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Primo Bacino

Brienno

Case alte e strette fin sull'acqua sotto il monte Comana, fra Laglio e Argegno: vicoli e scalette fra le case, la parrocchiale a picco sul lago e, in fondo al paese, la chiesa dell'Immacolata sul suo sperone di roccia.

Ideale per
Vicoli e scalette di un paese cresciuto in altezza, chiese dal romanico al barocco, una passeggiata fino al Puncett
Tempo necessario
Un'ora o due fra il molo, la parrocchiale e il Puncett
Stagione migliore
Tutto l'anno; di mattina il sole è su questa sponda
Da vedere
La passeggiata fino all'Immacolata, sul suo sperone sopra il lago
Come arrivare
Autobus C110 da Como in un quarto d'ora-mezz'ora; alcuni battelli della linea Como–Colico
Le case di Brienno, alte e strette, gialle, rosa e grigie, fitte fino all'acqua, con le arcate delle darsene sul lago e sopra i terrazzamenti verdi del pendio.Jeroen Komen · CC BY-SA 2.0
  • Nello Bizzoco · CC BY-SA 4.0
  • Adrian Michael · CC BY 3.0

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Le case di Brienno, alte e strette, gialle, rosa e grigie, fitte fino all'acqua, con le arcate delle darsene sul lago e sopra i terrazzamenti verdi del pendio.

Jeroen Komen · CC BY-SA 2.0

Il posto

Brienno è un piccolo comune della sponda occidentale, a 17 chilometri da Como fra Laglio e Argegno, raccolto sotto il monte Comana.

Le sue origini non sono certe: reperti trovati sul posto lo fanno risalire con buona probabilità all'epoca celtica, e il primo documento scritto è del X secolo. Anche il nome verrebbe da una parola celtica, «brig», il monte, e nel dialetto del posto i monti si chiamano ancora «bric». Nell'età dei comuni Brienno aveva una cinta di mura e stava con Como contro Milano, e gli Statuti di Como del 1335 gli affidavano la manutenzione di un tratto della via Regina, fino al «pontem de Zognio». Fu unito due volte a Laglio, in età napoleonica e poi dal 1927 al 1948, dal 1928 con il nome di Laglio-Brienno, prima di tornare comune autonomo.

Brienno è un piccolo comune della sponda occidentale, a 17 chilometri da Como fra Laglio e Argegno, raccolto sotto il monte Comana.

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Le sue origini non sono certe: reperti trovati sul posto lo fanno risalire con buona probabilità all'epoca celtica, e il primo documento scritto è del X secolo. Anche il nome verrebbe da una parola celtica, «brig», il monte, e nel dialetto del posto i monti si chiamano ancora «bric». Nell'età dei comuni Brienno aveva una cinta di mura e stava con Como contro Milano, e gli Statuti di Como del 1335 gli affidavano la manutenzione di un tratto della via Regina, fino al «pontem de Zognio». Fu unito due volte a Laglio, in età napoleonica e poi dal 1927 al 1948, dal 1928 con il nome di Laglio-Brienno, prima di tornare comune autonomo.

Il borgo sull'acqua

Il centro storico di Brienno è un nucleo compatto cresciuto in altezza, su una roccia in forte pendenza: case alte e strette, vicoli antichi e scalette che salgono alla piazza della chiesa e alla strada. Sul molo c'è la casaforte che in paese chiamano «la Tur», e vicino all'imbarcadero la vecchia filanda. La strada che attraversa l'abitato fu aperta solo nell'ultimo decennio dell'Ottocento, abbattendo una quarantina di case, grazie al lascito della famiglia Comitti, briennesi che avevano fatto fortuna a Londra fabbricando barometri e termometri. Prima il passaggio bastava appena per due uomini. Dal 1986 la statale Regina gira attorno al centro storico in galleria.

A picco sul lago sta la parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso, rifatta barocca nel Seicento su una cappella dell'XI secolo, con la pala di Enea Salmeggia del 1618 e un polittico del 1508. Il 7 luglio 2011 fango e detriti invasero il paese, danneggiando edifici e strade. Una nuova alluvione colpì Brienno il 27 luglio 2021.

San Vittore, la Torrazza e il Puncett

Lungo la via Regina sta la chiesa di San Vittore, detta anche di Sant'Anna: una navata sola, costruita verso la fine del Cinquecento su un edificio dell'XI secolo e rimaneggiata nel Seicento, con affreschi e stucchi di quel secolo e, fra i dipinti, un San Carlo Borromeo dalla corporatura insolitamente robusta. Il campanile, con le lesene agli angoli, le bifore murate e la cuspide a cono, è quello romanico della chiesa più antica. Più in alto, a dominare la strada, si conservano i resti della Torrazza, o torre di San Vittore, una torre medievale che sorvegliava il passaggio: al tempo della guerra decennale faceva parte di un sistema di segnali con il castello di Nesso. È proprietà privata.

