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Primo Bacino

Faggeto Lario

Una riva sul lago e tre paesi a mezza costa, Molina, Lemna e Palanzo, legati dalla Strada Regia: chiese dal romanico al Seicento, l'orrido, e sopra tutto il monte Palanzone.

Ideale per
La Strada Regia fra tre paesi a mezza costa, chiese con campanili romanici, il Palanzone a piedi
Tempo necessario
Mezza giornata fra le frazioni; una giornata con il Palanzone
Stagione migliore
Dalla primavera all'autunno, per i sentieri
Da vedere
La Madonna del Soldo sopra Palanzo
Come arrivare
Autobus C130 da Como in una mezz'ora; alcuni battelli della linea Como–Colico
Faggeto Lario dall'altra sponda: le case di Riva lungo il lago, con un campanile, e più in alto, sul pendio coperto di boschi, due delle frazioni di monte, sotto le cime.Riccardo Ortelli · CC BY-SA 4.0
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  • Vivimás · CC BY-SA 4.0

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Faggeto Lario dall'altra sponda: le case di Riva lungo il lago, con un campanile, e più in alto, sul pendio coperto di boschi, due delle frazioni di monte, sotto le cime.

Riccardo Ortelli · CC BY-SA 4.0

Il posto

Faggeto Lario è nato nel 1928 dall'unione di Molina e Palanzo con Lemna, che già nel 1335 era il «comune de Ripalempna».

Il territorio va dalle rive del lago fino ai 1436 metri della cima del Palanzone, a 13 chilometri da Como e 18 da Bellagio. Le tre frazioni di monte, Molina, Lemna, dove ha sede il municipio, e Palanzo, sono antichi insediamenti di origine celto-ligure, divisi da valli profonde e legati già nel Medioevo dalla Strada Regia, che da Brunate andava a Bellagio a mezza costa; sulla riva c'è la frazione di Riva. Il nome viene dai faggeti, soprattutto intorno a Lemna, anche se nei boschi del comune prevalgono i castagni; i faggi sono nello stemma, con tre stelle per le tre frazioni e tre vette, il Palanzone, il Pizzo dell'Asino e il Bollettone.

Faggeto Lario è nato nel 1928 dall'unione di Molina e Palanzo con Lemna, che già nel 1335 era il «comune de Ripalempna».

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Il territorio va dalle rive del lago fino ai 1436 metri della cima del Palanzone, a 13 chilometri da Como e 18 da Bellagio. Le tre frazioni di monte, Molina, Lemna, dove ha sede il municipio, e Palanzo, sono antichi insediamenti di origine celto-ligure, divisi da valli profonde e legati già nel Medioevo dalla Strada Regia, che da Brunate andava a Bellagio a mezza costa; sulla riva c'è la frazione di Riva. Il nome viene dai faggeti, soprattutto intorno a Lemna, anche se nei boschi del comune prevalgono i castagni; i faggi sono nello stemma, con tre stelle per le tre frazioni e tre vette, il Palanzone, il Pizzo dell'Asino e il Bollettone.

Le chiese dei tre paesi

A Molina, nel Medioevo, la parrocchiale era Santa Margherita, con un campanile romanico della fine dell'XI secolo. Quando gli abitanti si spostarono più a monte, fu costruita una chiesa più centrale, dedicata a Sant'Antonio abate: nel 1619 era già lei la parrocchia. Nel Seicento questa chiesa, che probabilmente era diventata troppo piccola, fu sostituita da quella di oggi, finita nel 1703 dopo alcuni decenni di lavori. A Lemna la dedica a San Giorgio potrebbe essere un indizio longobardo: la chiesa di oggi è del Cinquecento, sul luogo di una più antica, e prima ancora la parrocchia era Sant'Alessandro, più a valle, il cui campanile fu demolito nel 1928. In San Giorgio ci sono dipinti attribuiti ad Andrea Pozzo.

A Palanzo, Sant'Ambrogio era nel Duecento una cappella della pieve di Nesso e fu ricostruita del tutto all'inizio del Seicento, perché non bastava più ai fedeli. Fuori dal paese, a un quarto d'ora a piedi, la chiesa della Madonna del Soldo, del secondo Cinquecento, sta in posizione panoramica. Le storie del posto la legano a San Carlo Borromeo e al beato Bernardino Caimi, e il nome verrebbe dal dazio che si pagava quando la guerra fra Como e Milano costringeva i mercanti a passare di qui.

