Vai al contenuto

Centro Lago

Sala Comacina

Il paese di fronte all'Isola Comacina: il vecchio borgo di pescatori sotto la parrocchiale di San Bartolomeo, la Greenway che lo attraversa e la villa dei Beccaria sulla punta.

Ideale per
Il vecchio borgo a gradini, la Greenway, la vista sull'Isola Comacina
Tempo necessario
Un'ora in paese; mezza giornata con l'isola o un tratto di Greenway
Stagione migliore
Da maggio a fine ottobre, quando l'Isola Comacina è aperta
Da vedere
Le stradette a gradini sotto San Bartolomeo
Come arrivare
Autobus C110 da Como o da Menaggio; battello della linea Como–Colico
Sala Comacina dall'alto: in basso il campanile di San Bartolomeo e il porticciolo, poi la punta boscosa di Villa Beccaria, l'Isola Comacina e, più in là, il dosso di Lavedo.Sembra2001 · CC BY-SA 4.0
  • Aniello Bizzoco · CC BY-SA 4.0
  • Kaitu · CC BY-SA 4.0

1 / 3

Sala Comacina dall'alto: in basso il campanile di San Bartolomeo e il porticciolo, poi la punta boscosa di Villa Beccaria, l'Isola Comacina e, più in là, il dosso di Lavedo.

Sembra2001 · CC BY-SA 4.0

Il posto

Il vecchio villaggio di Sala Comacina sta in basso, sotto la parrocchiale di San Bartolomeo: stradette ripide a gradini, passaggi fra case basse e resti di mura antiche.

Qui c'erano una cinquantina di focolari di pescatori, accanto alle rovine di una rocca medievale smantellata ai tempi delle lotte fra gli isolani e i comaschi. Così lo vide nel Cinquecento Paolo Giovio, con l'Isola Comacina distesa davanti che mostrava ai naviganti il cadavere di una città antica. Allora la strada Regina passava una cinquantina di metri più in alto di quella di oggi; fu la strada provinciale a far scendere Sala verso sud, con ville e giardini. Oggi la attraversano la statale e la Greenway del lago. I luoghi da vedere sono tre: la parrocchiale di San Bartolomeo, Villa Beccaria sulla punta davanti all'isola e gli antichi affreschi sui muri del paese.

Il vecchio villaggio di Sala Comacina sta in basso, sotto la parrocchiale di San Bartolomeo: stradette ripide a gradini, passaggi fra case basse e resti di mura antiche.

Continua a leggere

Qui c'erano una cinquantina di focolari di pescatori, accanto alle rovine di una rocca medievale smantellata ai tempi delle lotte fra gli isolani e i comaschi. Così lo vide nel Cinquecento Paolo Giovio, con l'Isola Comacina distesa davanti che mostrava ai naviganti il cadavere di una città antica. Allora la strada Regina passava una cinquantina di metri più in alto di quella di oggi; fu la strada provinciale a far scendere Sala verso sud, con ville e giardini. Oggi la attraversano la statale e la Greenway del lago. I luoghi da vedere sono tre: la parrocchiale di San Bartolomeo, Villa Beccaria sulla punta davanti all'isola e gli antichi affreschi sui muri del paese.

San Bartolomeo e il vecchio borgo

La parrocchiale di San Bartolomeo esisteva già nel medioevo, ma la parrocchia divenne indipendente da quella dell'Isola solo nel 1848. Le sue tracce più antiche sono un Crocifisso in rilievo del Quattrocento, murato fuori dall'abside, e tre affreschi strappati dalle pareti esterne e oggi nel presbiterio: un grande San Cristoforo del Trecento, un secondo affresco vicino ai modi del Secondo Maestro di Santa Margherita e un Sant'Antonio abate. L'abside fu rifatta nel 1703; dentro, a navata unica, ci sono la pala del Fiammenghino degli anni Trenta del Seicento con il coro di legno dello stesso tempo, la Gloria di San Bartolomeo affrescata da Carlo Carloni sulla volta, l'altare barocco che la tradizione vuole donato nel 1670 da don Bartolomeo Prestinari, nato a Sala, e un organo di Giovanni Franzetti del 1874.

Sotto la chiesa comincia il vecchio villaggio, fatto di stradette ripide e di passaggi fra le case fino alla riva. Sui muri del paese ci sono due Madonne affrescate, una in piazza Matteotti e una in via Prestinari, e in via Attilio Salice una casa romanica con il balconcino di legno e le finestre ad arco di pietra lavorata a mano. Negli scavi per il metano, nella piazza davanti alla parrocchiale, sono venute alla luce fosse comuni del tempo della peste del Seicento, quella dei Promessi sposi.

