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Alto Lago

Gera Lario

Alla foce della Mera, sotto il Sasso Canale: il porto turistico e il lido del vento, San Vincenzo sui resti di una villa romana e il faro dell'alluvione del 1951.

Ideale per
Vela, windsurf e kite con la Breva, la ciclopedonale, San Vincenzo
Tempo necessario
Mezza giornata; una giornata sull'acqua
Stagione migliore
Da maggio a settembre per il vento; primavera e autunno per camminare
Da vedere
Il viale di cipressi di San Vincenzo
Come arrivare
Autobus C110 da Colico o da Menaggio; in bici o a piedi sulla ciclopedonale da Domaso
Il porto turistico di Gera Lario: le barche a vela e a motore all'ormeggio, le case del paese sulla riva e i monti coperti di boschi.Corradox · CC BY-SA 4.0
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Il porto turistico di Gera Lario: le barche a vela e a motore all'ormeggio, le case del paese sulla riva e i monti coperti di boschi.

Corradox · CC BY-SA 4.0

Il posto

Gera Lario sta nella parte più settentrionale della sponda occidentale, alla foce della Mera e ai piedi del Pizzo Sasso Canale.

Sul lago si praticano windsurf, kitesurf e vela, e sulla riva si trovano il porto turistico e il lido. Il paese fu fondato in epoca romana vicino all'antica Olonio, come mostrano alcuni ritrovamenti; seguì poi le vicende della Repubblica delle Tre Pievi e fu un appoggio per le truppe spagnole contro i Grigioni della Valtellina, finché nel 1620 ottenne l'autonomia. Le sue chiese sono San Vincenzo, costruita fra l'XI e il XII secolo sui resti di una villa romana, e Nostra Signora di Fatima, del 1634, sulla piazza; lungo le strade ci sono edicole votive e sulle facciate delle case più antiche affreschi del Cinque e del Seicento. All'ingresso del porto sta il faro votivo del 1957, in ricordo dell'alluvione del 1951, che fece diciassette vittime e devastò il paese.

Gera Lario sta nella parte più settentrionale della sponda occidentale, alla foce della Mera e ai piedi del Pizzo Sasso Canale.

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Sul lago si praticano windsurf, kitesurf e vela, e sulla riva si trovano il porto turistico e il lido. Il paese fu fondato in epoca romana vicino all'antica Olonio, come mostrano alcuni ritrovamenti; seguì poi le vicende della Repubblica delle Tre Pievi e fu un appoggio per le truppe spagnole contro i Grigioni della Valtellina, finché nel 1620 ottenne l'autonomia. Le sue chiese sono San Vincenzo, costruita fra l'XI e il XII secolo sui resti di una villa romana, e Nostra Signora di Fatima, del 1634, sulla piazza; lungo le strade ci sono edicole votive e sulle facciate delle case più antiche affreschi del Cinque e del Seicento. All'ingresso del porto sta il faro votivo del 1957, in ricordo dell'alluvione del 1951, che fece diciassette vittime e devastò il paese.

Il vento e la riva

Quassù soffia la Breva, il vento che risale il lago da sud verso nord, e Gera Lario, con il porto turistico e il lido, è uno dei posti del lago per la vela, il windsurf e il kitesurf. Sulla riva, a meno di un chilometro dal paese, ci sono due dei punti di balneazione ufficiali del lago, Pontile e Spiaggia Acquaforte, e la classe della loro acqua è assegnata ogni anno a fine stagione sui campionamenti ufficiali.

Il paese è anche il punto di partenza per camminare e pedalare: la ciclopedonale segue la riva fino a Domaso da una parte e lungo la Mera verso Sorico dall'altra, e le piste portano anche nella Riserva Naturale del Pian di Spagna. All'ingresso del porto il faro votivo del 1957 ricorda l'alluvione del 1951.

San Vincenzo e le Tre Pievi

San Vincenzo sta accanto al torrente, in fondo a un viale di cipressi: una chiesa romanica costruita fra l'XI e il XII secolo sul luogo di una villa romana e ricostruita nel Quattrocento, con il presbiterio affrescato nel 1546 e un polittico del 1547. Da qui parte l'anello facile della Via Regina di Vercana, nove chilometri e mezzo fra la riva, Domaso e i tratti antichi della strada verso Trezzone.

Il paese fece parte delle Tre Pievi con Gravedona, Dongo e Sorico e fu un appoggio delle truppe spagnole nelle guerre contro i Grigioni. Sulla piazza c'è la chiesa di Nostra Signora di Fatima, costruita fra il 1614 e il 1634 e ristrutturata dopo l'alluvione del 1951; sopra il paese, da San Bartolomeo, partono l'Alta Via del Lario e la salita al Monte Berlinghera.

Dai Romani al Novecento

A Sant'Agata è venuta alla luce una necropoli romana. In una cascina del paese fu trovato un architrave con una dedica a Giove incisa dagli Aneuniates, un popolo dell'alto lago; è conservato al Museo archeologico Paolo Giovio di Como. Per Gera passava la Via Regina, la strada che da Como saliva a Chiavenna e ai passi alpini.

Nel Medioevo San Vincenzo, citata per la prima volta nel 1176, dipendeva dalla pieve, che aveva sede prima a Olonio e poi a Sorico. Nel 1482 il comune di Gera chiese di staccarla da Sorico, e alla fine del Cinquecento San Vincenzo diventò parrocchia. Nel 1807, in età napoleonica, Gera assorbì i comuni di Sorico, Montemezzo e Trezzone, ma la Restaurazione annullò l'unione. Nel 1929 il comune prese il nome di Gera Lario. L'8 agosto 1951 una colata di fango e di massi scese dal torrente San Vincenzo e travolse il paese.

Naviganti e pescatori

Le due chiese del paese furono decorate anche con il denaro di chi lavorava sul lago. Nel 1546 e nel 1547 la Società dei Naviganti di Gera fece affrescare il presbiterio di San Vincenzo. Gli affreschi sono attribuiti alle botteghe di Ambrogio Arcimboldi e di Sigismondo De Magistris, il polittico dell'altare ad Arcimboldi e alla sua bottega.

Anche la chiesa sulla piazza è legata al lago: i pescatori pagarono una parte dei dipinti del presbiterio, finiti nel 1725, e dal 1962, anno in cui fu riconsacrata, la chiesa è il Santuario dei Pescatori. Il paese festeggia il patrono, San Vincenzo, il 22 gennaio.

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Prima di andare

Come si arriva a Gera Lario?

Con l'autobus C110 di ASF Autolinee, la linea della sponda occidentale fra Como, Menaggio e Colico, che in paese ferma a Cinque Case, alla chiesa parrocchiale e sulla statale Regina, a pochi minuti da Domaso e da Sorico. I battelli di linea non fermano a Gera: i pontili più vicini sono quelli di Domaso e di Colico. La ciclopedonale lungo il lago arriva da Domaso e prosegue lungo la Mera verso Sorico.

Che cos'è il faro all'ingresso del porto?

È il faro votivo eretto nel 1957 in ricordo dell'alluvione del 1951, che fece diciassette vittime e devastò tutto il paese. Anche la chiesa di Nostra Signora di Fatima, sulla piazza, fu ristrutturata dopo quella alluvione.

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