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Ramo di Lecco

Dorio

Case aggrappate ai pendii terrazzati della sponda orientale, fra Corenno e Colico: ulivi, viti e alloro, una spiaggia lunga un chilometro, e in alto Mandonico, il vecchio nucleo con la chiesa di San Giorgio affrescata nel 1492.

Ideale per
Una chiesa affrescata nel 1492 su un prato, la spiaggia sotto i terrazzamenti, sentieri fra le località
Tempo necessario
Mezza giornata con la salita a Mandonico
Stagione migliore
Dalla primavera all'autunno; d'estate per la spiaggia
Da vedere
Gli affreschi del 1492 a San Giorgio in Mandonico
Come arrivare
Treno sulla linea Lecco–Colico, stazione in paese; nessun battello
Dorio dal lago: le case colorate sotto il monte coperto di boschi, il campanile della parrocchiale e sulla riva le barche tirate in secco fra gli alberi.Utente:Mpiva · CC BY-SA 3.0
  • LauraPiatti · CC BY-SA 4.0
  • BKLuis · CC BY-SA 3.0

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Dorio dal lago: le case colorate sotto il monte coperto di boschi, il campanile della parrocchiale e sulla riva le barche tirate in secco fra gli alberi.

Utente:Mpiva · CC BY-SA 3.0

Il posto

Dorio è un piccolo comune dell'Alto Lario orientale, con le case aggrappate ai pendii terrazzati che scendono al lago, dove da secoli si coltivano l'ulivo, la vite e l'alloro.

È fatto di piccole località, i «lööch» del dialetto, ed è solcato da sei valli: da nord a sud la Valle degli Asini, la Valle di Dorio, la Valle dei Mulini e le più piccole Torchiedo, Marcello e Maronasso. La sua storia comincia presto, nelle grandi rocce con coppelle della località Comballo e in un'ascia dell'età del bronzo, il paalstab trovato alla Garavina alla fine dell'Ottocento, scavando le gallerie della ferrovia, e oggi conservato a Como. Una tradizione vuole che i coloni greci portati a Como da Giulio Cesare abbiano fondato Dorio, Corenno, Dervio e Piona, i cui nomi ricorderebbero Dorio in Messenia, Corinto, Delfi e la Peonia; nessun dato archeologico però lo conferma.

Dorio è un piccolo comune dell'Alto Lario orientale, con le case aggrappate ai pendii terrazzati che scendono al lago, dove da secoli si coltivano l'ulivo, la vite e l'alloro.

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È fatto di piccole località, i «lööch» del dialetto, ed è solcato da sei valli: da nord a sud la Valle degli Asini, la Valle di Dorio, la Valle dei Mulini e le più piccole Torchiedo, Marcello e Maronasso. La sua storia comincia presto, nelle grandi rocce con coppelle della località Comballo e in un'ascia dell'età del bronzo, il paalstab trovato alla Garavina alla fine dell'Ottocento, scavando le gallerie della ferrovia, e oggi conservato a Como. Una tradizione vuole che i coloni greci portati a Como da Giulio Cesare abbiano fondato Dorio, Corenno, Dervio e Piona, i cui nomi ricorderebbero Dorio in Messenia, Corinto, Delfi e la Peonia; nessun dato archeologico però lo conferma.

La storia

In età romana da Dorio passava la Via Spluga, la strada che da Milano portava oltre le Alpi per il passo dello Spluga. Dorio compare nei documenti nel 1040, quando dipendeva da Bellano insieme a Corenno e a Dervio. In quegli anni le navi delle Tre Pievi presero il paese di sorpresa, poi Corenno e, dopo un lungo assedio, Dervio. Nel 1449 i comaschi saccheggiarono Bellano, Dervio, Corenno e Dorio.

Nel Quattrocento Dorio si rese autonomo da Dervio, e nel 1480 la Riviera, con Dorio, fu data in feudo a Pietro Dal Verme. Il 26 maggio 1506 la curia di Milano eresse il paese in parrocchia: le strade per Dervio erano così difficili, soprattutto con le lunghe piogge invernali, che molti neonati morivano senza battesimo. Il clero di Dervio conservò però fino al Novecento il diritto di decima sull'uva e sul grano. Dal 1533 al 1788 il feudo appartenne agli Sfondrati.