L'isola e la Puncia

L'Isola Comacina sta davanti al paese ma è nel comune di Tremezzina, che la gestisce come parco archeologico. Ci si arriva con i battelli di Navigazione Laghi, che fermano al pontile dell'isola pochi minuti dopo quello di Sala, o con un taxi boat privato.

Sulla punta formata dal torrente Premonte, che in dialetto si chiamava «la Puncia», sta Villa Beccaria, oggi detta Villa Rachele. Vi abitò e vi morì nel 1858 il marchese Giulio Beccaria, figlio di Cesare e zio di Alessandro Manzoni; dopo di lui vi vissero Cesare Cantù e la figlia Rachele, con il salotto letterario dell'Accademia dei Pedanti, ed Emilio De Marchi vi ambientò in gran parte il romanzo «Col fuoco non si scherza», del 1901. Nel parco, lungo il viale dei cipressi, c'è il tempietto funebre dei coniugi Beccaria. La villa è privata e si guarda dal lago.

La storia

A Sala sono venute alla luce tombe di età romana: nel 1857 alla Colombera e nel 1905 durante la costruzione della strada Regina fra Argegno e Sala. Al tempo della guerra decennale fra Como e Milano, dal 1118 al 1127, il paese aveva una fortificazione che faceva parte delle difese dell'Isola Comacina. L'isola si schierò con Milano, e nel 1169 i comaschi la distrussero.

Gli Statuti di Como del 1335 pongono Sala nella pieve d'Isola e affidano alle comunità di Sala e di Colonno la manutenzione della via Regina fra il ponte di Colonno e la valle del Premonte. Nella prima metà del Cinquecento i due paesi formavano ancora un solo comune.

Dal feudo al comune

Il 26 maggio 1640 il re di Spagna Filippo IV diede Sala in feudo, con tutta la pieve d'Isola, all'abate comasco Marco Gallio. Nel 1686 il marchese Giacomo Gallio morì senza eredi, e il feudo tornò allo Stato. Nel 1751 il paese aveva 430 abitanti e pagava ogni quindici anni una somma di riscatto.

Nel 1807 un decreto napoleonico unì a Sala i comuni di Colonno e Ossuccio. Il paese si chiamò Sala fino al 1863, quando prese il nome di Sala Comacina. Dal 1928 al 1950 Sala, Colonno e Ossuccio formarono di nuovo un solo comune, chiamato Isola Comacina. Lo stemma fu concesso nel 1962. Il castello rosso ricorda quello medievale, le due spade le lotte fra Milano e Como per il suo possesso, la mitra verde i possedimenti del vescovo di Como.

A piedi da Sala

Da Colonno la Greenway del lago segue a mezza costa un tratto dell'antica via Regina, fra terrazzamenti e piccoli uliveti. Dopo circa 35 minuti entra a Sala alla cappella di San Rocco, da cui una scalinata scende al vecchio borgo e al porticciolo, a circa 300 metri.

Da San Rocco la Greenway lascia la strada asfaltata e sale a sinistra, con la vista sul lago e sull'Isola Comacina. Dopo il ponte sulla valle del Premonte entra a Ossuccio e scende alla frazione di Spurano, alla chiesa romanica dei Santi Giacomo e Filippo. Prosegue poi per Lenno, Mezzegra e Tremezzo fino a Griante, oltre Cadenabbia, a circa 11 chilometri da Colonno.

Da vedere

Vedi tutto

Prima di andare

Come si arriva a Sala Comacina?

Con l'autobus C110 di ASF Autolinee, sulla linea Como–Argegno–Menaggio: in paese ferma a Gensana e a San Rocco, a una quarantina di minuti dalla stazione autolinee di Como. I battelli di linea Como–Colico di Navigazione Laghi fermano al pontile del paese. A piedi, la Greenway arriva da Colonno e prosegue verso Ossuccio e Lenno.

Come si va all'Isola Comacina da Sala?

In barca, con i battelli di Navigazione Laghi che fermano al pontile Isola Comacina o con un taxi boat. Per il parco archeologico serve un biglietto d'ingresso, in vendita all'Antiquarium di Ossuccio o alla biglietteria automatica sull'isola, solo con carta.

Sulla mappa

Cosa c'è attorno, e a che distanza.

Esplora il lago
Sala Comacina

© OpenStreetMap contributors · ODbL

Nei dintorni

Tempi tipici porta a porta.

Fonti e crediti

Fonti e crediti