Due giorniDue giorni nell'alto lago
Spazio, vento, chiese romaniche e una pianura da pedalare: due giorni nell'alto lago.
Misto
Guida pratica
Battello, traghetto, treno e funivie: dove la bici sale, con quali regole, e dove si pedala lontano dalle auto.
La risposta breve
Sì, con regole diverse per ogni mezzo. Sul battello la bici sale se la nave e il traffico lo permettono, e l'orario segna corsa per corsa dove è consigliata e dove non sale; sui servizi rapidi mai, sul traghetto delle auto con un biglietto da veicolo. Sui treni Trenord che l'orario indica viaggia gratis, se il viaggio resta in Lombardia; sugli autobus ASF salgono solo le bici pieghevoli; la funicolare di Brunate e la funivia di Pigra hanno un biglietto per la bici. Per pedalare lontano dalle auto ci sono le ciclopedonali dell'alto lago, la Val Menaggio e il Pian di Spagna.
In sintesi
Chi arriva con la bici fa due domande: dove la si può caricare, e dove si può pedalare senza stare in mezzo alle auto.
Battelli, treni, autobus, funicolare e funivie hanno ciascuno le proprie regole, e i percorsi ciclabili lontani dal traffico vanno dall'alto lago al ramo di Lecco.
Sui servizi rapidi le biciclette non salgono. Sui battelli l'imbarco dipende dal tipo di motonave e dal traffico del momento.
Nell'orario dei battelli ogni corsa porta un simbolo: consigliata per le biciclette, con imbarco limitato e condizionato dal traffico, oppure senza trasporto di biciclette. Per esigenze organizzative una nave può essere sostituita con un'altra, e allora le condizioni di trasporto possono cambiare. Il prezzo della bici sul battello lo indica la biglietteria.
Il traghetto che porta le auto fra Cadenabbia, Bellagio, Menaggio e Varenna ha tariffe a parte per i veicoli, fra cui la bicicletta e il tandem: c'è il biglietto per il solo mezzo, quando chi pedala ha già il suo, e quello che comprende anche il conducente; per chi passa spesso, il carnet da dieci corse e l'abbonamento mensile. Anche nell'orario del traghetto le corse portano i simboli per le biciclette. Il biglietto comprato a bordo, quando a terra la biglietteria è aperta, ha una soprattassa per ogni viaggiatore e per ogni veicolo.
Con Trenord la bicicletta viaggia soltanto sui treni indicati nell'orario ufficiale. Su tutti i treni, invece, salgono gratis le bici imballate o chiuse nella loro sacca, quelle pieghevoli ripiegate, i monopattini e gli altri mezzi per la micromobilità, anche elettrici, se non superano gli ottanta centimetri per centoventi per quarantacinque: spenti, chiusi e sistemati sotto il sedile o fra due sedili.
La bici sta nei vestiboli o negli spazi dedicati, senza catene né lucchetti; sui treni che non hanno una carrozza per le biciclette ne salgono al massimo cinque per carrozza, una per passeggero e non più lunga di due metri. Quando il treno è molto affollato, per ritardi, soppressioni o eventi, il personale può limitarne l'accesso anche se l'orario la prevede. Si carica e si scarica da sé. I gruppi da almeno tre biciclette possono prenotare, ma soltanto per il sabato e la domenica.
Il trasporto della bici è gratuito per i viaggi che cominciano e finiscono dentro la tariffa ferroviaria lombarda, e i treni del lago, da Milano a Como, Lecco, Varenna e Colico, restano tutti in Lombardia. Fuori regione serve il supplemento bici; verso la Svizzera valgono le condizioni transfrontaliere di Trenord, e sui treni di altre imprese le loro. Sugli autobus sostitutivi previsti dall'orario la bici non sale, e su quelli organizzati per un guasto non è garantita. Chi va o torna da Malpensa con la carta d'imbarco può portarla anche sui treni che l'orario non indica.