La via pedonale verso il cimitero, alla fine del paese, passa davanti a Villa Zita, una villa eclettica dei primi del Novecento, e arriva al Puncett, lo sperone di roccia su cui sta la chiesa dell'Immacolata, detta anche Madonna del Ronco. Fu costruita nel Seicento dove c'era già un oratorio, ebbe il campanile a metà del Settecento e il portico nel 1865; dentro ci sono una balaustra di marmo di Verona, un paliotto in scagliola e gli affreschi del presbiterio, con una scena dell'Apocalisse, i profeti Isaia ed Ezechiele e i re Davide e Salomone. Poco sotto c'è il mausoleo dei Comitti, e sotto il piazzale della chiesa una galleria della prima guerra mondiale, scavata per la Frontiera Nord, la Linea Cadorna: farla saltare avrebbe chiuso la via Regina lungo la sponda.

La storia

Nel Seicento due lapidi di età romana trovate a Brienno divennero proprietà del vescovo di Como Lazzaro Carafino, che le portò nella sua città natale, Cremona. La Torrazza, la torre sopra la statale, fu costruita in età bizantina, fra il V e il VI secolo, come parte delle difese del centro del lago, e fu usata ancora nell'età dei comuni.

Brienno faceva parte della pieve di Nesso. Nel 1497 Ludovico il Moro lo donò, con tutta la pieve, a Lucrezia Crivelli, e nel 1647 il paese fu dato in feudo a Francesco Gallio, duca d'Alvito. Nel 1751 Brienno aveva 378 abitanti e doveva ancora al duca due staia d'olio d'oliva all'anno. Lo governava la «pubblica vicinanza», l'assemblea dei capifamiglia, che il console convocava su ordine dei due sindaci; gli ufficiali del comune erano eletti pubblicamente ogni due anni.

La seta e la famiglia Comitti

La filanda vicino al porto, riconoscibile dalla ciminiera, fu costruita nella prima metà dell'Ottocento per rispondere alla richiesta di seta. Lavorò fino agli anni Trenta del Novecento ed era una delle principali attività del paese.

Onorato Ferdinando Comitti (1819-1887) fabbricava a Londra barometri, termometri e orologi; nel 1850 aprì il suo primo laboratorio nel quartiere di Clerkenwell. Il figlio Luigi Fedele, nato a Brienno nel 1851, lo raggiunse a quattordici anni per lavorare con lui. Ai primi del Novecento Luigi Fedele fece costruire, in memoria del padre, il mausoleo che sta sotto la chiesa dell'Immacolata.

A piedi da Brienno

Il Sentiero botanico, segnato con il numero 1, parte dal municipio e sale verso il monte Comana. Lungo la salita, targhe gialle danno il nome scientifico, italiano e dialettale delle piante. Dopo la cappella di Sant'Antonio abate si sale per la Scala Santa, un'antica scalinata di pietra per portare le bestie all'alpeggio. Più in alto il sentiero entra nei boschi di faggi e raggiunge il Pra' dela Cürt, il vecchio alpeggio comunale, segnato da due colonne di granito. È un percorso ripido, per escursionisti allenati.

Dalla stessa cappella il sentiero 1 prosegue anche verso Torriggia e Laglio, sul percorso dei Cammini della Regina. Più breve è la Via della Poesia, un anello di circa 2,6 chilometri e una quarantina di minuti: attraversa il paese, sale alle baite sopra l'abitato e passa su due ponti di pietra. Lungo il cammino sono esposti versi della poetessa Elsa Somalvico.

Da vedere

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Eventi

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Prima di andare

Come si arriva a Brienno?

In autobus da Como con la C110 di ASF Autolinee, la linea della sponda occidentale per Argegno e Menaggio, che in paese ferma a Cà del Lago–Mulino, a Genzanico, in via Regina (Brascee) e al Crotto Platani; alle stesse fermate passa anche la C120 per Lanzo. A Brienno fanno sosta anche alcuni battelli della linea Como–Colico. In auto si arriva per la statale 340 Regina: Como è a 17 chilometri.

Si può fare il bagno a Brienno?

Sulla riva del paese c'è un punto di balneazione ufficiale, Parco Pubblico: come ogni punto in cui si fa il bagno, viene campionato per legge, e la classe della sua acqua è assegnata a fine stagione sui campionamenti ufficiali. Il giudizio aggiornato è sul Portale Acque del Ministero della Salute.

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