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Centro Lago

Pianello del Lario

Frazioni sparse fra la riva e le pendici del Bregagno, un tempo al centro di una corte medievale: sul lago il Museo della Barca Lariana in una filanda dell'Ottocento, la passeggiata Breva e Tivan e i vecchi crotti.

Ideale per
Le barche d'epoca del museo, una passeggiata piana sulla riva, le frazioni sul fianco del Bregagno
Tempo necessario
Mezza giornata con il museo e la passeggiata a lago
Stagione migliore
Dalla primavera all'autunno; d'estate per il lago
Da vedere
Le barche del Museo della Barca Lariana
Come arrivare
Autobus C110 da Menaggio in un quarto d'ora; pochi battelli della linea Como–Colico
Il pontile del Museo della Barca Lariana a Pianello: la passerella verso il lago mosso, l'arco con la scritta «Museo» e di fronte i monti dell'altra sponda, due con la neve in cima.Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0
  • Maurizio_Moro5153 · CC BY-SA 4.0
  • Kaitu · CC BY-SA 4.0

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Il pontile del Museo della Barca Lariana a Pianello: la passerella verso il lago mosso, l'arco con la scritta «Museo» e di fronte i monti dell'altra sponda, due con la neve in cima.

Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0

Il posto

Pianello del Lario è fatto di varie frazioni sparse fra le pendici del monte Bregagno e le rive del lago: alcune hanno nomi che rimandano ad antichi fondi romani e conservano piccoli nuclei di vecchie case con affreschi sui muri. All'inizio dell'XI secolo era una corte regia dell'abbazia benedettina di San Carpoforo di Como, nota come Corte di Musso perché il suo territorio era unito a quello di Musso: il centro della corte comprendeva il palazzo abbaziale, un castello con mura e fossato, le case dei contadini e un piccolo cimitero, là dove oggi sorge la parrocchiale. La parrocchia nacque solo nel 1472, dopo quasi un secolo di dura contesa che portò alla separazione da Musso. Dalla fine del Settecento alla metà del Novecento il paese visse della seta: si coltivavano la vite e il gelso e si lavorava nelle filande lungo il torrente Val Grande. Le foglie del gelso servivano a nutrire i bachi da seta. I gelsi compaiono ancora nello stemma del paese.

Pianello del Lario è fatto di varie frazioni sparse fra le pendici del monte Bregagno e le rive del lago: alcune hanno nomi che rimandano ad antichi fondi romani e conservano piccoli nuclei di vecchie case con affreschi sui muri. All'inizio dell'XI secolo era una corte regia dell'abbazia benedettina di San Carpoforo di Como, nota come Corte di Musso perché il suo territorio era unito a quello di Musso: il centro della corte comprendeva il palazzo abbaziale, un castello con mura e fossato, le case dei contadini e un piccolo cimitero, là dove oggi sorge la parrocchiale. La parrocchia nacque solo nel 1472, dopo quasi un secolo di dura contesa che portò alla separazione da Musso. Dalla fine del Settecento alla metà del Novecento il paese visse della seta: si coltivavano la vite e il gelso e si lavorava nelle filande lungo il torrente Val Grande. Le foglie del gelso servivano a nutrire i bachi da seta. I gelsi compaiono ancora nello stemma del paese.

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Il museo e la riva

Il Museo della Barca Lariana fu inaugurato nel 1982 nell'ex filanda Erba, un edificio dell'Ottocento sulla riva del lago. Nacque dalla collezione di GianAlberto Zanoletti, marchese di Rozzano, che da ragazzo frequentava i vecchi pescatori e i maestri d'ascia del lago e nel 1977 comprò la filanda per ospitare le sue barche di legno; oggi la raccolta occupa sale, magazzini e spazi all'aperto, con quasi duecento barche a remi e gondole, centinaia di motoscafi e motori e più di tremila fotografie.

Davanti al museo corre la passeggiata a lago Breva e Tivan: parte dalla località Crotti, che prende il nome dai vecchi crotti già citati in vari testi storici, e arriva fino a Musso. Verso sud la riva prosegue quasi in piano, oltre l'imbarcadero e la chiesa di San Martino, fino ai campeggi e alle spiagge e poi a Cremia. Al pontile fermano alcune corse dei battelli della linea Como–Colico.

La corte, la chiesa e don Guanella

La chiesa di San Martino, a Calozzo, a pochi metri dal lungolago e dall'imbarcadero, era la chiesa della corte medievale; divenne parrocchia nel 1472 e fu rimaneggiata più volte, soprattutto nel Cinquecento, come dice la data 1534 sull'architrave del portale. Dentro ci sono un trittico cinquecentesco con la Madonna in trono fra Sant'Antonio abate e San Bernardo, gli affreschi di Isidoro Bianchi da Campione, un ciborio di marmo del 1536 e la croce astile del 1489 dell'orafo gravedonese Francesco Ser Gregori; la porta di bronzo racconta la vita della beata suor Chiara Bosatta, nata a Pianello.