Sugli autobus ASF, quelli delle linee C che servono la sponda di Como, le norme di viaggio consentono di portare biciclette e monopattini pieghevoli: ripiegati, uno per passeggero e due per autobus, sistemati nello spazio riservato alle persone con disabilità. Il mezzo non sale se l'autobus è affollato o se a bordo ci sono una persona disabile o dei passeggini, e chi lo porta risponde dei danni. Le altre bici non salgono: chi pensa di andare in bici e tornare in autobus deve tenerne conto.
La funicolare Como–Brunate e la funivia Argegno–Pigra sono di ATM, e su entrambe la bici paga il biglietto previsto per biciclette, animali, carrozzine e colli. A Brunate c'è anche una corsa semplice che comprende la bici; a Pigra un carnet da dieci viaggi con il supplemento.
Sopra Lecco, la funivia dei Piani d'Erna carica la bicicletta con un supplemento.
La Greenway del Lago di Como, fra Colonno e Griante, è un percorso a piedi, e in bici è sconsigliata: ci sono tratti in salita, stradine strette e acciottolate, gradini.
A Como il parco di Villa Olmo e l'orto botanico sono area pedonale: la bicicletta è ammessa solo se condotta a mano, lungo l'itinerario segnalato che attraversa il parterre.
Da Menaggio la sponda si segue in bici fino a Sorico: venticinque chilometri solo andata, trecento metri di dislivello in tutto, difficoltà facile. Il percorso alterna tratti sicuri, sui pezzi dismessi della vecchia statale 340 e sulle ciclopedonali a lago, e tratti sulla statale, in mezzo al traffico. Per le famiglie i tratti più adatti sono due: da Dongo a Gravedona e da Domaso a Sorico. Da San Vito di Cremia a Musso corre una ciclopedonale a lago protetta dal traffico, ma condivisa con chi cammina e non molto larga.
Da Sorico a Domaso, passando per Gera Lario, sono otto chilometri in piano, adatti anche alle famiglie con bambini; da Domaso a Dongo, lungo il lungolago di Gravedona, cinque chilometri, anche questi in piano. Per le bici elettriche ci sono due punti di ricarica, al porto di Gera Lario e in località San Vito a Cremia.
All'estremità nord c'è il giro del Pian di Spagna: ventitré chilometri in piano con partenza e arrivo all'imbarcadero di Colico, circa tre ore, facile e percorribile tutto l'anno, sull'argine dell'Adda e dentro la riserva fino alla Cascina della Poncetta e al Ponte del Passo, con qualche breve tratto sulle statali e il ponte della 36 sull'Adda da passare sul marciapiede.
Da lì si prosegue verso le valli: la ciclabile della Valchiavenna, trentasette chilometri fra Gera Lario e Villa di Chiavenna, in gran parte su pista ciclopedonale lungo il fiume Mera, e il Sentiero Valtellina, la ciclopedonale che segue l'Adda da Colico a Bormio per centoquattordici chilometri.
Un altro percorso segue in parte il tracciato della ferrovia che dal 1884 al 1939 collegò il lago di Como a quello di Lugano: tredici chilometri e mezzo dall'imbarcadero di Menaggio al lungolago di Porlezza, quasi tutti su fondo asfaltato, con duecentocinquanta metri di dislivello complessivo e il punto più alto a Cardano, a 377 metri. La difficoltà è facile, ma la partenza no: si sale subito per la ripida strada lungo il fianco del Monte Crocetta, dove il treno superava il dislivello con una manovra a regresso, invertendo la marcia.
Poi la ciclopedonale entra nella valle con una galleria di novanta metri, attraversa la piana sotto il Monte Crocione e costeggia il lago di Piano dentro la riserva naturale, davanti alla Casa della Riserva. Alcuni brevi tratti sono su strade aperte al traffico, e alla fine si scendono alcuni gradini per arrivare sul lungolago di Porlezza. Si torna per la stessa strada: gli autobus ASF caricano solo bici pieghevoli.
