21nov

Triangolo
Diciassette frazioni in fila per oltre sette chilometri sulla sponda orientale, dalla punta della Cavagnola verso Bellagio, di fronte all'Isola Comacina: una parrocchiale con una lapide romana nel campanile, la torre di Rozzo e, verso Bellagio, le pareti a picco dei Sassi Grosgalli, con una grotta che si visita solo in barca.
Lezzeno è formato da diciassette frazioni allineate per oltre sette chilometri lungo la sponda orientale del ramo di Como, dalla Punta della Cavagnola a sud fino alla Valle Maggiore, sulla strada per Bellagio, distribuite sulle ultime ripide pendici del Colmenacco, della Forcoletta e del San Primo. Era abitato già in età romana: lo dimostra un frammento di lastra tombale con un'iscrizione del I-II secolo, murato nel campanile della parrocchiale. Dal V secolo fece parte della pieve di Isola, sull'Isola Comacina che gli sta di fronte, e nel 1751 il comune era diviso in due comunità, ciascuna con il suo console: Lezzeno superiore, con Villa, Casate, Sossana e Rozzo, e Lezzeno inferiore, con Bagnana, Calvasino e le altre frazioni verso Nesso.
Lezzeno è formato da diciassette frazioni allineate per oltre sette chilometri lungo la sponda orientale del ramo di Como, dalla Punta della Cavagnola a sud fino alla Valle Maggiore, sulla strada per Bellagio, distribuite sulle ultime ripide pendici del Colmenacco, della Forcoletta e del San Primo. Era abitato già in età romana: lo dimostra un frammento di lastra tombale con un'iscrizione del I-II secolo, murato nel campanile della parrocchiale. Dal V secolo fece parte della pieve di Isola, sull'Isola Comacina che gli sta di fronte, e nel 1751 il comune era diviso in due comunità, ciascuna con il suo console: Lezzeno superiore, con Villa, Casate, Sossana e Rozzo, e Lezzeno inferiore, con Bagnana, Calvasino e le altre frazioni verso Nesso.
Nell'età comunale il territorio di Lezzeno fu incluso nelle fortificazioni dell'Isola Comacina, e nel 1120, durante la guerra decennale fra Como e Milano, il borgo fu distrutto dai comaschi perché alleato dei milanesi. Di quel periodo resta in località Castello, poco sopra Rozzo, un avanzo di torre, lo stesso che compare nello stemma. La postazione più importante, però, era sulla Punta della Cavagnola, che comunicava con segnali con la Valle d'Intelvi e con il bacino dell'Isola, e a Morbia un'altra fortezza fu trasformata poi nel Palazzo Silva. A Rozzo nel Trecento aveva sede la pretura, e resti delle carceri sono inglobati in edifici più tardi; alla Cavagnola il campanile della chiesa di San Nicolò, oggi demolita, fece per secoli da faro ai naviganti, perché le acque di Lezzeno sono spesso tempestose.
La parrocchiale dei Santi Quirico e Giulitta, in piazza Roma, conserva nel presbiterio le grandi pitture di Giulio Quaglio del 1712, e accanto l'oratorio di Santa Marta, databile fra il Trecento e il Cinquecento, custodisce una Deposizione di Andrea de Passeris. Sulla riva, a Pescaù, la chiesa di San Giuseppe fu costruita nel 1677-1678 a pianta ottagonale, in riva al lago. Da Calvasino una scalinata con le cappelle della Via Crucis sale alla chiesa della Santissima Trinità, e altre chiesette stanno a Sormazzana, a Bagnana e a Villa.
La chiesa ottagonale di San Giuseppe, a Pescaù, fu costruita a spese della famiglia Bellini. Nella parrocchiale, la seconda cappella a sinistra era dedicata a san Rocco fino al 1632; alla fine del Seicento Pietro Giacomo Silva la ingrandì e la fece decorare a sue spese, e la dedicò alla Madonna di Caravaggio.
Il presbiterio fu decorato all'inizio del Settecento: nel 1712 Giulio Quaglio dipinse il martirio dei santi Quirico e Giulitta sulla parete di fondo e la loro gloria sulla volta. Nel 1719 fu rifatto l'altare maggiore, e nel 1726 gli eredi del curato Taddeo Bertolio fecero fare il ciborio a colonnine tortili. Fino al 1780 la chiesa fu una viceparrocchia della pieve di Isola; quell'anno il vescovo di Como Giambattista Muggiasca ne fece una parrocchia autonoma.
