28nov

Primo Bacino
Case alte e strette fin sull'acqua sotto il monte Comana, fra Laglio e Argegno: vicoli e scalette fra le case, la parrocchiale a picco sul lago e, in fondo al paese, la chiesa dell'Immacolata sul suo sperone di roccia.
Brienno è un piccolo comune della sponda occidentale, a 17 chilometri da Como fra Laglio e Argegno, raccolto sotto il monte Comana.
Le sue origini non sono certe: reperti trovati sul posto lo fanno risalire con buona probabilità all'epoca celtica, e il primo documento scritto è del X secolo. Anche il nome verrebbe da una parola celtica, «brig», il monte, e nel dialetto del posto i monti si chiamano ancora «bric». Nell'età dei comuni Brienno aveva una cinta di mura e stava con Como contro Milano, e gli Statuti di Como del 1335 gli affidavano la manutenzione di un tratto della via Regina, fino al «pontem de Zognio». Fu unito due volte a Laglio, in età napoleonica e poi dal 1927 al 1948, dal 1928 con il nome di Laglio-Brienno, prima di tornare comune autonomo.
Brienno è un piccolo comune della sponda occidentale, a 17 chilometri da Como fra Laglio e Argegno, raccolto sotto il monte Comana.
Le sue origini non sono certe: reperti trovati sul posto lo fanno risalire con buona probabilità all'epoca celtica, e il primo documento scritto è del X secolo. Anche il nome verrebbe da una parola celtica, «brig», il monte, e nel dialetto del posto i monti si chiamano ancora «bric». Nell'età dei comuni Brienno aveva una cinta di mura e stava con Como contro Milano, e gli Statuti di Como del 1335 gli affidavano la manutenzione di un tratto della via Regina, fino al «pontem de Zognio». Fu unito due volte a Laglio, in età napoleonica e poi dal 1927 al 1948, dal 1928 con il nome di Laglio-Brienno, prima di tornare comune autonomo.
Il centro storico di Brienno è un nucleo compatto cresciuto in altezza, su una roccia in forte pendenza: case alte e strette, vicoli antichi e scalette che salgono alla piazza della chiesa e alla strada. Sul molo c'è la casaforte che in paese chiamano «la Tur», e vicino all'imbarcadero la vecchia filanda. La strada che attraversa l'abitato fu aperta solo nell'ultimo decennio dell'Ottocento, abbattendo una quarantina di case, grazie al lascito della famiglia Comitti, briennesi che avevano fatto fortuna a Londra fabbricando barometri e termometri. Prima il passaggio bastava appena per due uomini. Dal 1986 la statale Regina gira attorno al centro storico in galleria.
A picco sul lago sta la parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso, rifatta barocca nel Seicento su una cappella dell'XI secolo, con la pala di Enea Salmeggia del 1618 e un polittico del 1508. Il 7 luglio 2011 fango e detriti invasero il paese, danneggiando edifici e strade. Una nuova alluvione colpì Brienno il 27 luglio 2021.
Lungo la via Regina sta la chiesa di San Vittore, detta anche di Sant'Anna: una navata sola, costruita verso la fine del Cinquecento su un edificio dell'XI secolo e rimaneggiata nel Seicento, con affreschi e stucchi di quel secolo e, fra i dipinti, un San Carlo Borromeo dalla corporatura insolitamente robusta. Il campanile, con le lesene agli angoli, le bifore murate e la cuspide a cono, è quello romanico della chiesa più antica. Più in alto, a dominare la strada, si conservano i resti della Torrazza, o torre di San Vittore, una torre medievale che sorvegliava il passaggio: al tempo della guerra decennale faceva parte di un sistema di segnali con il castello di Nesso. È proprietà privata.
La via pedonale verso il cimitero, alla fine del paese, passa davanti a Villa Zita, una villa eclettica dei primi del Novecento, e arriva al Puncett, lo sperone di roccia su cui sta la chiesa dell'Immacolata, detta anche Madonna del Ronco. Fu costruita nel Seicento dove c'era già un oratorio, ebbe il campanile a metà del Settecento e il portico nel 1865; dentro ci sono una balaustra di marmo di Verona, un paliotto in scagliola e gli affreschi del presbiterio, con una scena dell'Apocalisse, i profeti Isaia ed Ezechiele e i re Davide e Salomone. Poco sotto c'è il mausoleo dei Comitti, e sotto il piazzale della chiesa una galleria della prima guerra mondiale, scavata per la Frontiera Nord, la Linea Cadorna: farla saltare avrebbe chiuso la via Regina lungo la sponda.
Nel Seicento due lapidi di età romana trovate a Brienno divennero proprietà del vescovo di Como Lazzaro Carafino, che le portò nella sua città natale, Cremona. La Torrazza, la torre sopra la statale, fu costruita in età bizantina, fra il V e il VI secolo, come parte delle difese del centro del lago, e fu usata ancora nell'età dei comuni.
