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Primo Bacino

Laglio

Cinque nuclei di pietra di Moltrasio sulla sponda occidentale, dove il lago è più stretto e più profondo: la riva con le sculture, San Giorgio e il cantiere dei maestri d'ascia.

Ideale per
Una passeggiata sulla riva, la piramide, le chiese e le ville viste dal lago
Tempo necessario
Un paio d'ore, dalla riva al cimitero della piramide
Stagione migliore
Tutto l'anno; il sole sulla riva arriva la mattina
Da vedere
Il percorso d'arte lungo la via Vecchia Regina
Come arrivare
Autobus C110 da Como in una ventina di minuti; nessun pontile, i più vicini sono Brienno e Urio
Il lungolago di Laglio: il campanile di San Giorgio sopra le case, il porticciolo con le barche e il monte coperto di boschi alle spalle.Kaitu · CC BY-SA 4.0
  • Daniel Case · CC BY-SA 3.0
  • Ottantafame · CC BY-SA 4.0

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Il lungolago di Laglio: il campanile di San Giorgio sopra le case, il porticciolo con le barche e il monte coperto di boschi alle spalle.

Kaitu · CC BY-SA 4.0

Il posto

Laglio è un piccolo paese antico della sponda occidentale, parte della Riva Romantica.

È di origine romana, come mostra una lapide funeraria trovata all'inizio del Novecento; fra il 1927 e il 1948 fu un solo comune con Brienno, denominato Laglio-Brienno dal 1928, e oggi è fatto di cinque nuclei antichi: Germanello, Ossana, Soldino, Torriggia e Ticee. Torriggia sta nel punto in cui il lago è più stretto, 650 metri, e più profondo, oltre 400 metri. Le case sono quasi tutte di pietra di Moltrasio, e resta viva la tradizione dei maestri d'ascia, i costruttori di barche. Dal Buco dell'Orso, una grotta carsica sopra il paese dove a metà Ottocento il parroco Vincenzo Barelli trovò le ossa dell'orso delle caverne, sgorga l'acqua che esce dai rubinetti del paese. Nel cimitero sta la piramide alta venti metri del medico Joseph Frank, e lungo la riva le ville, fra cui Villa Oleandra.

Laglio è un piccolo paese antico della sponda occidentale, parte della Riva Romantica.

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È di origine romana, come mostra una lapide funeraria trovata all'inizio del Novecento; fra il 1927 e il 1948 fu un solo comune con Brienno, denominato Laglio-Brienno dal 1928, e oggi è fatto di cinque nuclei antichi: Germanello, Ossana, Soldino, Torriggia e Ticee. Torriggia sta nel punto in cui il lago è più stretto, 650 metri, e più profondo, oltre 400 metri. Le case sono quasi tutte di pietra di Moltrasio, e resta viva la tradizione dei maestri d'ascia, i costruttori di barche. Dal Buco dell'Orso, una grotta carsica sopra il paese dove a metà Ottocento il parroco Vincenzo Barelli trovò le ossa dell'orso delle caverne, sgorga l'acqua che esce dai rubinetti del paese. Nel cimitero sta la piramide alta venti metri del medico Joseph Frank, e lungo la riva le ville, fra cui Villa Oleandra.

La riva e il percorso d'arte

La via Vecchia Regina, la provinciale nata sui resti dell'antica Via Regina, attraversa il borgo lungo la riva. Lungo la strada corre anche un percorso d'arte: nel 2021 cinque scultori, Bruno Luzzani, Fabio Ceschina, Vito Valentino Cimarosti, Massimo Clerici e Alcide Gallani, lavorarono per quindici giorni nel Parco delle Rimembranze a cinque opere di marmo rimaste di proprietà comunale, che oggi stanno lungo la riva e si vedono anche dal lago.

Lo stesso itinerario comprende la piramide finita nel 1851 e inaugurata nel 1852, tomba del medico Joseph Frank, allievo e poi amico di Alessandro Volta; nel cimitero dietro di essa la Tomba Pini progettata nel 1945 dall'architetto Franco Albini, con due angeli sospesi fra i due portali; e davanti al municipio il monumento ai Caduti del 1922, con la figura femminile di bronzo del milanese Michele Vedani che alza un'insegna romana.

