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Centro Lago

Olio e ulivi del Lario

Ulivi sui terrazzamenti sopra il lago, sentieri che li attraversano e l'olio nuovo a novembre.

Durata
2 h – 4 h
Impegno
Facile
Senza auto
Sì
Con bambini
Poco adatto
Ulivi e viti sui terrazzamenti in pietra a secco sotto una cappella del Sacro Monte di Ossuccio.Uppa66 · CC BY-SA 4.0
  • Laurom · CC BY-SA 3.0
  • Erjel · CC BY-SA 4.0

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Ulivi e viti sui terrazzamenti in pietra a secco sotto una cappella del Sacro Monte di Ossuccio.

Uppa66 · CC BY-SA 4.0

Come funziona

Sul Lario l'ulivo cresce più a nord del suo limite abituale, perché la grande massa d'acqua del lago mitiga il clima.

Arrivò in epoca romana. Già in età carolingia l'olio di Limonta, sulla sponda occidentale del ramo di Lecco, ardeva nelle lampade sulla tomba di Sant'Ambrogio, a Milano. Oggi gli ulivi crescono sui terrazzamenti in pietra della Tremezzina, attorno a Ossuccio, e sui pendii di Varenna e di Perledo, e danno olio in piccole quantità. Dal 1997 l'olio del lago è tutelato dalla denominazione di origine protetta Laghi Lombardi, con la menzione Lario. Gli uliveti si attraversano a piedi. Sulla Greenway, fra Colonno e Sala Comacina, l'antica Via Regina passa fra terrazzamenti e piccoli uliveti; a Ossuccio la via del Sacro Monte sale per circa un chilometro fra gli ulivi, fino al santuario. La raccolta si fa fra fine ottobre e novembre: è il periodo dell'olio nuovo.

  1. Greenway: da Como l'autobus C110 porta a Colonno, dove comincia il percorso pedonale. Fino a Sala Comacina, fra terrazzamenti e uliveti, ci vogliono circa 35 minuti a piedi. L'intera Greenway prosegue oltre Cadenabbia fino a Griante: circa undici chilometri con salite, discese e tratti acciottolati.
  2. Sacro Monte di Ossuccio: dalla fermata della C110 a Ossuccio si sale a piedi in circa mezz'ora su una via acciottolata, fra quattordici cappelle costruite fra il 1635 e il 1710 e gli ulivi terrazzati. Dal santuario, in cima, si guarda l'Isola Comacina. Dal 2003 il Sacro Monte è patrimonio mondiale UNESCO. Ossuccio ha anche un soprannome dialettale che parla di olio: «zoca de l'oli».
  3. Sponda orientale: da Varenna, raggiunta in treno o in battello, una mulattiera ripida sale in circa 25 minuti al Castello di Vezio, nel comune di Perledo. Il giardino del castello comprende un uliveto.
  4. Costiera degli Ulivi: Oliveto Lario, sul ramo di Lecco, nacque nel 1927 e prese il nome dall'ulivo. Il Sentiero degli Olivi è una rete di percorsi lungo tutta la costa del comune, fra terrazzamenti coltivati, uliveti e boschi. Da Lecco ci si arriva in circa mezz'ora con l'autobus D110 per Bellagio.
  5. La raccolta e la molitura si fanno fra fine ottobre e novembre. Il disciplinare della DOP chiede di raccogliere le olive direttamente dalla pianta entro il 15 gennaio e di frangerle entro tre giorni.
  6. L'olio con la menzione Lario viene per almeno l'80 per cento dalle varietà Frantoio, Casaliva e Leccino. L'etichetta porta il nome Laghi Lombardi con la menzione Lario e l'anno della raccolta, e non può dire «superiore» o «scelto». La zona di produzione è un elenco di comuni delle province di Como e di Lecco, da Sorico a Moltrasio e da Colico a Malgrate; Como e Lecco non ci sono.

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