La storia

Una bolla di papa Alessandro III del 14 aprile 1162 elenca Palanzo fra i possessi dell'arcivescovo di Milano. Nel maggio del 1240 l'imperatore Federico II pose il paese sotto la città di Como.

Le chiese dei tre paesi dipendevano dalla pieve di Nesso; Lemna era già una parrocchia autonoma nel 1593, quando la visitò il vescovo di Como Feliciano Ninguarda. Fra Seicento e Settecento molti abitanti di Palanzo emigrarono. Nel 1807 un decreto di Napoleone unì Molina a Torno, e Lemna e Palanzo a Pognana; con il ritorno degli Austriaci i tre paesi tornarono comuni autonomi. Nel 1953 fu costruita la strada carrozzabile che porta a Palanzo.

Il castello e il torchio di Palanzo

Il castello di Palanzo risale ai secoli XI e XII. Ne restano tratti delle mura, rimaneggiate nell'Ottocento, e la parte inferiore della torre. Fino al 1865 il castello appartenne al comune, e dal 1912 è monumento nazionale. Il campanile di Sant'Ambrogio fu costruito in parte con le pietre della torre, e nella cinta del castello è ricavata un'edicola della Madonna del Rosario del 1646.

Nel centro del paese, in un rustico di proprietà del comune, c'è il torchio per le vinacce costruito nel 1572. La trave è un unico tronco di castagno lungo dodici metri. Ogni anno, la seconda domenica di ottobre, il torchio torna a lavorare per la Sagra del Torchio, organizzata dall'Associazione Amici del Torchio di Palanzo; in piazza si servono i tortelli di Palanzo e le caldarroste. A inizio settembre la stessa associazione apre le vecchie cantine del paese per una degustazione di vini, il Cantin Vèrt.

La riva, l'orrido e i monti

Sulla riva c'è il pontile del battello, e poco lontano la chiesa di San Giuseppe, vicino all'orrido di Faggeto. Nella notte fra il 16 e il 17 ottobre 1863 una frana travolse alcune case della Riva di Lemna e fece trentacinque vittime.

Più in alto ci sono i resti del castello di Palanzo e della sua torre di avvistamento, due massi avelli a Lemna, uno dei quali, in centro paese, è diventato la vasca di una fontana, e la Grotta Guglielmo, riservata a speleologi esperti. Sulla cima del Palanzone, a 1436 metri, c'è una cappella. La Strada Regia, la mulattiera che risale la sponda orientale da Brunate a Bellagio, attraversa ancora Molina, Lemna e Palanzo.

A piedi dai tre paesi

Dalle frazioni di monte si sale alla Dorsale del Triangolo Lariano, il percorso segnato che parte da Brunate e corre in quota sopra il lago. Da Molina e da Lemna i sentieri arrivano alle bocchette che portano i loro nomi, ai due lati del Bolettone; la Bocchetta di Molina è a 1116 metri. Da Palanzo una strada sterrata sale alla Bocchetta di Palanzo, a 1210 metri, dove si incrociano molti sentieri. Da lì si continua verso il Rifugio Riella e la cima del Palanzone, con la cappella a piramide costruita nel 1900.

Da Palanzo la Via Crucis, che esisteva già prima del 1748, porta alla chiesa della Madonna del Soldo. Un altro sentiero scende da Palanzo a Canzaga, alla chiesa di San Rocco di Pognana Lario, e la Strada Regia prosegue verso Pognana e Nesso a nord e verso Torno a sud.

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Prima di andare

Come si arriva a Faggeto Lario?

In autobus con la C130 di ASF Autolinee, Como–Nesso–Bellagio, che lungo la statale ferma al Pescatore, alla Pianella, alla pensilina di via Statale, in località Pessina e alla Rubinera, un quarto d'ora dopo la fermata del lungolago di Como e una mezz'ora dopo la stazione di San Giovanni. Al pontile di Faggeto fermano alcuni battelli della linea Como–Colico. In auto si arriva per la provinciale 583, la Lariana, e alle frazioni di monte sale la provinciale 43.

Si può fare il bagno a Faggeto Lario?

Sulla riva c'è un punto di balneazione ufficiale, Lido Riva: come ogni punto in cui si fa il bagno viene campionato per legge, e la classe della sua acqua è assegnata a fine stagione sui campionamenti ufficiali.

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