Dal 1881 al 1890 il parroco di Pianello fu don Luigi Guanella, il santo che fondò istituti per gli anziani e per l'infanzia abbandonata in Italia e nel mondo: qui cominciò la sua Opera, prima con l'ospizio di Camlago, poi con una casa più grande a Calozzo, la Casa Sacro Cuore, ancora oggi in attività. Più in alto, a Coslia, la chiesa della Madonna della Neve fu ricostruita e ampliata nel primo Settecento, al posto di una cappella più antica, dagli abitanti delle Tre Terre emigrati nel Genovese e nel Veneto; dal piazzale si vede gran parte dell'Alto Lario.

La storia del paese

Per tradizione, nel 724 il re longobardo Liutprando donò all'abbazia di San Carpoforo di Como anche le terre di Pianello. Nel 1389 i diritti del monastero cessarono, e Pianello finì sotto i Malacrida, signori di Musso. Il paese ottenne l'indipendenza da Musso, come comune e come parrocchia, il 12 giugno 1472: la data è incisa sull'altare di bronzo che Gianluigi Giudici fece per San Martino nel 1972.

Nel 1644 Pianello faceva parte della Squadra di Rezzonico, una circoscrizione del contado di Como. Nel 1751 contava 470 abitanti; ogni anno un'assemblea popolare eleggeva i sindaci e il cancelliere, e le carte del comune erano custodite nella parrocchiale, in un armadio con tre chiavi. Dal 1807 al 1816 il comune comprese anche Cremia e Musso; nel 1863 prese il nome di Pianello del Lario. Alla fine dell'Ottocento molti pianellesi partivano per lavori stagionali oltralpe o emigravano nelle Americhe.

Sant'Anna e San Bernardino

La frazione di Sant'Anna, che fino a metà Ottocento si chiamava Pianello Grande, ha al centro la chiesetta della santa. Fu costruita fra il 1636 e il 1652 con i lasciti di pianellesi emigrati a Genova e a Milano; la pala d'altare con la Madonna, il Bambino e Sant'Anna è del 1661, il portico del 1726. La festa solenne si celebra il 26 luglio.

Sui monti, in località Nassina, l'oratorio di San Bernardino si affaccia sull'Alto Lario. Una cappella c'era già prima del 1582; l'oratorio fu ricostruito entro il 1766 e ampliato nella seconda metà del Novecento dagli abitanti dei monti. Per secoli, il 20 maggio, festa del santo, vi si saliva in processione dalla parrocchiale.

Suor Chiara Bosatta

Dina Bosatta nacque a Pianello il 27 maggio 1858, figlia di Alessandro, un piccolo produttore di seta. Nel 1878 entrò con la sorella Marcellina nella Pia Unione delle Figlie di Santa Maria, fondata dal parroco Carlo Coppini per l'ospizio di Camlago, aperto nel 1873. Con don Guanella l'unione diventò una congregazione, e Dina prese il nome di suor Chiara. Morì a Pianello il 20 aprile 1887 e fu proclamata beata nel 1991.

Dalla riva accanto a San Martino, una sera d'aprile del 1886, due suore e alcune orfane partirono in battello per Como, dove quell'anno nacque la Casa della Divina Provvidenza di don Guanella. A Calozzo la casa in cui crebbero le sorelle Bosatta, inglobata nella Casa Sacro Cuore, conserva oggetti delle due sorelle e di don Guanella. La chiesa neogotica del Sacro Cuore, voluta da don Guanella per la casa, fu inaugurata nel 1909. Pianello è una tappa del cammino «Sui passi di don Luigi Guanella».

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Prima di andare

Come si arriva a Pianello del Lario?

In autobus con la C110 di ASF Autolinee, la linea della sponda occidentale Como–Menaggio–Colico, che in paese ferma al Crotto, in via Roma e alla frazione Bellera, a un quarto d'ora da Menaggio. Al pontile di Pianello fermano alcune corse dei battelli della linea Como–Colico, non molte. In auto si arriva per la statale 340 Regina.

Si può fare il bagno a Pianello del Lario?

Il paese ha tre spiagge, la spiaggia di Pianello del Lario, la spiaggia Val Grande e la spiaggia La Felice, e sulla riva dei campeggi c'è un punto di balneazione ufficiale, Zona Campeggi - Riva: come ogni punto in cui si fa il bagno viene campionato per legge, e la classe della sua acqua è assegnata a fine stagione sui campionamenti ufficiali.

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