L'Anello dei Laghi parte da Lecco: una ventina di chilometri in piano, con partenza e arrivo in città, che seguono l'Adda fino a Pescarenico, girano intorno ai laghi di Garlate e di Olginate passando dal monastero del Lavello e tornano dal ponte Azzone Visconti e dal lungolago. È facile, adatto a tutta la famiglia e percorribile in ogni stagione.
Sopra il lago, la ciclopedonale della Valsassina va da Barzio a Taceno lungo il torrente Pioverna: 13,4 chilometri, tutti asfaltati, quasi interamente in piano o in leggera pendenza.
Da Bellagio la strada sale al valico del Ghisallo, a 754 metri: dal bivio all'uscita del paese sono poco meno di cinquecento metri di dislivello, il 5,5% di media e punte del 14%. In cima c'è il santuario della Madonna del Ghisallo, che Pio XII proclamò patrona dei ciclisti nel 1949, con le biciclette dei campioni appese dentro; accanto, il Museo del Ciclismo.
L'ufficio turistico di Menaggio pubblica dodici giri in bici da strada che partono dal paese. Due attraversano il lago con il traghetto da Cadenabbia a Bellagio ed entrano nel Triangolo Lariano: quello del Ghisallo, ottantacinque chilometri e 1.300 metri di dislivello, con il Museo del Ciclismo lungo la strada, e quello che passa da Sormano e dal Pian del Tivano, sessantacinque chilometri e 1.200 metri, con una deviazione per gli scalatori: il Muro di Sormano, 1.700 metri con rampe oltre il 25%, una stradina chiusa al traffico a motore. Il più lungo dei dodici è il giro del lago, 158 chilometri.
Il prezzo della bici sul battello lo indica la biglietteria. Sul traghetto delle auto, fra Bellagio, Varenna, Menaggio e Cadenabbia, la bici ha un biglietto da veicolo, da solo o con il conducente compreso. Sui servizi rapidi non sale.
Sui treni Trenord no, se il viaggio comincia e finisce in Lombardia, e i treni del lago restano tutti in regione. Serve però un treno che l'orario indica per le biciclette. Per i viaggi che escono dalla regione c'è il supplemento bici.
Sugli autobus ASF salgono solo le bici pieghevoli: chiuse, una per passeggero e due per autobus, nello spazio riservato alle persone con disabilità, e non quando l'autobus è affollato o a bordo ci sono una persona disabile o dei passeggini.
È sconsigliato: ci sono tratti in salita, stradine strette e acciottolate e gradini. È un percorso da fare a piedi.
Per le famiglie ci sono le ciclopedonali in riva al lago da Dongo a Gravedona e da Domaso a Sorico, e il giro in piano del Pian di Spagna da Colico. Sul ramo di Lecco c'è l'Anello dei Laghi, adatto a tutta la famiglia.
Nell'alto lago ci sono due punti di ricarica per bici elettriche: al porto di Gera Lario, in via al Pontile, e in località San Vito a Cremia. In treno, le bici pieghevoli ripiegate e i monopattini, anche elettrici, salgono gratis su tutti i convogli se non superano gli ottanta centimetri per centoventi per quarantacinque, spenti e chiusi.

Un nodo ferroviario fra il Lago di Como, la Valtellina e la Valchiavenna.

Un paese dell'Alto Lago con una lunga spiaggia e aree per vela, windsurf e kite.

Al centro del lago, fra il traghetto, la strada Regina e l'autobus per Lugano.

Il paese del Ghisallo: la cappella e il museo delle biciclette stanno qui.

Alto Lago
Piste ciclopedonali quasi in piano fra il Pian di Spagna, il Lago di Mezzola e la Valtellina, con il treno per tornare.
3 h – 7 h27,5 km · +71 m

Triangolo
Dieci chilometri da Bellagio fino alla cappella dei ciclisti.
2 h – 5 h12,7 km · +664 m

Alto Lago
Anatre in inverno e migratori in primavera e in autunno, nella riserva dove l'Adda entra nel lago.
2 h – 4 hServe l'autoAccesso libero

Centro Lago
Circa undici chilometri da Colonno a Griante, fra paesi, mulattiere e tratti sul lungolago.
3 h – 5 h11,3 km · +214 mAccesso libero