una passeggiata a lago con panchine e aree picnic porta a Gravedona e poi, in circa mezz'ora ancora, a Domaso. Verso sud c'è un itinerario più lungo, fra i cinque e i dieci chilometri e fra le due e le quattro ore: da piazza Paracchini a Santa Maria in Martinico, poi per l'acciottolato fra i castagni fino alla chiesa di Sant'Eufemia, a 412 metri sul Sasso di Musso, e giù per le frazioni di Musso, Pianello del Lario e Cremia, a mezza costa sul Bregagno attorno ai trecento metri, fino al borgo di Rezzonico. Per tornare, l'autobus C110 corre lungo la statale. Verificate le condizioni del sentiero prima di partire.
Sì: è il Monte Crocetta, a 952 metri, un punto panoramico sul lago. Da Santa Maria in Martinico si sale per l'acciottolato verso Sant'Eufemia e al bivio per Vigero, Tegano e Crocetta si prende a destra un sentiero molto ripido; oltre la condotta forzata dell'ex Falck e un ruscello, una pista e una strada di cemento portano alle baite dei Monti di Vigero, a 520 metri. Un sentiero a piccoli tornanti nel bosco, con una breve galleria sotto la condotta, arriva al pianoro erboso del Monte Corna, a 760 metri, e da lì la dorsale del Sasso di Musso sale erta, ma senza tratti esposti, fra affioramenti di calcare fino alla croce, che si vede solo alla fine. Sono 5,6 chilometri e 700 metri di dislivello, un'ora e quaranta di salita, di media difficoltà, da aprile a novembre; si torna per la stessa via, e lungo il percorso non ci sono punti di ristoro.
Il mercato è il primo e il terzo giovedì del mese, dalle 7.30 alle 13.30, fra piazza Paracchini, via Tre Pievi, via Amorati, via Rubini e il parcheggio della Foresteria. In luglio e agosto, il mercoledì sera, sul lungolago c'è anche un mercatino serale.
Cosa c'è attorno, e a che distanza.
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Tempi tipici porta a porta.