Brienno faceva parte della pieve di Nesso. Nel 1497 Ludovico il Moro lo donò, con tutta la pieve, a Lucrezia Crivelli, e nel 1647 il paese fu dato in feudo a Francesco Gallio, duca d'Alvito. Nel 1751 Brienno aveva 378 abitanti e doveva ancora al duca due staia d'olio d'oliva all'anno. Lo governava la «pubblica vicinanza», l'assemblea dei capifamiglia, che il console convocava su ordine dei due sindaci; gli ufficiali del comune erano eletti pubblicamente ogni due anni.
La filanda vicino al porto, riconoscibile dalla ciminiera, fu costruita nella prima metà dell'Ottocento per rispondere alla richiesta di seta. Lavorò fino agli anni Trenta del Novecento ed era una delle principali attività del paese.
Onorato Ferdinando Comitti (1819-1887) fabbricava a Londra barometri, termometri e orologi; nel 1850 aprì il suo primo laboratorio nel quartiere di Clerkenwell. Il figlio Luigi Fedele, nato a Brienno nel 1851, lo raggiunse a quattordici anni per lavorare con lui. Ai primi del Novecento Luigi Fedele fece costruire, in memoria del padre, il mausoleo che sta sotto la chiesa dell'Immacolata.
Il Sentiero botanico, segnato con il numero 1, parte dal municipio e sale verso il monte Comana. Lungo la salita, targhe gialle danno il nome scientifico, italiano e dialettale delle piante. Dopo la cappella di Sant'Antonio abate si sale per la Scala Santa, un'antica scalinata di pietra per portare le bestie all'alpeggio. Più in alto il sentiero entra nei boschi di faggi e raggiunge il Pra' dela Cürt, il vecchio alpeggio comunale, segnato da due colonne di granito. È un percorso ripido, per escursionisti allenati.
Dalla stessa cappella il sentiero 1 prosegue anche verso Torriggia e Laglio, sul percorso dei Cammini della Regina. Più breve è la Via della Poesia, un anello di circa 2,6 chilometri e una quarantina di minuti: attraversa il paese, sale alle baite sopra l'abitato e passa su due ponti di pietra. Lungo il cammino sono esposti versi della poetessa Elsa Somalvico.
Quanto ci vuole
Tempi tipici porta a porta con i mezzi pubblici, cambi compresi. Da Milano si conta dalla stazione Centrale.
Aggiornato 26 ottobre 2026
Le montagne intorno al paese nascondono il sole prima del tramonto astronomico: alba e tramonto sono calcolati sull'orizzonte del paese.
Stima per oggi, 1 novembre, al punto di riferimento: primo sole alle 08:36 e ultimo alle 13:21, per un totale di 4 h 46 di sole diretto, su 10 h 06 di giorno.
Oggi il sole arriva fra le 08:12 e le 08:37 e se ne va fra le 13:07 e le 13:30, a seconda della via.
Guardare l'ombra arrivare su Brienno, oggi
Vedere da Brienno dove se ne va il sole, in 3D
Il sole in un punto preciso di Brienno: il vostro albergo, una spiaggia, una via
In autobus da Como con la C110 di ASF Autolinee, la linea della sponda occidentale per Argegno e Menaggio, che in paese ferma a Cà del Lago–Mulino, a Genzanico, in via Regina (Brascee) e al Crotto Platani; alle stesse fermate passa anche la C120 per Lanzo. A Brienno fanno sosta anche alcuni battelli della linea Como–Colico. In auto si arriva per la statale 340 Regina: Como è a 17 chilometri.
Sulla riva del paese c'è un punto di balneazione ufficiale, Parco Pubblico: come ogni punto in cui si fa il bagno, viene campionato per legge, e la classe della sua acqua è assegnata a fine stagione sui campionamenti ufficiali. Il giudizio aggiornato è sul Portale Acque del Ministero della Salute.
La cima più alta che si vede da qui è il Monte Gruf, 2938 m, a 51 chilometri.
La linea ocra segue il percorso del sole di oggi e segna gli orari stimati di prima e ultima comparsa sopra le montagne. Trascinate il panorama per vederlo tutto.
I punti ufficiali di balneazione nei dintorni, con la classificazione della qualità dell'acqua.
È lo sperone di roccia alla fine del paese, vicino al cimitero, su cui sta la chiesa dell'Immacolata, detta anche Madonna del Ronco: un punto panoramico che si raggiunge con la via pedonale che passa davanti a Villa Zita. La chiesa è del Seicento, con il campanile di metà Settecento e il portico del 1865; poco sotto c'è il mausoleo della famiglia Comitti, e sotto il piazzale una galleria da mina della prima guerra mondiale, fatta per poter bloccare la via Regina in caso di invasione.
Lo stemma, concesso nel 2002, rielabora quello della famiglia Bianchi di Velate, un castello rosso a due torri sotto un capo d'oro con l'aquila nera coronata; al posto dello stendardo sopra il castello c'è però una vela, quella di un comballo, la barca da carico del lago su cui si reggeva l'economia del paese. Nell'Ottocento Brienno viveva di pesca, ma anche di gelsi e di tessitura.
Cosa c'è attorno, e a che distanza.
© OpenStreetMap contributors · ODbL
Tempi tipici porta a porta.

Un ponte medievale, una funivia rossa e la valle che porta in Svizzera.
3 min

Cinque nuclei di pietra di Moltrasio sulla sponda occidentale, dove il lago è più stretto e più profondo: la riva con le sculture, San Giorgio e il cantiere dei maestri d'ascia.
5 min

Città della seta e del razionalismo, con il lago che arriva fino in centro.
25 min