Chiese, pietra e barche

La parrocchiale di San Giorgio, nella piazza del Borgo, fu costruita nel Seicento sulle fondamenta di una chiesa più antica; ha stucchi e fregi del Settecento di Stefano Salterio, nato a Laglio, e accanto c'è l'oratorio dei Confratelli del Santissimo Sacramento, con la pala della Madonna del Rosario di Carlo Innocenzo Carloni. A Torriggia la chiesa di San Bartolomeo fu ricostruita più grande nel 1756; a Germanello c'è la chiesetta di San Gerolamo.

Nel 1771 a Laglio la «sciostra» della famiglia Riva, la bottega da cui nacque il cantiere Ernesto Riva, costruiva già battelli, lance e lucie per pescatori e commercianti. Lungo la riva stanno Villa La Punta, Villa Deleuse, Villa Ortensia, Villa Marco, Villa Regina, Villa Castiglioni e Villa Oleandra; sono tutte private.

La storia

Il nome di Laglio verrebbe da quello di un comandante romano, Lallius, e quello di Torriggia dal latino turris, «torre». Nel Medioevo Laglio era un comune della pieve di Nesso. Gli Statuti di Como del 1335 gli affidavano la manutenzione della via Regina fino alla valletta che segnava il confine con Brienno. Nel Cinquecento ne faceva parte anche Carate, e le due comunità erano ancora unite nel 1644.

Nel 1497 Ludovico il Moro donò tutta la pieve di Nesso, e con essa Laglio, a Lucrezia Crivelli. Il 1° giugno 1647 la pieve fu data in feudo a Francesco Gallio, duca d'Alvito. Nel 1751 Laglio contava 406 abitanti. Nel 1807 un decreto napoleonico unì a Laglio i comuni di Brienno e di Carate, e nel 1809 il comune così allargato aveva 994 abitanti. Con la Restaurazione Brienno e Carate tornarono autonomi.

L'olio e l'alloro

Sui pendii a terrazze sopra il lago si coltivavano la vite e l'ulivo. A metà del Settecento Laglio e Carate pagavano ogni anno al duca d'Alvito, loro feudatario, due staia d'olio d'oliva.

Accanto all'ulivo cresceva l'alloro. Facendo bollire le sue bacche, le «rubaghe», si ricavava un olio usato come medicina per le persone e per gli animali. Le bacche del lago si vendevano anche in Germania e in Svizzera. Nel catasto del 1721-1722 Laglio dichiarava cinquanta staia di bacche all'anno, quasi mille litri, e uno staio di bacche dava una libbra e mezza d'olio.

A piedi dal paese

La via delle Frazioni scende a gradini dalla parte alta del paese fino al lago, su piccoli ponti e sotto passaggi coperti. Dal lago parte anche la Via Crucis: quattordici cappelle salgono fino alla chiesetta di San Gerolamo, a Germanello, costruita nel 1782 e coperta da una cupola.

In direzione di Como un sentiero quasi in piano, una trentina di metri sopra il lago, porta a Carate fra ville del primo Ottocento, con la vista su Pognana Lario, sulla sponda di fronte. Prosegue per Santa Marta, Cavadino e Urio fino a Moltrasio, a circa un'ora e mezza di cammino.

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Prima di andare

Come si arriva a Laglio?

In autobus: la linea C110 di ASF Autolinee, Como–Argegno–Menaggio, ferma a Laglio San Marino–Moscantino, a Ticee, a Germanello–Bersagliere e a Torriggia, a una ventina di minuti dalla stazione autolinee di Como; sulle stesse fermate passa anche la C120 per Lanzo. I battelli di Navigazione Laghi non fermano a Laglio: i pontili più vicini sono quelli di Brienno e di Urio. In auto si arriva dalla statale 340 Regina, e chi viene da Milano o dalla Svizzera esce a Como Nord e segue per Menaggio.

Si può visitare il Buco dell'Orso?

No. Da alcuni anni le norme che proteggono le sorgenti, a tutela di chi beve quell'acqua, impediscono la visita alla grotta: dal Buco dell'Orso esce la sorgente dell'acquedotto di Laglio, che serve anche i paesi vicini. La grotta sta all'estremità nord del comune, sopra Torriggia, per un sentiero di montagna ripido; è celebre per le ossa pietrificate trovate dal 1849 da Vincenzo Barelli, e uno scheletro ricostruito dell'orso delle caverne è al Museo di Storia Naturale di Milano.

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