L'ultimo tratto di riva verso Bellagio è quasi disabitato, con pareti a strapiombo, gole e forre profonde: sono i Sassi Grosgalli, le cui erosioni e spaccature si vedono per intero solo dal lago. Qui si apre la grotta dei Carpi o dei Bulberi, oggi detta Grotta Azzurra, che si visita in barca. Per tradizione vi si rifugiavano i bulberi, i pesci più grandi del lago, grandi quanto un uomo e impossibili da catturare. Poco oltre, presso una piccola galleria, c'è il Ponte del Diavolo, forse l'unico manufatto della strada storica rimasto intatto; la leggenda ne fa un luogo di riti di stregoneria.
A Bagnana i Cantieri Molinari, costruttori di barche del lago, hanno allestito un museo storico della nautica. A Casate, su un piazzale panoramico, un carretto ritrovato sott'acqua ricorda la fornace di calce rimasta attiva dall'Ottocento agli anni Cinquanta, di cui resta ancora la ciminiera. Alla Punta della Cavagnola è legata anche una storia del Risorgimento: nel 1821 un certo Bonelli vi tenne un centro di attività carbonara, usando per copertura una distilleria di aceto.
La Strada Regia, l'antica mulattiera fra Como e Bellagio, attraversa tutto il comune. Da Nesso al centro di Lezzeno sono circa sette chilometri, fra vecchi terrazzamenti e boschi, e l'ultimo tratto passa per i nuclei medievali delle frazioni. Dal centro altri quattro chilometri e mezzo portano al Ponte del Diavolo, nel tratto dei Sassi Grosgalli.
Da Calvasino la scalinata della Via Crucis sale alla chiesa della Santissima Trinità, in località Casacca. Le quattordici cappellette lungo i gradini furono affrescate nel 1908, e nella chiesa, sulla parete di fondo, c'è un dipinto databile al Cinquecento. Ai piedi della montagna, a Morbia, sta la chiesetta della Madonna dei Ceppi, con la volta a crociera e una statua di marmo della Madonna con il Bambino, forse del Quattrocento.
Quanto ci vuole
Tempi tipici porta a porta con i mezzi pubblici, cambi compresi. Da Milano si conta dalla stazione Centrale.
Aggiornato 22 ottobre 2026
Le montagne intorno al paese nascondono il sole prima del tramonto astronomico: alba e tramonto sono calcolati sull'orizzonte del paese.
Stima per oggi, 1 novembre, al punto di riferimento: primo sole alle 10:11 e ultimo alle 12:38, per un totale di 2 h 28 di sole diretto, su 10 h 07 di giorno.
Guardare l'ombra arrivare su Lezzeno, oggi
Vedere da Lezzeno dove se ne va il sole, in 3D
Il sole in un punto preciso di Lezzeno: il vostro albergo, una spiaggia, una via
In autobus con la C130 di ASF Autolinee, Como–Nesso–Bellagio, che ferma lungo tutta la riva del comune, dalla Cavagnola a Casate e alla Fornace, e in piazza Roma, dove sta la parrocchiale: dal lungolago di Como ci vuole una cinquantina di minuti, da Bellagio un quarto d'ora o poco più. Al pontile di Lezzeno fermano i battelli della linea Como–Colico. In auto si arriva per la provinciale 583, la Lariana, fra Nesso e Bellagio.
Sulla riva ci sono due punti di balneazione ufficiali, Bagnana e Spiaggia Salice: come ogni punto in cui si fa il bagno vengono campionati per legge, e la classe della loro acqua è assegnata a fine stagione sui campionamenti ufficiali.
La cima più alta che si vede da qui è il Monte Galleggione, 3107 m, a 52 chilometri.
La linea ocra segue il percorso del sole di oggi e segna gli orari stimati di prima e ultima comparsa sopra le montagne. Trascinate il panorama per vederlo tutto.
I punti ufficiali di balneazione nei dintorni, con la classificazione della qualità dell'acqua.
Sì. Per la sua posizione, sulle ultime ripide pendici dei monti, la riviera di Lezzeno d'inverno resta senza sole e d'estate senza luna, e si dice che qui i fichi si colgano a gennaio, perché impiegano due anni a maturare. Il calcolo fatto sul profilo dei monti intorno a piazza Roma lo conferma: a metà novembre, a metà dicembre e a metà gennaio il sole non supera mai i monti.
Cosa c'è attorno, e a che distanza.
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Tempi tipici porta a porta.