Mandonico e le due chiese di San Giorgio

Nel Medioevo il paese stava più in alto, a Mandonico, un nucleo arroccato fra la Valle di Dorio e quella dei Mulini, costruito per sfuggire a invasioni e saccheggi. Lì, su uno spiazzo erboso, c'è l'antica parrocchiale di San Giorgio, eretta nel Trecento e rifatta più volte, con gli affreschi del 1492 che raccontano le gesta del santo. Poco alla volta le famiglie scesero verso la località Solmogno, più vicina al lago, che fra il 1640 e il 1670 prese il nome di Dorio. Già nel 1629 i Lanzichenecchi avevano portato la peste in paese, e gli abitanti erano scesi da circa trecento a ottantaquattro.

Il legame con Mandonico restò forte: la nuova parrocchiale, sorta nel 1676 nel centro del paese e intitolata alla Beata Vergine, nel 1787, quando la vecchia chiesa divenne pericolante, fu dedicata anche lei a San Giorgio. Più in alto, a 484 metri, l'oratorio affrescato di San Rocco ricorda il voto degli abitanti scampati al colera del 1856.

La riva e il Viandante

Sulla riva una spiaggia, a tratti selvaggia, corre per un chilometro dal confine con Corenno fino alla località Rivetta, a nord. Si percorre a piedi, e quando soffia la Breva arrivano gli appassionati di vela, windsurf e kitesurf. Fra il 1840 e il 1842 in paese fu costruito un grande filatoio con la sua filanda. Dorio ha anche una stazione sulla ferrovia Lecco–Colico.

Sentieri e vecchie mulattiere legano le località, e il Sentiero del Viandante, il percorso a mezza costa fra Abbadia Lariana e Colico, passa qui fra boschi di castagni. Nel 1755 Dorio ebbe le località di Sparesée, Perdonasco e Rainelda, al termine di una disputa con Colico durata più di due secoli; fu unito a Dervio due volte, dal 1809 al 1816 e dal 1927 al 1950.

Il lavoro

Nel Cinquecento e nel Seicento Paolo Giovio e Sigismondo Boldoni descrissero Dorio come un paese ricco di vigneti. Alla fine dell'Ottocento il territorio, quasi tutto di boschi, castagneti e pascoli, dava castagne, legna, fieno, vino, granoturco, bozzoli da seta e latticini, ma non abbastanza per il paese. Molti abitanti andavano a lavorare nei paesi vicini o emigravano in Svizzera come muratori.

Il filatoio costruito dai fratelli Bettega, con la sua filanda, dava lavoro a molte operaie di Dorio e dei paesi vicini, e in paese c'erano anche un cantiere navale e un mulino da grano. Nel 1894 aprì la stazione di Dorio, sul nuovo tratto della ferrovia fra Bellano e Colico.

La parrocchiale e le feste

Nel centro del paese la parrocchiale di San Giorgio fu ingrandita nel 1712, poi demolita e ricostruita nel 1859; un'iscrizione sulla facciata ricorda il restauro del 1974.

Il 23 aprile il paese festeggia il patrono, San Giorgio, a cui sono dedicate sia la parrocchiale sia la vecchia chiesa di Mandonico. Ogni 16 agosto gli abitanti salgono a San Rocco per rinnovare il voto del 1856. Dall'8 dicembre al 6 gennaio Dorio partecipa con Dervio, Valvarrone e Sueglio a «Un presepi per ogni purtun», il percorso dei presepi allestiti nelle vie dei paesi.

Da vedere

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Prima di andare

Come si arriva a Dorio?

In treno: Dorio ha una stazione sulla linea Lecco–Colico, e il treno impiega tre minuti da Dervio e una dozzina da Colico; gli orari del giorno sono quelli di Trenord. In auto si arriva per la provinciale 72, lungo la sponda orientale. Nessun battello di linea ferma a Dorio: i pontili più vicini sono quelli di Dervio e di Piona.

Si può fare il bagno a Dorio?

La spiaggia corre per un chilometro dal confine di Corenno fino alla Rivetta, e sulla riva di Dorio ci sono due punti di balneazione ufficiali, Riva del Cantone e Rivetta: come ogni punto in cui si fa il bagno sono campionati per legge, e la classe della loro acqua è assegnata a fine stagione sui campionamenti ufficiali.

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